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ONE STEP FOREWARD
venerdì, giugno 30, 2006

Ho scoperto la causa dell’emicrania con aura. Un disturbo che mi attanaglia da più o meno quando avevo 14 anni. È un onda di calcio che percorre la corteccia cerebrale. Quest’onda si forma per qualche motivo strano legato alla serotonina. Probabilmente è un rilascio fortissimo ma contemporaneamente brevissimo della succitata sostanza. Me lo ha detto un tedesco. Un ricercatore tedesco che ho incontrato per lavoro. Lui fa parte di un team di ricercatori che lavorano nel campo del brain-imaging. Cioè indagano cosa succede nel cervello degli esseri umani nella normale attività, cercano di capire chimicamente e fisiologicamente cosa succede nel cervello quando, per esempio, alziamo un braccio, o tentiamo di fare canestro con la palla da basket. Non male come campo di studio. Ultimamente penso molto ai sogni, ai miei e a quelli degli altri e a quelli con gli altri. E sono felice di avere un lavoro che mi permette di stare vicino a persone che stanno realizzando i propri. Ragazzi della mia età provenienti da un po’ tutto il mondo che si ritrovano a Trento perché qui stanno mettendo in piedi un centro di eccellenza nel loro campo di ricerca. Sono bellissimi. E per certi versi dobbiamo loro molto. Per quello che fanno e per come lo fanno. Davvero. La ricerca di base è la linfa della scienza, e del pensiero illuminato, insieme alla filosofia.

Mi piace prendermene cura.

Tutto questo, attenti, è collegato al fatto che ieri sera dopo una chiacchierata splendida con Leche, mentre ero nel bagno di casa mia, ho avuto di nuovo la sensazioni che comunque vadano le cose, sono andato avanti. Anche rispetto all’inizio di quest’anno. Non è affatto poco.

 


Stasera gioca l’Italia. Possiamo farcela. Soffriremo.

postato da: buldra | 11:53 | commenti (7)

ITALIA UBER ALLES
mercoledì, giugno 28, 2006

È un periodo in cui accade tutto. Vince il referendum NO. Vince l’Italia e rimango sconvolto dal gesto del povero Pessotto a cui va tutta la mia solidarietà e tutto il mio cuore. Poi la Spagna che perde contro la Francia, mamma mia. Davvero. Poveri gli spagnoli….mi viene in mente quando in olanda un gruppo di studenti erasmus spagnoli ci sfidò. Vennero al campetto con la bandiera e la divisa e la scarpette da calcio e tutto il resto. Si prendevano veramente sul serio. Noi eravamo scalcagnati in jeans e puma e/o all star. Inutile dire che abbiamo vinto noi tre a zero. Poveracci. Si prendono davvero troppo sul serio.

Poi il top:

C’è un tipo che si chiama Achim Achilles, che su Der Spiegel, parlando dei mondiali di calcio e quindi del concetto di italianità, seppur con intento storico scrive queste cose:

 

"L'uomo italiano, chiamiamolo Luigi Forello - scrive Der Spiegel - è una forma di vita parassitaria", non può vivere senza un animale ospite "dal quale succhia più che può". "Luigi Forello - è l'opinione del giornalista tedesco - è perennemente impegnato a mostrare il suo bisogno di aiuto. Se non si chiama Luigi, si chiama Andrea o Luca, ma l'atteggiamento non cambia".

 

"Quel che è accaduto ieri non è dunque inusuale - chiosa Achilles - Grosso è caduto in area di rigore e sogghignava mentre era ancora in volo. Il non meno viscido Totti ha trasformato il rigore contro l'Australia, poi si è succhiato il pollice. E' andata come sempre. Venerdì saranno gli scalcianti taglialegna dell'Ucraina ad essere oliati e impastoiati. Così, seppur buoni a nulla, gli italiani arriveranno di nuovo fino alla semifinale. Ma poi, cari Luigi, non sarà sempre domenica. Noi abbiamo ancora un paio di conti aperti dall'ultima vacanza italiana"

 

Bene, amico, io non mi chiamo ne Andrea né Luca e ne Luigi. Mi chiamo Davide. E tu probabilmente ti chiamerai qualcosa come Fritz o Peter o Hans. E sarai sicuramente biondo, pallido come il latte, con la panza da birra e la moglie carina di faccia, ma con una fabbrica di Big-Babol masticate al posto del culo. Sicuramente sei iper-ordinato, iper-preciso, iper-efficiente. Il tuo problema, amico e che sei tutto questo, perché l’ordine e l’efficienza sono concetti semplici da capire, semplici per una mente semplice. Così il criceto ariano che hai nella testa va avanti in quel cranio pieno di wurstel che ti ritrovi. Ma, amico, se io vengo nel tuo paese ti ammiro, ammiro il fatto che all’autogrill pago 20 centesimi per andare al cesso e poi la macchinetta mi da il buono per spenderli alla cassa, ammiro le strade dritte e senza traffico, ammiro la pulizia, gli edifici squadrati e la disciplina. Ammiro tutto ciò ma non posso tacere su tutto in tempo di mondiali di calcio.

Il giorno in cui un cazzo di tedesco riuscirà a produrre qualcosa come il David di Michelangelo, la cappella Sistina, la Primavera o il giorno in cui un tedesco riuscirà a presentarmi un piatto di pasta al ragù senza chiamarlo “spaghetti alla bolougnaise”, e soprattutto senza cucinarli col gulasch, allora me ne starò zitto. Ma adesso no. Senza il gene dell’ordine che ti contraddistingue saresti veramente una nullità. Ho visto tedeschi al confine con la Slovenja farsi fottere centinaia di marchi al cambio con la moneta locale. A noi italiani questo non succede. Solo per fare un esempio.

Ho visto tedeschi obesi bere birra alle sette del mattino, a colazione, e girare con sandali e magliette inguardabili per le città d’arte. Voi tedeschi siete facili da riconoscere in giro per l’europa. Sete quelli con meno stile di tutti. Avete talmente poco stile che non lo concepite nemmeno il concetto di stile. E ciò si evince anche dagli articoli che scrivete. D'altronde non potrei aspettarmi altro da un popolo che parla una lingua talmente primitiva che per dire “batterista” dice “batti-cose”, ma che soprattutto non prevede bestemmie e parolacce nel proprio vocabolario.

Per cui spero di incontrarvi in semifinale, e vincere. E quando vinceremo, se vinceremo, mi mangerò un mega piatto di spaghetti alla faccia vostra, rutterò di gusto, scorreggerò ancora piùdo gusto e andrò a prendermi il sole a pochi chilometri da casa mia. Pensando a voi efficienti tedeschi pallidi e mangia-wurstel, che proprio non capite il perché le vostre donne preferiscono farsi scopare dagli italiani piuttosto che da voi panzoni, proprio non ci arrivate….mah……il bello è che noi ce le trombiamo quando sono ancora belle e giovani e poi voi ve le beccate vecchie e sbaulate….ah, tedesco efficiente e ordinatio….ma un pò tontarello…..ci vediamo in semifinale, forse. Altrimenti ci vediamo al mare. Il mare di casa nostra.

P.S.: qui ho messo una nuova canzone, Centri Benssere.

postato da: buldra | 11:28 | commenti (11)

AUGMENTIN
martedì, giugno 27, 2006

Troppi antibiotici e poca bici, mi riducono uno straccio. Passo dei quarti d’ora con dei gran mal di testa. Il caldo non aiuta, certo, ma io amo il caldo. Ho le placche nella gola, e qualche linea di febbre passata.

Ho visto due film-intervista a Fidel Castro, quelli fatti da Oliver Stone. Sono interessanti. Davvero interessanti. Non riporto qui nulla delle parole di Castro. Non credo ci siano molte persone in grado di andare al di là dei concetti e dell’immagine che i media danno di lui, quindi non ne vale la pena.

Nel frattempo mi sono sfebbrato. Sono andato allo sherwood festival a Padova. E devo dire che iniziative del genere in trentino ce le sogniamo. Spazio grande, due/tre palchi. Rassegna di band indie con tanto di spazio riservato alle etichette. Catering gratuito e con possibilità di autogestione, maxischermo con mondiali di calcio in diretta, banchetti e/o stand per tutti i gusti, dai cilum di terracotta alla Lega Anti Vivisezione, passando per librerie alternative piene zeppe di fumetti belli. Ma soprattutto due kebbabbari con i controcoglioni. E nessuna band che faceva cover e/o tributo.

Meno male che esistono ste cose. Nel bene e nel male salvano in extremis una musichetta italiota direi veramente ridotta allo stadio terminale.

Poi ieri ho scritto un Filter Tips, ma non l’ho pubblicato, se lo è letto solo la principessa del cazzeggio. Sto perdendo autostima, ed è per questo che metto la mia foto maledetta qui sotto. Ma non è finita. Ieri è stata una bella giornata. I paraculi vestiti di azzurro hanno battuto in extremis e con un rigorel der Pupone la pericolosissima Australia. Mi sono emozionato, cazzo. E sono contento per quella gran merda di Hiddink, e anche per l’italia. L’italia del NO al referendum ovviamente.

Meno male.

Sarà per quello che mi sono svegliato piuttosto bene stamattina.

 

postato da: buldra | 12:03 | commenti (5)

AL REFERENDUM VOTO
venerdì, giugno 23, 2006

NO

...dico, ma scherziamo?!?

 

postato da: buldra | 13:05 | commenti (2)

DETTAGLI
giovedì, giugno 22, 2006

Ieri ho scoperto che tra il 25 e il 26 giugno ci sarà anche gente che voterà SI.

Tutto ciò è molto disarmante, e mi fa stare male. E penso che il paese in cui vivo non mi piace. Penso che la gente sia vuota, che la gente non sappia, che la gente non conosca i dettagli. Perché la storia è fatta di dettagli, alla fine. Sono quelli che contano. Già. Non so dove l’ho letto o dove l’ho visto. E forse me lo sto inventando. Ma la storia, la cultura, sono fatte di dettagli. Sfumature. Colori particolari che si trovano solo e solamente, che ne so, sulla parete del duomo di Siena, o nel panorama del Tavoliere quando entri in Puglia e ti sembra di esserti catapultato in un altro pianeta. Anche la storia è fatta di dettagli. A Montesole attaccato al muro della chiesa in rovina di Casaglia c’è una tavolo con una scatola di latta. La scatola di latta contiene dei quaderni, con dentro le frasi di tutta le gente che passa di lì.  C’è ne almeno una per ogni giorno. Vuol dire che non passa giorno che non arrivi qualcuno. Ognuno aggiunge un dettaglio.

Sono i dettagli che non vanno mai sottovalutati. Sono i dettagli che fanno la storia. Sono i dettagli come i fiocchi di neve che ad uno ad uno spezzano i rami delle sequoie. Dei mandorli. Dei ciliegi. Degli aranci. Sono i dettagli che ci fanno innamorare. Un odore, un’espressione, un movimento delle dita, un modo di aprire gli occhi.

Ed è per salvaguardare qualche dettaglio, piccolo e insignificante, di questo brutto paese, che dovremmo votare NO. Tutti. Ed invece c’è gente che dei dettagli se ne frega. Che basta che il mobile del soggiorno sia nuovo e all’ultima moda, e pagato poco.

Anche se obbiettivamente fa a pugni con il colore dei tendaggi.

Dettagli, certo.

Stupidi e inutili dettagli.

Come il colore della pelle.

Come il luogo di nascita.

Come la moneta di scambio.

Come la forma di governo.

Come le inclinazioni sessuali.

Mi sembra che tutti stiano combattendo una guerra contro negri africani froci.

Senza badare ai dettagli.

Siamo

Nella

Merda.

postato da: buldra | 12:10 | commenti (4)

MORNING[BO]
mercoledì, giugno 21, 2006

Ieri ho passato l’intera giornata a Bologna. Mi sono alzato alle 4.30 del mattino.

TROPPO PRESTO.

Mi sono fatto la doccia, ed ho apprezzato l’aria fresca trentina nel tragitto da casa mia alla stazione.

Era un po’ di tempo che non prendevo il treno.

Non sapevo che l’aria condizionata made in Trenitalia funzionasse, dopo decenni di oblio.

Ho partecipato a questo convegno.

Che parla di questa cosa.

Una cosa a cui il governo Berlusconi era contrario, nella persona del Ministro Moratti. Una cosa che è gestita e controllata in maniera completamente autonoma dalla comunità scientifica di tutti i paesei membri d’Europa. Una cosa molto, ma molto svincolata dai governi e dalla politica. Forse è per questo che era contrario il governo Berlusconi? Mah.

Comunque, il caldo si è fatto sentire. Bologna mi ha coccolato come al solito.

A parte l’aria condizionata assassina del MelbookStore devo dire che il solito giretto alla Feltrinelli International è stato più che proficuo. E il passeggio di via indipendenza una gioia per gli occhi.

Il ritorno traumatico in Intercity ve lo risparmio, anche perché ho dormito fino a Verona.

A proposito di Verona, complimenti ai Canadesi.

Qualcuno sa perché.

E soprattutto, ho scoperto che Melissa Auf Der Maur ha un blog, ed è qui.

Se non sai che è Malissa Auf Der Maur sei purtroppo destinato a vivere una vita monca.

 

postato da: buldra | 12:08 | commenti (2)

LA TERRA DEI CACHI
lunedì, giugno 19, 2006

Parole di Rizzo Nervo, consigliere d’amministrazione Rai in quota Margherita:

 

Le intercettazioni su Vespa non hanno alcun rilievo penale, ma presentano un quadro desolante sul piano deontologico. Vespa che offre trasmissioni ritagliate su misura al potente di turno; Vespa che chiede al portavoce di un politico quale avversario gradisca in studio: se questo era l'andazzo, "Porta a Porta" si fondava su un metodo giornalisticamente miserevole. La sceneggiata di Berlusconi che firma il contratto con gli italiani nel 2001: anche quello - chiedo a Vespa - era stato concordato a tavolino? Io sono stato direttore di telegiornali Rai per tanti anni. Raramente qualche leader nazionale osava chiamare, mentre i portavoce non erano nemmeno ricevuti.

 

Parole di Vittorio Emanuele di Savoia

 

Mi ha ricevuto tra i dimostranti dell'Alitalia e i sindacati dei treni che facevano un inferno. Berlusconi è simpaticissimo. L'incontro è stato più che positivo... Poi sulle televisioni si vedeva noi che si usciva da Berlusconi con le macchine. Questo è importante perché bisogna agire molto velocemente prima della fine di febbraio perché siccome lui perderà le elezioni, gli altri ce lo mettono in culo...

 

E poi questo comunismo al caviale: D'Alema ha i conti in Lussemburgo, se non lo sa, questo lo so io. E ha la barca a vela più bella di chiunque..

 

Parole di buldra:

al di la che non so a chi giovi tutto sto casino, però leggere certe cose su Vespa, e su quel gran paraculo del Savoia, beh, un pochino mi fa piacere. Conferma le mie teorie. L’Italia è il paese delle Veline, dei telefonini e dei videopoker. In Italia basta andare un paio di volte in tv a lavare i propri panni zozzi per rifarsi una reputazione. L’Italia non è una democrazia. Non lo sarà mai. Vaticano, classe politica e lobbies televisive/finanziarie si dividono il potere. Ed è normale intrallazare, chedere favori incambio di favoro, volemosebbene. Io ti faccio la trasmissione su misura a te, tu migarantisci che non mi sbatti fuori. Siamo piccoli come pidocchi. E puzziamo di letame e pesce marcio. Italiani, popoli di incoscenti diceva qualcuno. Io dico, italiani, popolo di servi.

Perché la terra dei cachi è la terra dei cachi.

 

 

postato da: buldra | 11:22 | commenti (9)

TRENTAGRADI
venerdì, giugno 16, 2006

Trentagradi. Finalmente trentagradi.

Meno male. Non ce la facevo più.

Ok, prepariamoci.

Oggi devo pulire casa.

Oggi devo presenziare ad una cena di parenti.

Oggi sto meglio.

Qualcuno sa perché.

Domani Geisha dal vivo all’Happy Ranch.

Domani Italia-Stati Uniti.

E tiferò Italia.

Insieme a Pippo, Alessio e Venusia.

E sarà pheeco, come direbbe Leche.

Ho uploadato una nuova canzone

Su myspace

Basta cliccarci sopra.

Dai, non è difficile.

Buonweekend.

 

postato da: buldra | 11:34 | commenti (9)

IS ME
giovedì, giugno 15, 2006

Intervista a radiodue.

Prove.

Concerto sabato

Partita sabato

Documenti

Registrazioni

Compleanni

Due chili di macinato comune

Direbbe il Verro

E dopo?

Concerti

Ah, parenti

E dopo?

Poi basta

Eh, checazzo

Non se ne può più

Venusiaaaaa ( !!! )

Bambine irlandesiamericaneindiane

Nate da un mese

Bellissime

Issime

Is me

Checazzo

Oggi metto una canzone nuova:

QUI

 

postato da: buldra | 11:57 | commenti (2)

PAROXETINA (20mg)
mercoledì, giugno 14, 2006

Più o meno è come partire, sapendo di non poter più tornare. È come aver esaurito il proprio compito. Quasi come togliere il disturbo. È come osservare l’orizzonte, avere paura, ma essere curiosi e percepirne il calore, la continuazione della vita. Della propria vita. Alcuni errori ce li possiamo risparmiare. Altri, invece, vanno commessi per imparare. Prima di partire bisogna essere preparati, consapevoli, coscienti e belli.

Ci sono un paio di cose che qui non vanno. Per una basta respirare. Per l’altra non lo so ancora. Per l’altra forse non basterà una vita intera. Forse non è come penso io e forse l’ipnosi regressiva spalancherebbe altre ipotesi, altre verità. Ma forse è tutto una grande e stupida cazzata. Che dal nero pece stinge al grigio chiaro e metallizzato. In palese contrasto l’azzurro estivo fuori dalla finestra, che ha lasciato cadere due gocce come di collirio. Nei tuoi occhi. Occhi da ragazzino. Occhi azzurro intenso da ventenne scapestrato. Occhi difficili da spegnere. Impossibili da spegnere. Invincibili e sudamericani. Hai uno skateboard nuovo lucidato al platino. Hai un condotto di cemento armato.

E’ tutto pronto per il full-pipe. Senza casco.

Mentre vedo la tua ombra in controluce alla fine del buio, mi sento un po’ idiota. Seduto qui senza poter far nulla. Con mille mostri di cartapesta stipati nell’armadio. Mi sento stupido. Stupido, a non aver ancora fatto un falò di tutto. Stupido a non alzarmi da qui. Stupido a non voltarti le spalle e andarmene. Finalmente. Invece di star qui, a collezionare microtraumi. Ad inscenare la tragedia come fosse una commedia. Invece di prendere coscienza. Aprire le porte e le finestre. Prendere aria. Rinfrescare. Con cattiveria.

Ripulire tutto.

postato da: buldra | 11:48 | commenti (5)

TRIDENTUM TABLOID
martedì, giugno 13, 2006

Che dire….sabato sono arrivato a casa dal concerto di Como alle ore sei e ventiquattro. Pi la sera del giorno stesso sono andato in Padania a trovare Venusia. La mattina dopo mi sono alzato alle sei e un quarto, per tornare a Tridentum. Ecco cosa mi ha accolto.

Ma dove sono sti locali fracassoni?

Perché ogni inizio estate il giornale locale mette questo titolo?

Perchè i trentini sono così socialmente primitivi?

Perché?

…cambiando discorso, visto che a fare il peafighe* tifando Ghana ho fatto vincere i fotomodelli italioti?

* il termine peafighe mi è stato appioppato via telefono da un esperto abitante veneto. Non so cosa voglia dire ma è stato usato in accezione critica nei miei confronti per il fatto che io tifassi Ghana.

 

postato da: buldra | 11:44 | commenti (6)

FORZA GHANA
lunedì, giugno 12, 2006

FORZA GHANA !!!

postato da: buldra | 11:28 | commenti (8)

ZUCCHINE ANTIDEPRESSIVE
venerdì, giugno 09, 2006

Sta per cominciare il secondo week-end di giugno. Per me sarà un finesettimana un po’ atipico, non perché suonerò a Como con i c|o|d, ma perché non vedrò Venusia. La cosa mi rende un po’ malinconico. Ma sopravvivrò. Poi oggi iniziano i mondiali di calcio, delle partite di oggi mi interesserebbe la Polonia, ma la Polonia se l’è comprata SKY. E quindi alle sei di sera, fanculo, mi devo subire la Germania contro il Costa Rica. Partita inutile. Sapere che non ci saranno tutte le partite del mondiale alla televisione mi inquieta. E mi da fastidio. Per vedere i nostri giocatori azzurri dovremo aspettare fino a lunedì. Ed io tiferò per il Ghana.

Ma ci sono cose molto più importanti. Grazie ad una attenta osservazione partecipante di Venusia, ieri sera ho cucinato da solo il mio primo risotto. Con le zucchine. C’era anche il Fradicio a casa mia. Lo ha assaggiato, ha detto che era buono. Evviva. Sono in grado di fare il risotto. È stato il primo risotto della mia vita. Io e il Fradicio abbiamo anche scolato una bottiglia di teroldego. Poi ho messo in fresco del muller, nel freezer, mi viene in mente solo ora che probabilmente è ancora lì, e sarà ormai ridotto ad un ammasso di ghiaccio. È arrivato anche il Paschi, che si è dovuto accontentare di un po’ di birra. Così abbiamo tirato fino a mezzanotte e mezza. Abbiamo ascoltato un po’ di canzoni, e parlato molto di quanto la cultura trentina sia imbarazzante. Tra carte di credito smarrite e storpiamenti del cognome del sottoscritto. Non se ne può più. Trento brucia.

Infine scopro di essere un sopravvissuto:

“L'antidepressivo di ultima generazione Seroxat (paroxetina) è stato riconosciuto rendere più probabile il suicidio in giovani. La ditta produttrice GlaxoSmithKline ha inviato una lettera in tal senso a tutti i medici Inglesi e Usa.”

Ho preso il seroxat sei anni fa per qualche mese. Gran bella droga legale, e sono ancora vivo. Però mi è rimasta la voglia, come dire, di non prendere mai più pillole del genere. In fondo non servono a un cazzo. Curano i sintomi e non i problemi.

La vera droga di adesso comunque è MySpace. Tra gli amici di Buldra ci sono Jenna Jameson, Boosta e i Lacuna Coil. Mica cazzi. Oltre ovviamente ai c|o|d, a Maxfiorio (in tutte le sue declinazioni), Gino e Sara, nonché 147dB.

Bello.

Buon risotto a tutti quindi, e buon weekend.

Il metallo e le zucchine siano con voi.

postato da: buldra | 11:53 | commenti (8)

CRAVATTA NUOVA
giovedì, giugno 08, 2006

Vi parlavo delle canzoncine che dovevo registrare. E che non ci sto riuscendo perché ho il Mac in panne. Bene, qui sotto trovate il testo di una delle due. Poi c’è uno spazio nuovo e autoreferenziale qui: http://www.myspace.com/booldra

Serve a combattere il vuoto. Serve che voi ci andiate e che ascoltiate e che commentiate.

Il solito insomma. Ci sono le mie canzoni.

Bene.

Per oggi è tutto.

Feedbackatemi il testo please: 

 

 

PRIMA SCELTA

 

come sei cambiato

ti sei dato all’autolesionismo esistenziale

come sei vestito

hai ripiegato su uno stile schietto e razionale

 

come sei caduto in basso

tra le briciole (dei capi)

a testa alta e schiena dritta

nel tuo inglese De Agostini

colgo un filo di amarezza

 

come usi i tuoi sorrisi

e le strette di mano in segno di obbedienza

il tuo accento provinciale

ti accompagna nonostante la cravatta nuova

 

e la seconda scelta arranca

tra le briciole

delle tue conquiste effimere

nel tuo inglese De Agostini

colgo un aria di sconfitta

 

non credevi nel sistema

ma ti sei sbagliato

è il sistema che ha creduto in te

accordargli la fiducia

equivale a suicidarsi

 

come fingi indifferenza

ben sapendo di mentire anche a te stesso

postato da: buldra | 11:23 | commenti (12)

TRUTH HURTS
mercoledì, giugno 07, 2006

Sono un paio di mattine che mi sveglio nervoso. Scazzato. Eh, già, vivere da soli non è mica una cazzata. Soprattutto se sei uno viziato come me. Se a questo aggiungiamo un lavoro al momento poco stimolante, e la lontananza degli affetti più luccicanti, insomma, è comprensibile un po’ di nervosismo.

A complicare il tutto il mio Mac, che non vuole saperne di funzionare a dovere, proprio ora che dovevo registrare un paio di canzoncine molto diverse dal mio standard normale, e avevo anche intenzione di offrirle in pasto a voi lettori del filtro. Ci riuscirò, non vi preoccupate.

Il tempo non aiuta, 7 giugno, sembra ancora marzo.

Insomma, stanotte ho addirittura pensato che se andava in porto un’operazione che mi vede coinvolto forse è il segnale che devo togliere le tende. Portarmi dietro chimiamamisegua, e trasferire la mia vita terrena in un altro posto.

Rimango dell’idea che sì, sono un po’ viziato, ma credo anche che le nostre vite, scandite dalle piccole grandi routine, si svuotino un po’. Ed io sensibile come sono, sento il vuoto. Sento che questo vuoto diventa sempre più grande. Che occupa sempre più tempo. Risucchia.

Vuoto.

Vuotino.

Silenzio.

Assenza.

La verità è qui sotto.

Questo è il punto.

 

postato da: buldra | 11:35 | commenti (4)

SIAMO UOMINI O CAPORALI?
martedì, giugno 06, 2006

Si, lo so, è morto un povero ragazzo in Iraq. Lo so.

Mi dispiace, ma io ho altro a cui pensare.

Qualcos’altro di cui non vado affatto fiero, qualcos’altro che mi impedisce di essere orgoglioso del mio paese e che, al contrario, mi provoca un senso di profonda vergogna.

Alex Zanotelli, trentino se non erro, è andato a visitare un campo di immigrati clandestini a Cassabile. Persone reclutate con il metodo del caporalato. Gente che lavora dieci, dodici ore al giorno, per trentacinque euro. Che non può piegare la schiena altrimenti sono bastonate. Gente che poi si vede arrivare i carabinieri, impegnati in un operazione di individuazione dei clandestini.

Perché non individuano i caporali, invece?

Perché invece degli schiavi non si colpiscono gli schiavisti?

Sapete quello che penso?

Diamo un' occhiata a come muore un negro, una volta tanto.

E vergogniamoci di essere italiani.

 

Secondo dati raccolti dalla Rete antirazzista, a Cassibile ci sono state due operazioni di polizia consecutive per individuare i clandestini. Una il 31 maggio, l'altra il primo giugno. Sono state identificati oltre duecento degli ospiti della bidonville. C'è chi fa notare che queste operazioni avvengono nella fase finale della raccolta delle patate, quando la domanda di manodopera diminuisce. E comunque non colpiscono mai i "caporali", cioè i reclutatori dei nuovi schiavi, quelli che intascano 15 dei 50 euro che costituiscono la paga giornaliera e controllano che i lavoratori stiamo curvi.

[…]

"Abbiamo sistemato quindici docce e altrettanti servizi igienici - spiega Molinie - Siamo rimasti dentro gli standard minimi previsti dall'Onu". Si riferisce ai campi per rifugiati del Terzo Mondo. "Ma non si può trovare acqua, scavare un pozzo?", domanda il missionario. È il suo unico momento di distrazione. Siamo in Italia e questo è un terreno privato. Impossibile realizzare opere permanenti. La stessa tenda-ambulatorio di Medici senza frontiere è stata denunciata dal proprietario del boschetto per l'occupazione abusiva del suolo.

postato da: buldra | 12:01 | commenti (5)

IL CODICE DEI VINTI
lunedì, giugno 05, 2006

Qualcuno mi dovrebbe spiegare, per piacere, come posso fare a sopportare organi di informazione che dedicano cinque secondi alle stragi di civili a sangue freddo dell’esercito americano in Iraq, e subito dopo fanno un servizio di tre minuti sulle presunte ipotesi di una nuova riapertura delle indagini sull’incidente a Lady Diana.

Qualcuno mi spiega, per piacere come posso fare a sopportarlo?

Mi spiega come posso fare a sopportare un ragazzo di 25 anni che mi chiede cosa ne penso del Codice Da Vinci, un ragazzo normale, fighetto che bestemmia fuma le canne e scopa le sue coetanee che gliela danno volentieri perché è carino….che mi dice che a lui gli sta sul cazzo il libro perché non è giusto che un autore se la prenda con “la mia religione” e “il mio Gesù”.

Qualcuno, per piacere mi può spiegare come fare a sopportare tutto questo?

Come puoi tu, essere imberbe venticinquenne, idiota e bestemmiatore identificarti in una religione d’accatto come lo pseudo cattolicesimo Ratzingeriano?

Perché hai paura che i Musulmani o i Cinesi o quelli di Palù di Giovo ti rubino l’insalata dal tuo orto?

Probabilmente non ti rendi conto, nella tua ipertrofica attività notturna, noiosissima peraltro, che proprio la religione e gli uomini che si organizzano nel nome della religione sono gli stessi che con il loro potere, e con la loro sete di potere, decidono aspetti della tua vita non affatto secondari, aspetti di cui poi tu ti lamenti, stupidamente, prendendotela con quelli “diversi” da te e con il Codice Da Vinci. Anch’esso manipolato e strumentalizzato nel nome di un rigurgito conservatore-cattolico che ormai ha contagiato un sacco di gente. Gente brutta. Gente in malafede.

E tu, che hai solo 25 anni.

E come te mille altri.

Poveri.

Stolti.

Come posso sopportarvi io?

Come?

Come fate a dire “la mia religione” il mio “Gesù”….voi che non andate a messa da decenni e non vi confessate da decenni e pensate che “Gesù” sia una vostra stupida proprietà privata. Che Gesù rappresenti voi contro loro.

Come faccio a sopportarvi.

Come?

Menomale che intorno a me c’è ch idefinisce tale libello come letteratura da water, nel senso che lascia il segno, sulle chiappe di chi se lo legge sul trono del pudore.

postato da: buldra | 12:03 | commenti (12)

OLDBOY
giovedì, giugno 01, 2006

Sto invecchiando, lo so, ne sono certo, ecco alcuni sintomi, in ordine sparso:

 

Uno: andare a letto sempre dopo mezzanotte comincia a essere faticoso e stressante.

Due: preferisco il vino alla birra.

Tre: se una ragazzina di vent’anni mi guarda in modo strano comincio pensare che è perché ho il fascino dell’uomo maturo.

Quattro: il mondiale di calcio non mi fa più salire la pressione, e spero che l’Italia faccia una figura di merda.

Cinque: dimentico le chiavi dell’auto infilate nella serratura dell’auto.

Sei: se non ho dimenticato le chiavi dell’auto ho sicuramente perso il portafoglio, e se non ho perso il portafoglio ho sicuramente lasciato chiudere la porta di casa alle mie spalle senza mazzo di chiavi.

Sette: le distrazioni di cui sopra accadono una volta al giorno, o più di una.

Otto: se nessuna delle succitate distrazioni prende corpo, finisco la giornata con la fronte corrucciata e la mente invasa da un unico pensiero “mi sembra che ci sia qualcosa di cui non ricordo, ma non ricordo cosa”.

Nove: non ricordo più il titolo di un film bellissimo che ho visto solo l’anno prima, in cui recitava un’attrice poco famosa ma bellissima.

Dieci: quel film è uno dei seguenti: buongiorno notte, lavorare con lentezza, romanzo criminale.

Undici: l’attrice è una delle seguenti: Maya Sansa….le altre due non le ricordo…una è quella che ha fatto il Caimano di Moretti, l’altra è quella che stava con Accorsi, prima che accorsi si mettesse con la tipa francese….di cui non ricordo il nome.

Dodici: gli Artic Monkeys mi fanno cagare!

Tredici: ho pesanti dubbi sulla validità artistica dei Franz Ferdinand.

Quattordici: ho paura dei testi di Manuel Agnelli.

Quindici: ho ascoltato un vecchio disco degli Scisma e l’ho trovato acerbo, lo stesso disco nove anni fa mi sembrava estremamente maturo.

Sedici: preferisco l’ultimo di Carmen Consoli al nuovo disco degli Editors.

Diciassette: odio le suonerie polifoniche di merda.

Diciotto: non mi incazzo più davanti ai telegiornali, sono al livello oltre.

Diciannove: ho finalmente capito la Guerra Civile Spagnola.

Venti: provo invidia nei confronti del popolo Iberico.

Ventuno: l’idea di partecipare ad un’orgia comincia ad essere rivoltante.

Ventidue: trovo gli Offlaga Disco Pax divertenti, ma assolutamente poco originali.

Ventitre: leggo Dies Irae di Giuseppe Genna e mi annoio, so gia tutto.

Ed infine, il segno definitivo: sto pensando di vendere la mia Gibson Les Paul Standard, per comprarmi una acustica Martin, di quelle belle.

 

postato da: buldra | 10:15 | commenti (13)