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INDIE ROCKET Prendendo spunto da questo post di Kay, vorrei qui contribuire con un piccolo “pistolotto” al dibattito sulla fine dell’indie rock. Spero che sarà piccolo e breve, visto che sarà sicuramente noioso e poco interessante per la maggior parte di chi capita qui per caso. La tentazione è quella di partire dalla definizione del concetto di “inizio” e “fine”, utilizzando come strumento d’indagine l’approccio costruzionalista di Berger e Luckmann, ma forse è il caso di circoscrivere l’argomento. Cerchiamo prima di dare una definizione di “indie”. A mio avviso ne esistono sostanzialmente due: 1-“indie” è tutto ciò che non è mainstream, al di là dei generi musicali. 2-“indie “ è un genere musicale ben preciso, e corrisponde a determinati canoni estetici. Nel primo insieme ricadono tanto il “primo ligabue” o “i primi subsonica” quanto i “Low” o “Greg dulli” o gli “Artemoltobuffa”. Nel secondo insieme, a seconda dei canoni estetici codificati come indie, possono ricadervi vari gruppi, dai Pearl Jam ai Bloc Party agli Interpol ai Muse. Altra considerazione importante. Ciascuno dei due insiemi è aperto. Ci si può entrare ed uscire. Ma ci sono importanti differenze sulle modalità di entrata ed uscita. Nel primo insieme ci entri dal momento in cui sali su un palco, qualsiasi palco, e c’è almeno una persona (magari con una spilletta colorata addosso) che ti fa da spettatore. Nel secondo insieme ci entri se fai un determinato tipo di musica, se usi o meno determinati stilemi. Ma veniamo alla cosa più importante, e cioè da come si esce da uno dei due insiemi. Bene, dal primo insieme ci si esce dal momento in cui si firma un contratto “major” o si diventa di “dominio pubblico” o si vendono milioni di copie. Dal secondo insieme ci si esce nel momento in cui si smette di usare la distorsione e si comincia ad usare Detto ciò passiamo alla scena indie italiana. Tale scena è, a mio avviso da sempre, piuttosto sbilanciata verso il primo insieme che ho descritto. E questo per una serie di motivazioni nobili e orientate alla scoperta ed al cambiamento. Arrivati ad una certa età, tuttavia, chi ha contribuito a svilupparla si trova giocoforza a fare i conti con determinate cose, sia personali che artistiche e politiche. Non c’è ricambio forse. O forse anche chi va, o andava, ai concerti indie1 adesso è più vecchio e deve semplicemente pagare il mutuo della casa, o preferisce portare a spasso “Fuffi”, non so. Indie1 alla fine è sempre stato molto autoreferenziale, o dentro o fuori. E per questo ne ha sempre pagato le conseguenze, secondo me, in parte meritandosele. In parte no. Quello che mi ha sempre lasciato perplesso, ai confini dell’insieme 1, è sempre stata una certa dose di ipocrisia di fondo, che ho sempre mal digerito. Soprattutto da parte di chi si trova nell’intersezione dei due insiemi. Di chi giudica in base all’intersezione dei due insiemi. Di chi millanta verità indie usandole per nutrire il proprio ego, la propria presunta purezza ed onestà intelletuale. Sono convinto che tutti quelli che salgono sopra un palco più di tre volte nella vita non disdegnerebbero di farlo per lavoro. Solo che si trovano nel primo insieme, e quindi devono anche curare l’orticello del proprio insieme, perché ci mangiano. Bisognerebbe invece, giustamente, fare bella musica e basta. Ma davvero bella. Una roba che non si pù dire che è brutta. Ah, cazzo, ma si potrà sempre dire che non è indie…..che sfiga, non sono di moda.
postato da: buldra | 12:17
| commenti (6) NEO-EMOTICONS Dovete sapere che quando uno come me va in studio di registrazione cade in uno stato mentale altro. Di colpo la sua vita viene completamente assorbita da questioni piuttosto futili quali per esempio la scelta del plettro con cui suonare o l’accordatura delle ottave della Gibson o perfino lo stato di salute delle valvole finali dall’ampli. Per non parlare poi dei dilemmi definitivi sul doppiaggio o meno degli accordi di quinta, distorti. Un altro mondo, appunto. L’unica preoccupazione diversa, rispetto a quelle fin qui menzionate, è mettere qualcosa sotto i denti, e limitare il numero di sigarette. Il resto non conta più. A meno che Silvio Berlusconi non ci regali una delle sue performance migliori, in pieno meeting dei giovani di Forza Italia, in evidente difficoltà, dichiara “e adeso la commozione….” E viene colto da malore. Non mi sembra stesse affatto scherzando. Comunque vorrei farvi notare come i veri showman si riconoscano anche e soprattutto in questi casi. Sono convinto che Silvio si sentisse già “mancare” da qualche minuto, e abbia subito pensato, mentre il malessere aumentava inesorabilmente, a come girare la frittata a proprio favore. A come trasformare un evidente malore senile, in un coup de teatre degno del miglior entertainer. Beh, io per queste cose il merdoso lo ammiro. Lo ammiro sul serio. Ha subito tirato in ballo “la commozione”, e ben consapevole delle telecamere a riprenderlo non si è sottratto al fuoco delle stesse. Anzi è lui che fa fuoco sullo spettatore aggrappandosi con tutte le forze al leggio e facendosi portare via a forza dal proprio posto di combattimento. Come un eroe. E dopo l’uscita di scena dell’eroe alle telecamere non resta che inquadrare i volti attoniti e stravolti degli astanti, non resta che ripetere all’infinito “Silvio! Silvio!”. E poi la commedia protratta. Berlusconi è un maledetto comunicatore, e sa a memoria i film di Totò. Altrimenti non avrebbe chiesto al medico con la barba che l’ha soccorso “ma lei è Bin Laden?”, consapevole che quella frase lo avrebbe proiettato sulle bocche di tutti i giornalisti, ma soprattutto sulle bocche di tutti gli italiani, portatori sani di aneddoti da bar. Poi il saluto prima di entrare in macchina, la smorfia beffarda di chi l’ha scampata bella, il ghigno masticato “eh, pensavate èh?” rivolto ai nemici di sempre. Poi il medico personale primario di cardiologia, con la faccia seria, la voce ferma. La prognosi volutamente autoridotta dalle stesse parole del premier, in modo tale da creare un po’ di tensione alla notizia del prolungamento della degenza in ospedale. La colpa di tutto imputata alla stanchezza, ai troppi impagni, al sacrificio. Sacrificio al quale l’eroe Silvio non si sottrarrà, contro tutto e contro tutti sarà in piazza il due dicembre a Roma contro Prodi, contro la Finanziaria. Quello che non sa Berlusconi è che il due dicembre, a Roma ci sarò anche io. E non sa nemmeno che mentre lui sarà in piazza ed io tranquillamente appoggiato ad un rudere di tremila anni ai fori imperiali, o impegnato nella ricerca dell’aperitivo perfetto a Trastevere lo penserò molto e sarà un pensiero intenso, chiaro, preciso. Un impegno concreto: “A Berluscò, ma vaffanculo!”. postato da: buldra | 10:29
| commenti (4) BLUE ALNICO vs. GREENBACK Praticamente questo è un post per malati di mente e chitarristi. Chi non è chitarrista e/o musicista non legga. Ok, stai leggendo, però non rompere i maroni che sono monotematico. Dunque: Io e Leche abbiamo lo stesso ampli, un vox ac30, solo che il mio ha i coni blu, e il suo i coni verdi. I miei di si chiamano Blue Alnico, nome molto romantico ed evocativo, i suoi invece si chiamano Greenback. Ho sempre saputo che i coni miei erano più pregiati dei coni suoi, ma da quando una cricca di veneti (gente che vota lega nord) ha espresso un’opinione difforme dalla realtà, e cioè che greenback (verdi come il colore della lega) è meglio di Blue Alnico, è nata una polemica. Io dico che è aperta Intanto è ovvio che ho ragione, infatti la stessa casa costruttrice dichiara sui blu alnico: The world’s first dedicated guitar loudspeaker and a part of musical history. it was the speaker’s adoption by Vox for their AC30 that ensured the Blue’s place in history. Ho detto tutto Attendo repliche.
postato da: buldra | 13:26
| commenti (14) BULDRA & BARBERA |1| prime impressioni sul MacBookPro: si accende in zero secondi, è silenziosissimo e velocissimo. Finalmente ho capito cosa sono i widget a |2| in questo momento non ho ancora il collegamento adsl. Su consiglio di Latte ho guardato alcune offerte della brennercom. Sembrano molto buone ma ai privati cosano 50 euro al mese. È ancora un prezzo troppo alto. |3| a quanto pare Berlusconi ha truccato le elezioni. La cosa mi fa veramente cagare. perché lo sapevo. Lo so. E lo saprò. Naturalmente la sinistra si è guardata bene dall’alzare la voce a suo tempo, e si sta guardando bene dal farlo ora. Come al solito confondono il concetto di senso dello stato con il concetto di vigliaccheria. Merde, sia di destra che di sinistra. Merde. |4| di solito parlo non troppo bene di Manuel Agnelli e degli Afterhours. Però ne ho sempre riconosciuto la grande caratura artistica. A riguardo, l’ultima volta che li ho visti dal vivo, mi sono piaciuti moltissimo. Uno dei momenti più alti del loro concerto ricordo che fu quando fecero la cover di “la canzone di Marinella” di De Andrè. Bene, ho casualmente scoperto che ne avevo una versione, omaggio del Mucchio Selvaggio. L’unica cosa che posso dire è che la parte di basso nelle prime due strofe è la prova definitiva che il genio risiede nella semplicità e nell’intelleggibilità, e non nel virtuosismo. |5| da stasera fino a domenica sera sarò sull’astronave Blu, insieme a Latte, Pentothal, Verro e Breex. E proveremo a chiudere fuori il mondo. E proveremo soprattutto e ricucire i petali. Siete tutti avvisati. Tutto può ancora suc[cedere]. |6| ho prenotato questo albergo, a Roma. Qualcuno lo ha subito scambiato per un parco giochi. E non aveva ancora bevuto il barbera. Che è un ottimo vino. Erano anni che non mi alzavo in piedi quasi cadendo, e ridendo. Grazie barbera. Grazie soprattutto ai tuoi 13 gradi di morbidezza. |7| buon fine settimana. A tutti. postato da: buldra | 11:16
| commenti (4) EUROSHIT Sono decisamente incazzatissimo con tutti. Per i seguenti motivi: 1.lavoro troppo e mi alzo troppo presto 2.mi fa male la guancia 3.ho troppe commissioni da fare 4.nessuno mi caga Per esempio: Martedì mi sono svegliato alle sette di mattina, ho finito di lavorare alle sette e mezzo della sera, sono passato da mia madre per darle istruzioni, perché mercoledì sarebbe venuto il tecnico della caldaia a casa mia ma io non ci potevo essere perché: Ieri mi sono svegliato alle cinque di mattina. Sono andato in stazione a prendere il treno per Verona delle 6.09 per poi proseguire verso Milano con l’Eurostar. Il tutto per partecipare ad un convegno all’Università Statale. L’Eurostar è arrivato a Milano con 38 minuti di ritardo. Ho partecipato al convegno. Sono tornato in stazione per prendere l’Eurostar delle 16.55, che mi avrebbe riportato a Verona per la coincidenza con Trento. Alle 16.48 sul tabellone appare la scritta “treno soppresso” accanto al mio treno. Allora mi avvio verso l’Intercity delle 17.05. arrivo a Verona alle 18.38. Perdo la coincidenza e quindi parto per Trento da Verona con il regionale delle 19.23. Arrivo a Trento alle 20.32. Ho mangiato due panini di merda (made in trenitalia), e ho preso una bustina di Nimesulide perché il dolore alla guancia mi impedisce di masticare e anche di parlare. Salgo in macchina. Recupero il DD6 (pedalino per chitarra) e recupero anche Celestina. Vado a Novaledo (a Forse è per giornate come questa che poi m’incazzo e faccio le piazzate. Però, vaffanculo, gli esseri umani e gli affetti vengono prima del lavoro. Sempre. Ho bisogno di ricordarmelo e di sentirmelo ricordare. Perché a me un mondo che va così mi fa cagare. E, anche se mi so adattare a tutto, io non ho voglia di viverci. Non voglio trasformarmi in una rotella del sistema. Perché le rotelle muovono meccanismi buoni, ma muovono anche meccanismi cattivi. Muovono il benessere, ma muovono anche il disagio. Il disagio mio, ed il disagio di tutti. Proprio quel disagio che ogni tanto di prende. Proprio quei dubbi che cancelli. Proprio quello negli occhi del tuo vicino di casa, di tua zia, di tuo cugino. E, credetemi, non sono affatto solo cazzi loro. Sono tutti cazzi nostri.
postato da: buldra | 11:55
| commenti (6) SLIDESHOW Ieri ero davvero depresso. Però sono riuscito a fare un bel po di cose, tra cui venti minuti di ciclette, di cui la metà passati a sforzo quattro, che più o meno corrisponde a scalare il Passo Pordoi. Tutto ciò per tamponare l’abbuffata di affettati e schifezze genuine che ci siamo pappati domenica. Ho poi provveduto ad effettuare un ulteriore tentativo di connessione ad Internet attraverso Alice. La cosa favolosa è che il mio computer si configura da solo, senza bisogno del cd autoistallante, ma la connessione non funziona. Allora richiamo il 187, e stavolta mi dicono “qui risulta tutto a posto, chiami domani prima delle 15.00 che ci sono i tecnici” “scusi ma non ci sono dopo le tre?” “eh, no staccano alle “ma scusi lei non mi sa dire il nome del server PPPoE” “eh, no mi dispiace” “ok” Vediamo oggi in pausa pranzo cosa si inventano. Giuro che se passo un’altra volta davanti al negozio Alpikom di Trento, entro e chiedo a loro di farmi la connessione, e che si fotta la telecom. Comunque stanotte ho dormito sei ore scarse, cinque minuti dopo essermi svegliato mi è venuto un attacco di emicrania con aura, e la ferita alla guancia (dentro la bocca) che mi sono procurato masticandomela durante il sonno, si e trasformata in una piaga dolorosissima che mi impedisce di masticare senza provare un dolore assurdo. Tutto questo perché possiedo tutti e quattro i denti del giudizio, e quelli superiori sono maledettamente affilati, la storia che non servono a niente è una balla, io con il miei denti del giudizio riesco a masticare lattine, porfido, marmo e granito senza nessuna difficoltà. Ma non importa. Queste sono le cose che formano il carattere. E anche la voglia di ammazzare qualcuno naturalmente. Desiderio che noi adepti della teoria del karma-sassara ci vediamo costretti a sublimare in post come questi. Ciliegina sulla torta: domani sveglia alle 5 e partenza per Milano. La città più colorata e solare del mondo. Mezzo di trasporto made in trenitalia naturalmente. Ma vaffanculo. Qui sotto un piccolo regalino/testimonianza del weekend scorso.
postato da: buldra | 11:16
| commenti (9) SUPERUNKNOWN AND TELECOM(MERDA) Finalmente è arrivato lui. E devo dire che accenderlo in piena notte a luci spente come mi ha consigliato Latte è stato davvero emozionante. Purtroppo però le note positive finiscono qui. ah, già, perché oltre al computer mi sarebbe dovuto arrivare anche il modem di Alice per connettermi a internet. Il modem l’ho ordinato il 27 ottobre, ma venerdì 17 novembre non c’era ancora niente nella mia cassetta delle lettere. Così ho chiamato il 187, il quale mi informava che il mio modem giaceva nella filiale di Poste Italiane numero A quanto pare sì. Comunque sabato mattina vado in Posta con Venusia per ritirarlo. E devo già scavalcare il primo ostacolo, cioè devo scegliere quale bigliettino numerato farmi sputare dalla macchinetta infernale. L’impiegato mi dice genericamente “sghiza un de quei verdi”. Io schiaccio quello con scritto “raccomandate”. E mi esce il numero 52. sul display i numeri però vanno dal 25 al 28. Va beh. Fatto sta che, in puro stile italiano, ad un certo punto appare una mia ex vicina di casa che lavora proprio in quella filiale, allora le cose si velocizzano incredibilmente. Scopro che sull’indirizzo qualcuno aveva scritto “ Torno a casa col mio bel modem, dopo pranzo provo a connettermi, ma il cd “autoistallante” di Alice se clicco si “macosx” mi dice che ho il “sistema operativo sconosciuto”. Allora provo a connettermi con le preferenze di sistema dal computer e tutto parte. Ma non si connette, perché? Chiamo il 187, e mi rispondono che “ah, si è colpa nostra perché non abbiamo ancora attivato completamente la sua linea, il modem lampeggia o fa la luce fissa?” Ed io “lampeggia” E Telecommerda “ecco vede, lei è connesso ma non del tutto….deve aspettare fino a lunedì sera….” “ah, ok….” Ok, allora, Poste Italiane e Telecom avete vinto il Premio Latrina 2006. Vorrei, inoltre, salutare Mauri e l’allegra compagnia Bergamotta (compreso il mitico ed unico Barros) per avermi fatto distrarre dalle tragedie tecnologiche del weekend. E anche gli amizzi, per avermi ricordato l’esistenza della Cantinota di Padergnone, e per averla esportata in veneto. Li ringrazio inoltre per avermi fatto assistere a questo capolavoro di mediocrità cinematografica, in cui si salvano solo le facce, le battute, e la camminata di Verdone. Per il resto è uno spot continuo e scandaloso alla Vodafone. Buona settimana, speriamo in bene.
[la cantinota di Padergnone, vista da Mr. Pitone] postato da: buldra | 12:07
| commenti (18) GIOVINEZZA Il futuro dell’Italia è in mano a questa gente: Nel filmato si vedono una decina di compagni di classe che stanno a guardare, mentre uno dei ragazzi indagati sferra qualche pugno e qualche calcio al compagno disabile, un altro è intento a riprendere la scena con la telecamera, un terzo che disegna il simbolo "SS" sulla lavagna e fa il saluto fascista. Libro e moschetto. Scolaro perfetto. Mi rifugio nei versi di un Uomo Migliore: La domenica delle salme non si udirono fucilate il gas esilarante presidiava le strade la domenica delle salme si portò via tutti i pensieri e le regine del ''tua culpa'' affollarono i parrucchieri […] La domenica delle salme nessuno si fece male tutti a seguire il feretro del defunto ideale la domenica delle salme si sentiva cantare quant'è bella giovinezza non vogliamo più invecchiare […] La domenica delle salme gli addetti alla nostalgia accompagnarono tra i flauti il cadavere di Utopia la domenica delle salme fu una domenica come tante il giorno dopo c'erano i segni di una pace terrificante postato da: buldra | 14:21
| commenti (2) NO POPE, NO PARTY A me piace molto il programma di Maurizio Crozza, che si chiama Crozza Italia. Certo non è tutto bello e perfetto, ma alcune sue imitazioni sono esilaranti. Come quella di Marzullo, che è esilarante, e come quella di Papa Ratzinger, che fuma tre pacchetti di sigarette al giorno perchè fuma come un turco in preparazione del suo viaggio in Turchia. A quanto pare al Vaticano hanno poco sense of humor: "Basta satira sul Benedetto XVI" Insorge il segretario del Papa La satira su Papa Ratzinger? Non piace nemmeno al segretario personale del Pontefice, don Georg Genswein, che dice: "Spero che smetta subito". E il ministro della Cultura Poupard aggiunge: "Ci sono valori che non si toccano". All'indomani dell'anatema lanciato dal quotidiano dei vescovi che è insorto contro le gag papali di Maurizio Crozza su La 7 e contro l'imitazione di un finto don Georg, fatta da Fiorello su Viva Radio 2, il segretario personale di Ratzinger, interpellato dall'Adnkronos, premette: "Non ho mai visto queste trasmissioni e neanche le guarderò mai". E poi accetta di dire la sua dopo la bufera che si è scatenata sulle gag satiriche. L'Avvenire non ha risparmiato critiche al "tentativo continuo di ridicolizzare figure cattoliche". Ma dai, Strazzingher, va bene la messa in latino, va bene non dare la comunione ai divorziati, va bene la contrarietà alle staminali, va bene che il preservativo è uno strumento del demonio e va bene anche che sei contrario all’eutanasia, ma porco cane stai calmo. Che cazzo, fatti una risata! Dio mio che gente triste, triste, triste. Ma siamo sicuri che Gesù Cristo era così noioso ai suoi tempi? Secondo me mica tanto. E poi, scusate, ridicolizzare le figure cattoliche? Ma, dico io, invitare il capo di stato della parte Greca di Cipro in vaticano a poche settimene dal viaggio in Turchia non vi sembra una cosa ridicola? Bastate voi in Vaticano a rendervi ridicoli da soli, tranquilli, guardate la pagliuzza nell’occhio di Crozza senza accorgervi della trave che c’avete ben piantata a San Pietro. Ma per favore. Datevi una definitiva calmata. Non c’è più religione. Meno male che sono ancora convinto che una risata vi seppellirà. Tutti.
[il genio che ha partorito l'immagine qui sopra si chiama Tom Burns] postato da: buldra | 10:45
| commenti (3) EMPTINESS IS A WARM GUN Non riesco a togliermi dalla testa questa cosa. La storia del ragazzo down picchiato dal bullo di turno della classe. E il video messo in rete. E i professori della scuola, ed i compagni, che stanno zitti. Una volta i vecchi ottantenni si lamentavano di noi “giovani”. Adesso sono io trentenne a inorridire di fronte al comportamento dei teen ager. Com’è possibile essere arrivati a questo punto? Com’è possibile tacere di fronte ad una cosa del genere? In nome di quale valore i compagni ed i professori di quella scuola tacciono i nomi dei colpevoli? Io dico che sono peggio loro degli aggressori. Per cosa tacete? Per non infangare il nome della scuola? Per omertà? Perché vi minacciano? Mi fate schifo. Mi fate schifo più di chi ha alzato le mani per divertimento contro il più debole. Com’è possibile arrivare a questo livello? Come sono ridotte le istituzioni educative e socializzanti? La famiglia, la scuola? Cosa cazzo trasmettono a sti ragazzi? Perché tutti credono di essere alla vita in diretta, quando in realtà siamo tutti già morti in differita? Ma non c’è nessuno che sia in grado di trasmettere un minimo di buon senso? Io non dico di far diventare tutti dei filosofi ermeneuti o tutti dei Buddah o dei Gandhi, ma un minimo di capacità critica, di giudizio. Per favore! Non voglio pensare che tutto questo sia voluto. Ma non posso fare a meno di pensare come tutto questo vuoto sia funzionale. Come tutto questo vuoto sia organico a questa società. Organico alla guerra preventiva, organico alla guerra di religione, organico alla politica populista, organico al lavoro precario, organico alla crisi in Iran, organico ai “cinesi che sono dappertutto”. C’è un vuoto che inghiotte Ed il suo slogan è “tutto a me, e quel che resta ancora a me”. Me lo ha insegnato mia madre, come comportamento da non tenere. Ed invece, cara mamma, è la regola dei miei tempi. Una regola che non sono riuscito nemmeno a graffiare, una regola che ha fregato anche me. Non mi resta che ripiegare sul comico. E pensare a come sarebbe bello dire ai bulli che hanno picchiato il debole, con le parole di Cetto Laqualunque: “io non vi sputo, perché sennò vi profumo”. Amen. postato da: buldra | 11:08
| commenti (3) PUSH YOURSELF AROUND [and fuck-off] Ci sono alcune cose che proprio non sopporto, cose tipo questa. Ma quello che più mi sconvolge non è il fatto che qualcuno possa picchiare un disabile per divertimento e poi mettere il video su youtube, no, quello che mi sconvolge di più è che tutti i compagni di classe di questi imbecilli non abbiano ancora trovato il coraggio di denunciare l’accaduto. Nemmeno professori. Non so più cosa dire, e cosa pensare, di un mondo come questo. Non lo so più. La superficialità è Vivo in un mondo dove essere prepotenti è bello. Che schifo. Sono inorridito. E mi viene il vomito.
postato da: buldra | 11:16
| commenti (7) IT'S FRIDAY [have a rest] |1| Mi è giunta questa e-mail, dalla quale deduco che al mio amico Paschi piace New York: “La City e' inspiegabile, sembra di stare a gardaland, pero' e' tutto vero, ed e' vero anche quello che gia' pensiamo, l'essere umano e' un puta madre visto quello che ha creato. zio can e' allucinante sto mondo”. Paschi, con affetto, vaffanculo again. |2| Ho spostato i miei bioritmi indietro di un’ora. E soffro come una bestia. Anche perché nel mio ufficio la temperatura si aggira intorno ai 25 gradi, mentre fuori è attorno allo zero. Meno male che ho corroborato il mio fisico alle terme meranesi. |3| La prossima settimana dovrebbe arrivarmi il mostro. Dai, che non vedo l’ora, dai! Nel frattempo hanno aggiornato anche i macbook normali. Poi ho scoperto che se provi a comprarti un PC Window configurato come un macbookpro fascia intermedia in realtà risparmi solo cinquanta euro. Da oggi chi acquista pc nuovi windows è una volta di più un coglione. |4| chiedo scusa a tutti quelli che si sentono offesi dal punto precedente, ma quando un giorno Windows crollerà nelle vendite capirete, e quel giorno arriverà nemmeno troppo tardi. |5| La scaletta degli impegni della prossima settimana è talmente spaventosa che non la scrivo neanche. Vorrei solo dire che non vedo l’ora che arrivi il week-end del 25/26. Qualcuno sa perché. |6| Bush ha perso le elezioni di medio termine. Bene. Tra poco gli americani ripenseranno alla propria strategia in Iraq. Grazie comunque per i centomila morti civili, per esservi presi le riserve petrolifere di Saddam, e soprattutto per aver riportato l’ordine e la disciplina in un area geopolitica che tanto aveva bisogno di ulteriori spargimenti di sangue. Grazie America, godblessiù. |7| Ho visto per qualche secondo ieri sera il programma dell’ormai biondo Santoro, c’era la Santanchè che diceva cose assurde sul velo islamico, e dico velo, non burka. La Santanchè ha la faccia rifatta dalla chirurgia plastica, queste sì che sono conquiste per l’emancipazione della donna, rifarsi la faccia. |8| Nordest. Arrivo. Prepara la nebbia migliore. Vi lascio col video nuovo dei Subsonica.
postato da: buldra | 11:19
| commenti (4) BIG BROTHA I media sono più o meno lo specchio della cultura di un popolo, e di una società. Ma non solo i media come oggetti tecnologici lo sono, anche il contenuto di essi lo è, e lo è in misura maggiore. Nell’ultimo anno si è fatto un grande parlare e soprattutto un grande trascrivere di intercettazioni telefoniche. Anche stamattina, sul giornale locale della mia città, venivano trascritte conversazioni telefoniche. È una moda. E l’ultimo trend dell’informazione. La gente prova una curiosità morbosa per tutto ciò. Per sapere il vezzeggiativo con cui Ricucci chiama E invece non lo fa. E c’è una sottile linea rossa che lega la moda delle intercettazioni telefoniche con la moda dei reality show. E tutto questo è legato da una sottile linea rossa con il modo di pensare e di vedere le cose di molta gente. Abbassare il livello di guardia. Tolleriamo la gente chiusa nelle case e ripresa dalle telecamere ventiquattro ore al giorno. Gente che parla di nulla e non ragiona su nulla e non ha un opinione su nulla. Perché noi siamo come loro. Siamo chiusi nelle nostre case, nelle nostre vite, e tutto quello che potrebbe farci pensare o potrebbe farci dubitare lo consideriamo superfluo, fastidioso, inutile, dannoso. Non lo vogliamo. Preferiamo essere senza pensieri. Perché quindi, dovremmo preoccuparci di tutte le telecamere posizionate ad ogni angolo di strada? Perché quindi dovremmo sentirci fuori luogo se i nostri colleghi parlano solo del nuovo modello nokia e non hanno idee che vadano al di là della frase “non ci sono più le stagioni”? Perché dovremmo preoccuparci del fatto che siamo tutti potenzialmente intercettati ed intercettabili? Perché dovremmo mettere in dubbio la fondatezza dell’innalzamento delle misure di controllo negli aeroporti? Perché dovrei dubitare del fatto che gli attentati di Londra non li ha fatti Al Qaeda? Perché è l’acculturazione di massa. I media non possono far cambiare idea, ma possono fissare e contribuire a cementare una cultura, un modo di essere funzionale ed un modo di pensare. Ma chi se ne frega. Tanto non capite. Buldra, nel confessionale, subito.
postato da: buldra | 11:47
| commenti (6) FESTA MESTA La notte di Halloween, insieme ad altri loschi figuri trentini, ho fatto il giro delle feste (di Halloween appunto) della mia città. Ovvero Trento. Pur non avendo mai vissuto al di fuori di essa, io come molti miei consimili, mi sono sempre lamentato della scarsità di verve delle serate atesine. Mi sono sempre lamentato (ci siamo sempre lamentati), un po’ a sproposito, visto che nessuno di noi si è mai adoperato per cambiare la situazione o emigrare in altri posti. Ma quello che è successo il 31 di ottobre è diverso. Perché il 31 di ottobre, nel mio animo, ho avuto la prova che le lamentele erano giuste, e che le serate trentine sono sempre sottotono. Anzi, mi correggo, fanno cagare. La gente è in media più triste che in altri posti, e le sbronze sono in media più moleste che in altri posti. Gli orari sono più mesti che in altri posti e i locali sono anch’essi più mesti. Ma soprattutto, il giovane trentino medio è più mesto degli altri giovani italiani medi. Ho le prove. E l’ho percepito. Precisamente quando all’una di notte, il dj-merda di turno, infilava l’ennesimo disco anni ’80 tamarro in un locale di bikers con venti persone dentro, di cui tre pseudo-fighe vestite come delle baldracche, attorniate da un campione altamente rappresentativo di abitante atesino medio. Volevo essere da tutt’altra parte insieme ai miei amizzi. Tipo come quando eravamo in Puglia con il Fradicio. Ad ingrassare e a bere otto mojitos e un litro di bianco a testa. Ricordi Fradicio? Io pesavo almeno quindici chili in più, e tu hai rischiato di affogare. Comunque, chiedo venia se ho urtato la sana e dignitosa trentinità dei trentini, e chiedo scusa anche alla metà trentina di me stesso. Che poi non è una questione di qualità di divertimento o di orari o di tipo di attività. È proprio l’atmosfera delle feste trentine ufficiali e delle serate trentine che è mesta. È una cosa intrinseca. O forse sono io che sono mesto e triste dentro e me la meno troppo. Ed è per questo che, accolgo l’appello giuntomi in quel del Caribe, e mi levo il cappello ad interim, ai creatori di BRUNO. E alla faccia mesta di Alberto Pacher.
postato da: buldra | 11:21
| commenti (7) ABSOLUTE Ieri sera ho guardato E' su questi concetti che si gioca la sanità mentale e il consenso o meno alle guerre. Sono ormai anni che le nostre libertà sembrano libertà “regalate” dal capitalismo e dal Cristianesimo. Io mi sarei anche rotto le scatole. Si, perché fino a 40 anni fa le donne nei paese andavano in chiesa col velo, e i bambini nati morti li seppellivano in cimiteri separati. Perché finivano nel “limbo”. Concetto il quale non è stato ancora abolito dalla chiesa. Mi sono rotto anche perché ragionamenti di tal fatta, parlo di ragionamenti alla Calderoli, vengono ormai accettati dalla massa, da chi effettivamente ci crede e da chi li considera non pericolosi, pittoreschi. Mi sono proprio stufato. E non perché Allah sia grande e Maometto sia il suo profeta. No. Semplicemente perchè stiamo andando indietro. E le menti della gente vengono oscurate ogni giorno di più. Viviamo in una cultura che si guarda allo specchio. Come un guidatore che nello specchietto retrovisore guarda se c’ha i peli troppo lunghi del naso, senza guardare ne avanti ne dietro. Intanto corriamo a trecento all’ora. E ci siamo tutti, sopra a quell’auto.
postato da: buldra | 11:57
| commenti (10) SANDINISTA! Daniel Ortega, ex presidente sandinista del Nicaragua può farcela. Caro George Bush, vaffanculo. Non so molto del regime sandinista, quello che mi colpisce di più è che esso perse democraticamente le elezioni nel 1990,e quindi, democraticamente lascio il potere. Solo che le elezioni le perse a causa di una guerra “civile” scatenatagli contro dai contras finanziati indovinate un po’ da chi? Dagli U.S.A. Adesso i sandinisti, democraticamente, forse riusciranno a riprendersi il potere. Non hanno più l’appoggio della chiesa locale, o almeno così credo. Infatti i sandinisti, oltre che sul marxismo, fondavano i loro principi politici anche sulla teologia delle liberazione. Alla quale pose fine, se non ricordo male, il papa polacco, sceso dal cielo. Ma forse era sceso dalla parte sbagliata. Visto che negli stessi anni si affacciava al balcone insieme a Pinochet. Mentra in Nicaragua “numerosi cattolici, sacerdoti e laici, presero parte alla lotta armata contro la dittatura di Somoza e in seguito diversi sacerdoti, come Ernesto Cardenal e Miguel D'Escoto entrarono a far parte del governo sandinista.” Infatti, chi va con lo zoppo impara a zoppicare: “si evidenziò l'emergere di una forte opposizione da parte di settori conservatori della gerarchia ecclesiastica alle tesi della Teologia della Liberazione, che andò rafforzandosi negli anni 80 con il papato di Giovanni Paolo II in cui gli ideologi ed i protagonisti della TdL furono progressivamente allontanati dai vertici della gerarchia, come avvenne per Leonardo Boff che subì diversi processi ecclesiastici”. Nel 1986, inoltre È per tutti questi motivi che, oggi, auguriamo a Danel Ortega di raggiungere il 40 per cento delle preferenze. Alla faccia di Bush e di Ratzinger. Anche se non conta più nulla. Asta postato da: buldra | 11:15
| commenti (4) IT'S FRIDAY, I'M [still] IN LOVE Oggi, come ogni venerdì, post a punti: |1| è una settimana che, sotto sotto, non sto più nella pelle, perché venerdì scorso ho ordinato questa cosa qui. Sì, è lui, è il portatile più spettacolare della storia. E’ il nuovo MacBookPro. Speriamo che vada come promette di andare. |2| Il vecchio Paschi è giunto senza intoppi a Miami-U.S.A. , ecco la prova: “ciao amico mio qua non capisco se e' tutto vero fa un caldo della madonna, vado in giro tutto il giorno, mangio bevo e......parlano tutti spagnolo e fra l'otto di novembre vado 2 gg. a new york”. Paschi, con affetto, vaffanculo. |3| Oggi apprendo una notizia in più sul mio Mac nuovo, che mi rende felice: Con una decisione in netta controtendenza rispetto all'attuale linea dell'industria informatica ed elettronica, Apple ha eliminato il microcontroller conosciuto come Trusted Platform Module dalle nuove revisioni dei suoi personal computer. Qui la fonte. Oltre ad avere un processore nuovo e il doppio della RAM il mio Mac non sarà Trusted, quindi, e per chi ne sa di informatica la notizia non può che essere ghiotta ed interessante. |4| Ecco una canzoncina che mi riconcilia con il mondo della musica, nonostante l’ignoranza e la semplicità: JET-Shiny magazine. |5| Ieri nessun telegiornale ha ricordato Pasolini. È incredibile come si possa essere ancora pericolosi dopo trentun anni, e dopo esser morti. Meditate gente, meditate. |6| Il mondo va sempre meglio, ed è anche merito tuo: Nelle ultime ore i soldati israeliani hanno sparato sulla folla per disperdere una manifestazione di protesta nei pressi di Beit Hanun. Almeno tre i morti, fra cui una donna. |7| Mamma: che spavento.
postato da: buldra | 10:37
| commenti (7) |P|P|P|
Oggi sono passati trentuno anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini. Lui era una delle persone più intelligenti del novecento italiano. Ma era anche una delle persone più scomode. E probabilmente era scomodo proprio a causa della sua intelligenza, fulgida, limpida ed estremamente vitale. Il tutto aggravato da una pressoché dichiarata omossessualità, e passione per i giovani uomini. Un personaggio del genere rappresentava l’incarnazione dell’anticonformismo, l’esempio vivente di come il compromesso potesse essere tranquillamente buttato nel cesso, nel nome della verità e dell’integrità degli ideali. Dei propri ideali, partoriti non senza doglie dal proprio percorso. Un esempio per tutti. Un esempio di onestà intellettuale. In un mondo falso ed ancorato ad una società clientelare, sia a livello microsociale che macropolitico, lui rappresentava l’errore. Come tale è stato barbaramente assassinato. Un assassinio subito risolto prendendo come causa il vizietto del poeta. Un delitto subito stemperato nella morbosità di cui tutti noi siamo vittime ogni volta che oggi, a trentun anni di distanza, posiamo gli occhi sulla tv di stato che trasmette l’isola dei famosi. Cosicché la verità, la realtà dei fatti, che pur si presenta così semplice da decifrare anche all’intelletto meno allenato, venga trasfigurata in qualcosa di funzionale alla quiete. Di funzionale alla mediocrità necessaria al potere senza volto. Lo stesso potere senza volto che Pasolini, per tutta la sua poetica vita come un don Chischotte, tentò di smascherare, di tratteggiare, di ritrarre e di identificare agli occhi della gente. Partendo da quel sottoproletariato a lui tanto caro, martirizzato nel dopoguerra in nome del progresso, fino al processo penale ideale ma verosimile che ha celebrato dalle colonne del Corriere della Sera. Processo ai mandanti delle Stragi di Stato. Trentuno anni fa moriva un poeta, ed un uomo. E moriva per mano di altri uomini. Una mano che ha di sicuro fatto un favore a molte, moltissime di quelle persone ed eminenze grigie che popolano le falangi del Potere Senza Volto. E che oggi a trentuno anni di distanza ancora godono di un’impunità che Pasolini, almeno a parole scritte nero su bianco, non ha mai garantito loro. Garanzia che, oggi, migliaia di scribacchini e vassalli elargiscono a piene mani nei salotti televisivi, nei telegiornali e nelle colonne dei quotidiani. Proprio ieri sera Bruno Vespa, il cui potere in Rai non ha bisogno di essere qui puntualizzato, si affrettava da buon giornalista, in un mondo di guerre ingiustificate e massacri quotidiani, a chiedere all’ospite di turno “ingrassano di più i tortellini o gli agnolotti?”. Quando invece, trentuno anni fa, qualcuno faceva tutt’altro tipo di domande. E faceva tutt’altro tipo di domande alla gente. E trattava il contadino analfabeta così come trattava il regista famoso o il critico più esperto. La morte di Pasolini, trentuno anni fa, fu una grave perdita. Oggi è un baratro oscuro in cui precipitare. Una vergogna sul lenzuolo che fa da sudario alla nostra democrazia morta. Un lenzuolo che nessuno, sia esso accreditato da milioni di telespettatori o dai gradi della posizione istituzionale che ricopre, nessuno vuole sollevare e mostrare agli italiani. L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo. (grazie ad Alle per il link). postato da: buldra | 14:52
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