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WEST COAST REVOLUTION Sabato sera scorso ho assistito alla “prima” del nuovo video dei By Popular Demand.
Ne ho parlato anche un paio di post fa. Bene, ora è venuto il momento di condividere il divertimento con voi. Ecco il video di “west coast revolution” quindi. Godetevelo. E sappiate che gli attori sono tutti in odore di oscar. Soprattutto uno. Buon divertimento. Video! ![]() postato da: buldra | 22:14
| commenti (5) PACS CHRISTY Gesù disse: “ perché siete usciti fuori in campagna? Per vedere una canna agitata dal vento? Per vedere un uomo vestito mollemente? Guardate i vostri re e i vostri grandi! Costoro sono vestiti mollemente, e non potranno conoscere la verità”.
Vangelo gnostico di Tomaso, versetto 47. c'è fondamentale unità sul 'no' a qualunque riconoscimento giuridico alle coppie di fatto. È questa, dunque, la posizione della CEI ( Conferenza Episcopale Italiana, altrimenti detta unione dei vescovi ) sul tema dei PACS. Il primo problema da porsi, per tentare di capire il perché di tanto clamore su una tematica così stringente e schiettamente civile, è il perché la Chiesa sente il bisogno di esprimere con tanta veemenza il proprio, scontato, punto di vista. Chi glielo ha chiesto insomma? Se un legislatore affronta un argomento come i PACS, dà per scontato che in un modo o nell’altro si troverà a non poter conciliare una qualsivoglia soluzione laica con un sistema religioso come quello cattolico. È ovvio. Il legislatore di uno stato laico fa leggi laiche, ispirato da valori civili, che vanno a regolare la vita dello Stato. La vita civile. Non vanno a regolare, proibire, o limitare nessun tipo di libertà di esercizio o di pratica religiose. Nessun sacramento, nessuna libertà di culto viene inficiata o limitata dalla legge sui PACS. Se venisse approvata una legge sulle coppie di fatto, nonostante essa, chi si sposerà in chiesa sarà legato dal punto di vista religioso da un vincolo sacro (se credente) ne più ne meno che adesso. Voglio supporre, dunque, che le ragioni di una tale veemenza nell’esprimere il proprio dissenso, siano dovute a fattori di abitudine, ed etichetta. Storicamente la Chiesa è stata padrone in terra di ciò che era un tempo l’Italia, il Vaticano tutt’ora è uno stato autonomo dentro i confini della Repubblica Italiana. Il pensiero cattolico spicciolo ha fatto parte del DNA degli italiani e il capo di stato Vaticano, cioè il Papa, è un punto di riferimento mondiale. È un’autorità religiosa. Ma, contraddizione in termini, è anche un’autorità di Stato. Evidentemente lo Stato Cattolico della Città del Vaticano fa fatica ad essere contemporaneamente custode di una religione e sovrano di uno stato. Quando il Papa ha a che fare con lo Stato Italiano, dovrebbe, a mio avviso, rimanere entro i confini del proprio ruolo di capo di uno Stato. Un capo molto autorevole. Ma pur sempre un capo di Stato. Invece la chiesa, il Papa e la CEI esercitano la propria autorità morale ( e di parte ) entro i confini di uno stato che non è il loro. Mi spiego meglio. La difesa della famiglia la si fa sul campo, con i preti di provincia; pontificare ( letteralmente ) sull’operato degli orgnai di governo di uno stato laico per tentare di influenzarne l’attività legislativa è inaccettabile. È un retaggio del passato. E definisce l’incapacità di adeguarsi alla visione laica del potere secolare. Ecco perché non ha nessun senso ascoltare la CEI. Non ha senso per i cattolici e non ha senso ancora di più per gli atei. La chiesa fa bene ad esprimere pareri, ma non può minacciare ritorsioni e paventare campagne referendarie o reazioni. Basta un comunicato stampa. Basta aggiungere una riga in più nella catechesi ufficiale. Ribadendo con forza il concetto di famiglia cattolica. Ma non si può influenzare l’operato di burattini come Clemente Mastella, che pur di conservare i voti cattolico-meridionali, va contro ogni logica civile e politica. Tali ingerenze non possono essere tollerate, ne a sinistra ne a destra. È una questione di principio. A ciascuno il proprio potere. A ciascuno la propria autorità. Il legislatore cerca di regolare le consuetudini, le pratiche o i fenomeni sociali che nascono nella società civile di uno stato. Le società, al contrario delle religioni, cambiano di continuo. Oddio, cambiano anche le religioni, ma molto più lentamente. Trovo tuttavia la replica a tutte queste mie confuse e belle affermazioni, ancora una volta, nelle dichiarazioni della CEI: nessun diritto può costituire il fondamento di una figura giuridica. Tale posizione è piuttosto terrificante. Presuppone che un diritto fondamentale quale quello, per esempio, dalla libertà individuale di provare affetto per chi si desidera, non possa scaturire una legge che preveda un quadro giuridico a tutela di persone che vivano insieme ma non siano sposate, ne in chiesa, ne di fronte allo stato. Ed è terrificante. In realtà tale terrificante punto di vista nasconde l’avversione da parte del Vaticano, verso la possibilità che possano venire tutelate in qualche modo le coppie omosessuali che vivono sotto lo stesso tetto. Che si AMANO. Questo, è il vero terrore della chiesa. Si chiama omofobia. Stiamo dunque parlando di una legge che andrebbe a regolare le unioni di fatto, di singole persone che dichiarano di vivere insieme, ma che NON SONO sposate. Nemmeno davanti allo Stato. Non sarà quindi una legge sul matrimonio ( anche perché andrebbe a toccare gli artt. 31 e 32 della Costituzione ). Ma una legge di tutela delle persone. Una legge che non deve e non può fare discriminazioni sessuali. Una legge laica e civile. Una legge che ha come fondamento non un diritto qualsiasi, ma, io credo, un diritto importante, un diritto che è scritto nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Ma forse, per un’istituzione come la chiesa, e per un organo politico di maschi con la gonna e dall’attività sessuale presumibilmente quanto meno complicata, tale documento ( datato 10 dicembre 1948, e sottoscritto dall’ONU ) è troppo avanti. Troppo moderno. E se a fondamento di una figura giuridica prendessimo un concetto qualunque, per esempio: amatevi l’un l’altro come io ho amato voi? Ancora troppo moderno caro Ratzinger? Articolo 2: Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Articolo 7: Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione. Articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Articolo 20 della Costituzione della Repubblica Italiana: Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative […]. Per i pignoli: non ho citato l’articolo 16 della dichiarazione dei diritti dell’uomo perché, appunto, dal mio punto di vista la legge sui PACS è una legge a tutela delle persone e non della famiglia. postato da: buldra | 22:53
| commenti (13) PINK IS [not] THE COLOR È stato molto faticoso. Ma anche molto istruttivo ritrovarmi nello scompartimento dell’intercity con un rumeno in giacca e cravatta, due tipe italiane piuttosto anonime, e una signora araba con stivali a punta e tacchi alti, il suo bel velo, che leggeva il corano. Intanto il suo figliolo sfogliava le trading-cards trasparenti di Dragonball-Z. Che bella la globalizzazione localizzata. Incredibilmente poi trenitalia ha funzionato abbastanza bene. Non fosse che alla biglietteria della mia città mi hanno sbagliato biglietto, ed al ritorno ho dovuto pagare un fottuto supplemento di 16 euro. Ma, ripeto, è colpa della bigliettaia trentinoide che non ha capito il treno che dovevo prendere. Nonostante gli abbia messo davanti al naso la stampa dell’orario Trenitalia dal sito ufficiale. Niente da fare, mi ha fatto un biglietto per un supposto treno regionale che conosceva solo lei. E ho dovuto pagare il supplemento intercity.
Comunque detto questo, Milano si conferma capitale del Nulla più profondo. E lo capisci quando sali in metropolitana, quando prendi il tram e le fermate non sono segnate, ma soprattutto lo capisci quando torni a casa, ti soffi il naso, e ti scende giù una specie di sostanza densa e completamente nera che tanto somiglia al catrame. Va beh…comunque la mia trasferta lombarda non è stata molto produttiva. Ma ho capito un paio di cose e ho le idee vieppiù chiare su cosa fare di me stesso. O almeno di una parte di me. Molto più produttivo è stato invece il weekend nordestino, in quanto mi sono recato alla presentazione del video dei By Popular Demand, e devo dire ne sono rimasto super piacevolmente stupito. Perchè è un video divertente. Ma soprattutto perché ci sono: una piscina, le sbarbine dentro la piscina, ma soprattutto Burba (non sono io, è lui ) che fa il dittatore caraibico. Se aggiungete a ciò il fatto che west coast revolution è un pezzo di rock stradaiolo con i controcazzi, direi che siamo a cavallo. Ah, nella sede della Spina le bevande costavano, come al solito, un euro. Paura. Poi abbiamo anche trovato il tempo di vedere “manuale d’amore 2”, dove la Belucci è da capogiro. Poi abiamo anche mangiato il pesce. Fine. Ah, no, dimenticavo, l’unica cosa che ricordo dello studio dei Pooh è che c’ha le pareti rosa. Ho detto rosa. Come la Barbie. ![]() postato da: buldra | 17:56
| commenti (3) FRIDAY WITH CHARLIE Ok, è venerdì ed è un po’ che non lo faccio. Quindi, ecco a voi un bel post a punti, che fa tanto blog-geek. Bene, si parte:
1- pare che il Governo Rivoluzionario di Romano Prodi abbia partorito un pachetto-riforme in grado di cambiare la vita di tutti noi. Non pagheremo più i costi di ricarica per i telefoni cellulari, e potremo fare benzina negli ipermercati e tutti quelli che ignorano l’esistenza delle tasse aeroportuali troveranno le spiegazioni sull’argomento bene in vista nel sito della Ryan Air. Ah, dimenticavo, non dovrò più mettermi gli occhiali per vedere la data di scadenza degli yogurt. 2- Flavia Vento ha appena dichiarato, a Porta a Porta, che “leggere il proprio oroscopo sul giornale è divertente, ma per avere indicazioni più precise bisogna farsi fare un piano astrale, comunicando la propria data di nascita e l’ora per conoscere l’ascendente”. Chissà che ascendente ha Flavia Vento. Io un paio di idee me le sono fatte. 3- pare proprio che i Canadians, paladini della musica emo-frocia, stiano per decollare col primo shuttle in partenza per la hall of fame. E che cazzo, io porgo loro il più sentito degli “in culo alla balena”. Ma anche la mia più sentita invidia, soprattutto nei confronti del Fiorio nazionale, vera professione portinaia dell’indie-rock. Tra poco potrò vantarmi con tutti di averlo avuto come spettatore ad un concerto a Padova, cazzo ne sono certo. 4- sul lavoro mi sono occupato di risolvere i seguenti problemi semplici semplici: mettere nel budget di un progetto Coal and Steel finanziato dall’Unione Europea i fondi per una borsa di dottorato di ricerca; affrontare il reporting on-line di una Marie Curie Action-Transfer Of Knowledge attraverso il tool SESAM, che è user friendly tanto quanto un reattore nucleare, mentre il progetto riguarda l’edizione critica definitiva delle tragedie Eschilee; ho poi dovuto evitare che un ricercatore che sta per diventare professore venisse sbattuto fuori dai confini nazionali causa scadenza del permesso dei soggiorno, portandosi via seicentomila euro; ho poi edotto un paio di persone sul quando e come poter spendere ottantamila euro; contemporaneamente ho trovato e raccolto il materiale necessario per la rendicontazione di un altro progetto; infine ho cercato di affrontare la revisione della mia presentazione in Power Point sul settimo programma quadro, ma forse è meglio che prima cerchi di ricordami cosa diavolo sia questo settimo programma quadro. Come potete vedere le mansioni che ricopro sono ben focalizzate e precise. 5- oggi è il giorno della memoria ( con riferimento alla shoa ). E io per caso ho letto i verbali che si trovano in commissione stragi, degli interrogatori di Aldo Moro durante la prigionia. Ecco uno stralcio: Per quanto riguarda la strategia della tensione, che per anni ha insanguinato l’Italia, pur senza conseguire i suoi obiettivi politici, non possono non rilevarsi, accanto a responsabilità che si collocano fuori dell’Italia, indulgenze e connivenze di organi dello Stato e della Democrazia Cristiana in alcuni suoi settori. Ma tanto i dirigenti DC dissero subito che Moro era impazzito. Io qualche dubbio ce l’avrei. 6- Flavia Vento, qualche istante fa, a Porta a Porta, stava sfogliando un libro con aria assorta. Nello stesso istante in Nuova Zelanda un esemplare di Koala emetteva chiaramente un suono pressoché identico alle parole italiane “Mio dio perché mi hai abbandonato”. Non c’erano italiani nei dintorni. 7- Sabato mi recherò nel quartier generale dei Pooh. E non sto scherzando. Devo ricordarmi di purificarmi nel Gange, quando uscirò. Quanto costerà un biglietto per l’India? postato da: buldra | 00:29
| commenti (4) LA COOP SEI TU Sono andato alla Coop a fare la spesa. Di solito vado all’Orvea qui sotto. Ma oggi, dopo aver lavorato sodo, aver fatto mezz’ora di ciclette e una doccia calda, ero in mood di andare un po’ più lontano. Ho preso la macchina e sono andato fino a Trento Sud. Nel supermarket più grande della mia città. Che poi è anche schierato a centrosinistra, e non fa mai male.
Sono entrato e ho cercato con lo sguardo il deposito dei cesti per la spesa, perché non compro abbastanza roba per un carrello. Ho notato subito che c’erano i cesti-trolley. Rossi. Figata. Non devi fare fatica a trasportarti le vivande. Le trascini. Ho comprato le arance tarocco in offerta, anche se non erano nella mia lista della spesa, ma ho voglia di farmi qualche spremuta. Ho preso la retina da un chilo e mezzo, non quella da tre chili. Poi ho visto la prima cosa allucinante: i libri venduti a peso, con tanto di bilancia apposita per calcolarne il prezzo. Erano fondi di magazzino che comprendevano fumetti di Milo Manara, raccolte complete di Edgar Allan Poe, libri di Crepet e anche i fiori del male di Beaudelaire. Ho pensato per un attimo di arraffare un titolo a caso, ma poi il pensiero che fosse possibile acquistare dei libri a peso mi ha fatto venire un crampo alla pancia. E adesso che ci penso mi ricorda molto atmosfere alla Farenheit 451. Ho cercato poi il pane cassetta gia affettato della mulino bianco. Non l’ho trovato. Ho preso quello marchiato Coop, aromatizzato all’olio d’oliva. Gli yogurt alla vaniglia li ho trovati subito. E anche i tortellini Rana. Nel reparto carni non c’era più il filetto. C’erano altre parti di animali morti, il prezzo al chilo era di 15 euro più o meno. In piccolo c’era il prezzo in lire, trentamila. Mi è sembrato mostruosamente alto, ai confini della realtà. Ho ripiegato su una braciola di vitello. Era buona. Ma qualcuno mi deve spiegare perché l’addetto al banco carni, senza che io chiedessi niente, quando ho ordinato la braciola l’ha presa e in silenzio ha estratto una mannaia da serial killer e con un colpo secco ha staccato mezzo osso dal mio cibo. A me l’osso piace attaccato alla carne. Ma non ho fatto in tempo a dirglielo, perché lui con voce ferma ha detto “ti ho staccato un po’ l’osso”. Ha pesato l’alimento e me lo ha messo nelle mani. Aveva gli occhi di ghiaccio. Io ho sorriso a quell’espressione siberiana. Lui dopo un secondo di smarrimento ha richiamato alla memoria l’antico gesto ormai dimenticato e mi ha ricambiato con un suo sorriso, un po’ sorpreso. Ho acquistato poi un tetrapak da due litri di succo ACE tedesco. A un euro e settantadue. Ho dato un’occhiata allo scaffale dei libri, invaso dai testi fondamentali di Paolo Crepet e mi sono diretto alle casse. Mentre mi guardavo intorno mi sono accorto che, se “la coop sei tu”, io non sono io. Nel senso che la gente intorno a me era tutta uguale. Avevano tutti gli stessi vestiti. Tutti gli stessi capelli, gli stessi colori addosso. Ma la cosa folle, completamente folle, è che tutti avevano la stessa identica espressione negli occhi. Tremendo. Sembrava un esercito di particelle di sodio in un’enorme bottiglia di acqua minerale Lete. E nessuno interagiva con nessuno. Non c’era nessuno che avesse un qualcosa di particolare. Nessuno con un minimo di personalità, ho provato sconforto e paura. Mi sono ricordato di quando andavo a fare la spesa da bambino. E c’erano le persone rumorose. Che discutevano. C’era più varietà nelle facce. Eravamo tutti diversi, anche se tutti uguali. Oggi siamo tutti uguali, e ci crediamo unici. Terribile illusione, haimè. Gli unici che ho notato sono stati una coppia di stranieri. Solo l’oro. Gli extracomunitari. Spiccavano, alla fine della fiera, per la loro diversità. Ma in mezzo a cotante particelle di sodio, anche e soprattutto per la loro bellezza. Mi sento un po’ snob, ma ho la netta impressione che il piano sia ben riuscito: l’operazione dell’angoscia è conclusa. E alla cassa il codice bancomat ci tranquillizzare. postato da: buldra | 00:54
| commenti (7) L'EREDITA' Dovete sapere che uno dei miei giochi televisivi preferiti è quello che fanno alla fine del programma “l’eredità” di Amadeus, su rai1, prima del Tg. Si, lo so, ho anche io (come tutti) i miei cadaveri putridi nell’armadio. Comunque il gioco consiste in una serie di parole apparentemente slagate tra loro, senza nessun significato in comune. Vinci se riesci a trovare la parola che le accomuna tutte. Un gioco di creatività. Ed io in quei trenta secondi in cui sullo schermo ci sono le parole in fila, mi perdo nei loro significati, cerco connessioni pindariche per tentare di indovinare. Perché sono un presuntuoso e penso di essere il dio della creatività. Stasera c’erano parole come: “stella”, “scopa”, “poltrona” e “città”. Io mi trovavo a casa di mia madre (che poi sarebbe la mia vera casa) e stavo spaparanzato sul divano coi piedi sul tavolino. Guardavo quelle maledette parole insieme al concorrente del quiz, e mormoravo ad alta voce:
“merda….non capisco un cazzo, non ci arrivo” A quel punto mia madre esce dalla cucina, osserva il teleschermo, e dopo un secondo dice: “cinema….” E torna a sparecchiare con sufficienza. Aveva indovinato. Se fosse stata da Amadeus avrebbe vinto 90mila euro. Però, la mamma di Buldra eh….mitica. Mi ha proprio massacrato. Non male. Chapeu! ![]() postato da: buldra | 22:18
| commenti (6) VELLUTO Insoma, siamo qui. Io e il vecchio Paschi. Che stiamo ascoltando i Morcheeba. E stiamo pensando che Skye Edwards ha una fottuta voce di velluto. Ecco. Eravamo partiti con mezza bottiglia di prosecco. Terminata, e quindi siamo passti ad un'altra bottiglia, di teroldego. Perché domani dobbiamo lavorare e c’abbiamo bisogno di coccolarci un po’. E checcazzo. Voce di velluto, quindi. Dopo essere passati per i beatles e per Melissa Auf Der Maur. Spettacolo.
Bene. Nonostante il mondo vada a fer in culo come al solito. Noi c’abbiamo la musica e il vino….e anche Charlie…la tartaruga. Che spettacolo!!!! Buonanotte gnari. postato da: buldra | 23:36
| commenti (15) GOING HOME AND BACK Giornatina pesantuccia. postato da: buldra | 23:28
| commenti (3) TURBOSHIT E sticazzi, dico io! Siamo in pieno turbinio della merda. Va più in piazza gente del centrodestra che di centrosinistra, fanno il saluto romano, insultano, sembrano tanti anonimi bravi ragazzi. Mio dio che schifo. Non che Prodi non si meriti gli insulti, però vedere tutta sta gente di destra che scende in piazza mi fa veramente un certo senso, come dire, di cacatella.
Poi dopo 60 anni hanno condannato i responsabili della strage di Marzabotto, ora chi mi conosce sa quanto io tenga all’argomento. Già sono scandalizzato perché ci han messo 60 anni a fare pseudo-giustizia, poi mi devo sorbire sul tg1 anche un’intervista ad uno dei protagonisti del massacro, un ex SS ormai in pensione con la villa a Kitzbuhel e la badante che lo spompina, il quale dichiara che lui non si ricorda un cazzo, che la sentenza è uno scandalo, che lui non centra niente, che erano partigiani e tante altre belle stronzate. Allora ti rinfresco la memoria io pezzo di merda: 700 morti tutti civili e quasi tutti donne e bambini. Se non mi sbaglio, brutto figlio di puttana, li avete radunati tutti nel cimitero, vi siete appostati sui muri dello stesso, e avete aperto il fuoco e tirato qualche decina di bombe a mano. Complimenti, merde umane, davvero dei grandi eroi. Se vuoi, caro vecchio bavoso di merda, ti porto a Montesole, e ti faccio fare un giro per farti tornare quella cazzo di memoria che ormai abbiamo perso tutti. Bastardo. Te e tutta la tua stirpe di merda. Mi fai schifo. Ma schifo proprio. E spero che la badante ti fotta la villa e il conto in banca. Stronzo di merda. Ok, dopo questo sfogo non mi rimane altro da dire se non che il turbinio della merda è ulteriormente alimentato da un clima che ormai, se ne sono accorti anche gli orsi, è andato a farsi fottere. È cominciata ormai la sfanculata del pianeta Terra. E ne pagheremo le conseguenze. C’è un uragano nel nord-europa, la settimana scorsa erano 13 gradi. Bene. Avanti così ad usare combustibili a base di carbon fossile. Che bello. La nostra amata Terra ce lo metterà nel culo. Ottimo. Ah, dulcis in fundo a Vicenza costruiscono la super maga base atomica della NATO. E nessuno capisce a cosa serve. Sia la NATO che la base stessa. Contemporaneamente i DS dilaniati al proprio interno da intelligenze supreme quali Fassino, Mussi e Angius stanno per autodistruggersi nel Partito Democratico. Beh, che dire, se si aspettano che io alle prossime elezioni voti “Partito Democratico” hanno sbagliato calcoli. Ultimissima cosa, Fidel Castro sta per morire, ha la divercolite, che vuol dire che c’ha l’intestino bucato e gli esce la merda dappertutto nelle budella. Lo so, è una brutta immagine. E anche una brutta morte per un rivoluzionario. Mah, diceva che la storia gli avrebbe dato ragione….chissà. Meno male che domani vado a Bologna. Che poi per me è come tornare a casa. Ma tranquilli. Domani sera sono di nuovo a Trento. Devo ancora montare il lampadario “Morgon” dell’IKEA. Mamma mia, quanto me sono infrociato..... postato da: buldra | 22:17
| commenti (10) GLI OSTACOLI DELL'INDIE ROCK Allora, normalmente nelle pagine dei blog, siamo tutti alla ricerca del gruppo rivelazione “indie”, e siamo tutti impegnati a disquisire delle nostre presunte competenze di talent-scout in grado di scoprire gruppi, artisti e addirittura stili e generi musicali il più ricercati possibile. Io stesso, snobbo e schifo il “mainstream” e la musica modello “cd live”. Però, a volte non posso fare a meno di dar retta al mio lato nazional-popolare, perché ogni tanto esso è nel giusto. E stavolta il mio istinto pop mi ha messo nel cervello la canzoncina “gli ostacoli del cuore” di Elisa-Ligabue.
Io penso che tanti che se la menano sul fatto che forse sono meglio i Kooks, piuttosto che i Bloc Party, oppure addirittura perdono giornate intere e neuroni preziosi per tentare di capire se siano più sperimentali i TV on the radio oppure gli Arab Strap (si, lo so che non esistono più); ecco questo ultimi si perdono l’emozione un po’ scontata, ma pur sempre emozione, di una canzone tanto semplice quanto godibile come “gli ostacoli del cuore”. Non si rendono conto, gli stolti, che la maggior parte dei gruppi che osannano, non sarebbe mai in grado di mettere insieme un paio di accordi come quelli di questo brano. Certo, sono super sperimentali, super ricercati, super strani. Ma se chiedessimo loro di farci una canzone normale ci riuscirebbero? Io non lo so. Quello che è certo è che Picasso prima di fare l’astratto ed il difficile ha dimostrato di essere in grado di dipingere in modo ben più intelleggibile. E non confondete il termine intelleggibile con banale. Lo stesso vale per Mondrian, che prima di limitarsi a tirare linee dritte con qualche quadrato rosso o giallo, ha dipinto quadri “normali”. Ecco, quindi mi vien da dire, saprebbero fare lo stesso tanti gruppi indie super ricercati e super difficili. No, dico, non che lo vogliano fare, indubbio. Ma lo saprebbero fare? I Radiohead per esempio hanno dimostrato di saper fare “Creep”, così come hanno dimostrato di saper fare “the gloaming”. E certo, ben vengano canzoni come “Sandinista” dei Low ( di cui ho apprezzato moltissimo, per altro, il disco “the great destroyer”). Ma siamo, anzi, siete proprio sicuri che gente come i TV on The radio, alla fin della fiera, siano meglio di Elisa? Avete mai sentito cantare dal vivo Elisa? Tutto questo per dire che bisogna stare attenti. Non confondiamo il marketing con il valore artistico. Non dobbiamo confondere la ricercatezza fine a se stessa e soprattutto finalizzata al successo, con la ricerca musicale. Ecco, tutto questo per dire che la canzone “gli ostacoli del cuore” scritta da Ligabue per Elisa, mi piace molto. Anche se la produzione di Rustici è come al solito eccessiva (ma forse qui ci vuole), anche se quando parte a cantare Ligabue crolla tutta l’impalcatura. Mi piace, già. Anche perché Elisa può cantare qualunque cosa, e riempirla di magia. Figuramoci una canzone scritta da Ligabue (l’unica dignitosa da dieci anni a questa parte). E allora dai, coraggio, tutti insieme “quante cose che non sai di meeee”. postato da: buldra | 22:09
| commenti (26) BOOLDRA'S MISSING Tra ieri ed oggi, per la prima volta da quando non sono più impegnato musicalmente con nessun progetto, la tristezza ha preso decisamente il sopravvento. Da un lato sono contento di non essere più super-tirato, super-impegnato sempre con i minuti contati. Ma, cazzo, qui siamo passati dal tutto al niente, e forse è un po’ troppo. Mi sembra di aver decisamente archiviato i sogni. Lo penso, col magone, mentre monto una cassettiera “malm” comprata all’IKEA, o mentre mi pongo mille domande, e mille dubbi, su quello che ho fatto, su quello che sarebbe potuto essere e su quello che sarà. Su quello che pensano i miei compagni di viaggio, sulle canzoni, sui testi, sulla musica. Ma le domande che mi fanno più paura riguardano il quando ed il come riaccenderò di nuovo il mio amplificatore. E soprattutto se lo riaccenderò.
Non me ne abbiano a male i miei compagni di note. So che qualcuno penserà che scrivere queste cose su un blog sia una cazzata. E davvero ho dubbi anche su questo. Ma questo è quello che sono. Io sono filter tips. Sono uno che chiacchera, parla e stra-parla. Ed esistono i commenti qui sotto apposta. Parlo molto. E il molto di quello che dico e scrivo mi rendo conto come spesso travolga il senso delle parole, i concetti stessi. Magari sembrano diluiti, stemperati, svenduti. Ma se dico che la tristezza ha preso il sopravvento, credetemi, è vero. Mi dispiace. Mi mancate. Alcune cose, sebbene mi sia sforzato di parlare troppo come al solito, io non le ho capite. Forse perché erano troppo semplici. Troppo crude. Forse ho rotto qualche ingranaggio. Forse non ho voluto buttarmi fino in fondo contro il grigio. Forse non ho capito cos’era il grigio o chi era. O forse sono stanco. E passerà. E sono il solito chiacchierone, qui sul blog, al sicuro. O dietro qualche canzone che non è né mainstream né indie. Ancora più al sicuro. Né bianco, né nero. Grigio. Ma il grigio è fortissimo. Mai stato così forte. postato da: buldra | 21:10
| commenti (10) STIAMO TUTTI BENE È davvero tardissimo, l’una meno cinque.
Stasera avrei voluto andare al cinema, a vedere il film di Von Trier. Invece mi sono ficcato nella stanza dei giochi di casa mia, a smanettare con il pro-tools e il mio vecchio G4. Venusia dice che ha la sindrome del fratello minore, visto che il computer nuovo, sulla carta, è più potente. Io dico, mai sottovalutare i processori Motorola, in accoppiata con l’hardware Digidesign e il software Pro-Tools. Mai farlo. 866 megahertz di pura affidabilità. E fu così che il vecchio Buldra si è ritrovato a suonare davanti al monitor. Fino a tardissimo. E quindi non me ne frega un cazzo del consiglio dei ministri di Caserta, di quei due stronzi che hanno trucidato la famiglia a Erba, dell’inverno che non c’è. Ho fatto pace con le mie chitarre. Questo è quello che conta. Buon weekend. E grazie per i commenti. Negli ultimi due giorni, Filter Tips ha toccato i cento contatti al giorno. Grazie. Son soddisfazioni. postato da: buldra | 01:09
| commenti (3) ATHENA WAS [fucking] BLACK Gli USA bombardano anche la Somalia, e affermano:
"Gli esponenti del nostro governo coinvolti negli sforzi antiterrorismo sono pagati per fare scelte difficili […]devono fare un'analisi costi-benefici nel decidere come agire […] ma alla fine si "orientano verso la necessità di proteggere il popolo americano e gli interessi americani”. (fonte Repubblica). Ma secondo te, esponente del governo USA, un ventenne somalo quando fa un’analisi costi-benefici nel suo sforzo di sbarcare la giornata, la mette sul piatto della bilancia una possibile bomba americana sulla testa o no? Ma gli USA lo sanno che in Somalia c’è solo miseria, malattia, fame e deserto? Cos’è che si devono difendere da che cosa? Qualcuno li vuole fermare per piacere? No, perché siamo di fronte ad una escalation di prepotenza. Siamo di fronte ad un lassez-faire internazionale che tanto ricorda la stessa disgraziata strategia dell’Europa di settant’anni fa, la quale ci ha regalato una perla d’uomo come Adolf Hiltler, con tanto di sterminio nazista e guerra mondiale di contorno. Vogliamo ripeterci, o vogliamo aprire gli occhi? Ad ogni minimo sospetto gli americani ti bombardano. Anzi, non hanno bisogno di sospetti. Basta che avanzi qualche bomba dall’artiglieria, che si trova subito un paese da bombardare, per poi dichiarare che era per proteggere il popolo americano, perché noi col capitalismo non si butta via nulla, soprattutto le bombe. Ma cos’è questa politica? Il machiavellismo al contrario? Ma gli africani non hanno già abbastanza disgrazie da doversi sorbire anche le bombe antiterroriste made in USA? Ma i cittadini americani cosa pensano in cuor loro? Si rendono conto di quello che Bush sta facendo? Gli Stati Uniti, ormai, sono inguardabili, questa guerra al terrorismo è una farsa costruita su un attacco che ha causato 3500 morti bianchi occidentali, super-pianti, super-eroi, super-martiri. Io penso che le vittime dell’undici settembre ad ogni bombardamento di Bush si rivoltano nella tomba, altro che. E i sei-cento-mila morti in Iraq chi li piange? Chi ne parla? Eroi? Terroristi? Sono schifato. Gli Stati Uniti ormai hanno oltrepassato il punto di non ritorno. Sono un paese senza storia e senza cultura, se non quella della proprietà privata. Non hanno prospettiva ( come dice Venusia). Sono come un bambino di tre anni con una pistola carica in mano che fa il capoclasse. E la classe siamo noi. Italia, Europa, resto del mondo. Mio dio. postato da: buldra | 00:26
| commenti (7) KEYNOTE ALLA MELA Oggi, a partire dalle 18.00 in poi (ora italiana) si è tenuto negli Stati Uniti il Keynote della Apple. Il boss della casa di Cupertino, Steve Jobs, ha fatto il suo discorso più importante dell’anno. Qualche giorno fa lo aveva fatto anche Bill Gates, quello di Microsoft. E non si è capito niente. Nel senso che ha annunciato fantascienza a manetta, ma di concreto niente. A parte il fantasmagorico ( e stra-copiato dal Mac OSX) “Windows Vista”.
Steve Jobs di Apple, invece, è arrivato con questa cosuccia qui: l’iPhone. E questa si che è fantascienza: è un telefonino, è un iPod, è un palmare, è un computer, è una fotocamera, ma non è nessuna di queste cose. È tutto. Le dimensioni? 6 per 11…centimetri! Per un centimetro di spessore. Da 4 o 8 giga di memoria. Ah, e non ha la tastiera coi numeri. È tutto schermo a colori. 3,5 pollici. Tecnologia touch-screen. Ah, inoltre Apple ha presentato anche la nuova base Airport per il WiFi casalingo, a anche iTV. Sono senza parole. Non vedo l’ora di cambiare telefonino….perchè se prendo iPhone finalmente non avrò più un telefonino. Non vedo l’ora arrivi la fine dell’anno. La Apple, in quanto a innovazione, non la batte nessuno. Microsoft non vale un cazzo. ![]() postato da: buldra | 00:22
| commenti (6) Y2K6-"wanna go for a ride?" Bene. E’ giunta l’ora di scrivere un po’ di me. Di quello che mi è successo. Di quello che forse mi succederà. Ma soprattutto di quello che sicuramente non succederà. L’anno scorso, più o meno in questo periodo scrivevo un post dai toni entusiastici, sull’anno appena trascorso (il 2005). Vi dico subito che quest’anno, haimè, non posso farlo. Perché non siamo di fronte ad un annata altrettanto buona. Un anno fa però chiudevo il mio post di elogio alla vita con una frase che suonava più o meno “no che non mi accontento, voglio di più!”.
E di più ho avuto. Nel bene e nel male. Anche quest’anno posso dire di non essere stato fermo. Di essere andato avanti. Mi sono trasferito. Ho lasciato la mia vecchia casa e sono andato a vivere da solo. Dopo 27 anni di vita nello stesso posto. Ho preso le mie cose, ho affittato un appartamento con gli infissi vecchi e i mobili vintage, e sono andato a stare per i cazzi miei. Ed è stata una grande esperienza traumatica. Ma anche una grande esperienza istruttiva. Ho dovuto di nuovo affrontare una brutta situazione familiare. In cui non mi sono tirato indietro, e anzi al contrario, mi sono voluto mettere in gioco forse anche troppo. Ma ne è valsa veramente la pena, e di questo sono orgoglioso e fiero di me stesso più di ogni cosa. Non importa se poi crollo come un cretino. Ci sono sguardi e parole e sussurri. Che a volte contano di più di anni di interi di università, di lauree e premi Nobel. Io lo so. E me li sono presi tutti. Ho ingoiato ettolitri di lacrime, oceani interi. Gli ho ingoiati tutti. Ma so nuotare. E mi sono preso tutti quegli sguardi e tutte le carezze e tutte le attenzioni. E’ per questo che sono qui a scrivere di me, ed è per questo che mi sento bene. Ed è per questo che per primo ringrazio Te. Poi è successo che ho dovuto seguire compravendite improvvise di terreni familiari. E combattere a denti stretti e a neuroni spianati contro inesperienza mia e proverbiale volpaggine valsuganotta. Ma qualcosa porteremo a casa. Intanto ho un Mac Book Pro nuovo di zecca alla faccia del mondo intero. Perché ora ne sono sicuro ancora di più: Microsoft Sucks! Poi abbiamo vinto i mondiali di calcio. Ma della finale contro la Francia non me ne frega niente. Io il mondiale l’ho vinto quando Grosso ha fatto gol alla Germania. Di merda. Perché Italia-Germania non è una partita di calcio. È una questione di vita o di morte. E non si scherza. Si può scherzare su tutto, ma non su Italia-germania. E Grosso ha fatto gol. Dio della madonna del cielo eterno che sempre esisterete io vi ringrazio e sarò sempre vostro schiavo perché avete fatto fare quel gol a Grosso perché grazie a tutti gli dei del cielo abbiamo mandato a casa a 1 minuto dalla fine i Crucchi. E io ho provato l’orgasmo sportivo più grande della mia vita, parificabile solamente alla vittoria dei mondiali dell’82. Ma c’avevo 8 anni. E non sapevo ancora niente della vita. Adesso c’ho un po’ più di consapevolezza. E vedere la vittoria ai supplementari dell’Italia contro la Germania è stata l’esperienza più borderline della mia vita. In quel momento sarei stato capace di tutto. Anche di camminare sulle acque. Lo so. È così. Noi siamo meglio dei tedeschi. Questa è la Verità. La certezza a cui puoi sempre aggrapparti quando ti senti una merda, triste, solo e con l’autostima sottoterra. Puoi sempre pensare che un tedesco qualsiasi, a giocare a calcio, probabilmente è peggio di te. E queste sono cose che nella vita servono. Grazie Grosso. Tu sei Dio e dio è Te. Poi la situazione politica in Italia è cambiata, ed io non ho capito ancora se in meglio o in peggio. So solo che mai come qust’anno lo schifo che provo per il mondo capitalista e per l’italietta provincialoide, ha preso il sopravvento sul mio modo lucido e schietto di analizzare la politica. Non ne posso più della gente. A me la gente mi fa schifo. Mi fa schifo come la pensano. Mi fa schifo come si vestono. Mi fa schifo come c’hanno la macchina. Mi fa schifo come guardano la TV. Mi fa schifo come si drogano. Mi fa schifo come fanno sesso. Mi fanno schifo anche i bambini di questa gente malata che è diventata individualista e basta. E mi faccio schifo anche io perché la penso così. Per fortuna ho la mia cerchia di affetti che mi salva. Ed io per questo alla mia cerchia di affetti (voi sapete chi siete) la ringrazio infinitamente. Perché mi tenete vivo. Perché a me piace parlare con voi. E ridere e scherzare con voi. Che il resto del mondo lo dovevamo cambiare e io ve lo avevo detto. E voi tutti a dirmi di no. E invece c’avevo ragione. Adesso non siamo più in tempo e ci tocca beccarci la merda in faccia. Profumata, certo, ma sempre merda. Poi ho imparato a conoscere meglio il Nordest, che della situazione sociale di cui sopra è un po’ il “laboratorio”, e ho scoperto che anche lì c’è del buono. Del molto buono. Che i gruppi almeno suonano. E che la gente li va a vedere. E che la gente si da da fare e c’ha voglia di divertirsi. Di più che a Trento. A che se Trento e il Trentino in generale esteticamente è molto più bello. Poi, alla fine di quest’anno sono passato da 4 prove in settimana a zero. Perché i gruppi in cui suono perdono colpi. E si sono fermati. Ma questa cosa merita un post a parte che scriverò, un giorno, forse. Intanto, mentre sto scrivendo ho messo sullo stereo (non sull’iPod, sul mio vecchio stereo), ho messo su “mellon collie and the infinite sadness”.E in questo momento Billy Corghan sta cantando “love”, e io penso che la musica è la cosa che comunque e ovunque mi fa stare sempre bene. Questa musica. Perché “the world is a vampire” ma “love is who you know” e “emptyness is lonliness” ma è vero anche che “God s empty just like me”. Ho voluto questo disco sul mio stereo. Perché a suo tempo mi cambiò la vita. E quindi lo metto adesso che sto scrivendo il post riassunto del 2006. Un anno che non ha mantenuto nessuna promessa. Che mi ha fatto un po’ soffrire. Che all’inizio di questo post avrei descritto come “il peggiore degli ultimi 14 anni”. Invece adesso che ho scritto sto fiume di parole, non mi sembra così brutto. No, magari sgarruppato, certo. Un anno sgarruppato. Disorganizzato. Meno male che Venusia ad un certo punto, a Roma, mi ha regalato il cofanetto di LOST-prima serie. Grazie Venusia. Adesso siamo dei drogati di LOST. Siamo anche un po’ più vecchi, e magari non c’abbiamo lo smalto dei vent’enni.Perché siam diventati tutti un po’ grandicelli, controvoglia. Però noi si che c’abbiamo ancora voglia di cadere e sbucciarci le ginocchia. Che piuttosto che stare dietro una finestra in un giorno di primavera e lasciare la vita fuori a correre, preferisco uscire fuori e rischiare di cadere…..che poi anche se non succede niente, l’importante è che qualcuno ti faccia il panino con la marmellata a merenda. Ma ve lo ricordate? Io si. Buon duemilasette a tutti. Ma proprio a tutti. postato da: buldra | 18:51
| commenti (12) THE LOST YEAR Buon anno. E se il buon giorno si vede dal mattino, allora sarà per me un anno davvero di cacca, visto che da lunedì sono bloccato a letto con un influenza più che tignosa che mi ha dato tregua solo oggi. Fanculo.
Comunque a parte questo piccolo dettaglio la fine 2006 è stata più che fica direi. Siamo partiti il 30 sciroppandoci la seconda srie di lost, condita con pasta al pesto alla genovese, quello vero, fatto dalla mamma di Rocco. Poi la sera stessa concerto dei Norman e Disfunzione al Vinile di Rosà. Un posto nel quale ebbi modo anche io di suonare qualcosa come una decina di anni fa, ormai. Il 31 festa grande alla Maison Mx, e stato distruttivo avanzato. 1 gennaio influenza. Ma va cagare. Comunque poco male. Siamo riusciti a vedere tutta la seconda serie di LOST in tre giorni. E quello che posso dirvi è che, porco giuda, è davvero un macello. Un macello proprio. All’inizio mi sembrava na stronzata, ma poi man mano che le puntate andavano avanti diventava tutto molto più intrigante, ancora di più che la prima serie, se possibile. Poi è entato in scena un personaggione spettacolare dal nome Mr Eko. Stava quasi per sostituire Sayd al primo posto della mia classifica personale dei personaggi LOST. Per ora è solo ex-equo. Vediamo la terza serie cosa ci riserverà. E comunque, pure sto natale ce lo semo levato dalle palle. Speriamo di guarire presto. postato da: buldra | 14:16
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