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ROSENGARTEN A me andare in montagna mi sembra di andare in un posto chiuso. Anche se son mezzo montanaro eh. Anzi, quasi del tutto….mezzo Linea Gotica e mezzo Valsugana…mio dio.
Comunque il piatto Vajolet che abbiamo mangiato a Pera di Fassa è talmente leggero che dopo arrivi in un batter d’occhio a 2495 metri sul livello del mare. Soprattutto grazie allo spezzatino di capriolo, per non parlare della polenta, dei funghi, del wurstel, del carrè di carne, dei crauti e della salsiccia….tutto in un unico piatto eh….più canederli e strangolapreti. Al burro. Fuso. Come il mio fegato. Perché vado al massimo. Vado a gonfie vele. La foto qui sotto is taken by Venusia. Eravamo sul Catinaccio, o Rosengarten come direbbero i Rammstein. Troppo metal il Vajolet.
postato da: buldra | 22:07
| commenti (3) SERGENTE PEPE ED IL CAMBIO A 2 VELOCITA' Praticamente sto ascoltando solamente dischi dei Beatles. In particolare sono molto sconvolto da uno dei loro dischi, che si intitola “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”. Credo sia uno dei dischi più belli di tutti i tempi. Probabilmente il disco “pop” più bello di sempre. Credo anche che nessuno mai da quando tale disco è stato pubblicato, ovvero 40 anni fa, sia mai riuscito a raggiungerne le vette. Questo disco dei Beatles è bellissimo, è una cosa talmente perfetta che puoi veramente rischiare di fermarti lì. Tanto più avanti non c’è niente. Sgt. Pepper è come l’universo. Infinito. Oltre ad esso non sappiamo cosa c’è. Perché non possiamo immaginarlo. Siamo solo poveri uomini limitati. Non siamo John Lennon. Noi.
Vi faccio un esempio, che ormai ho già raccontato a tutta la cricca buldresca, e di cui probabilmente non fregherà niente a nessuno, a parte forse a qualche drogato di musica come me. Allora, dovete sapere che la traccia tre del disco di cui stiamo parlando è “Lucy in the sky with diamonds”. Tale canzone ha una strofa molto atmosferico-lisergica, ed un ritornello ( introdotto magistralmente da tre colpi di tamburo disarmanti di Ringo Starr), in cui si ha la netta impressione che il brano decolli come un jet, che la musica si velocizzi, che Lucy appunto ci porti nel cielo coi diamanti insieme a lei. Allora, io che sono un ignorante, ne ho parlato con il Soundpusher, chiedendogli un confronto tecnico su tale brano. Da tale confronto è scaturita una verità sconcertante. La strofa viaggia a 135 bpm, mentre il ritornello viaggia ad 88 bpm. Quindi, nonostante per le nostre limitate capacità di percezione di poveri ascoltatori, il ritornello si velocizzi di brutto, per le leggi della fisica e della musicologia in realtà “Lucy in the sky with diamonds” nel ritornelli RALLENTA. Perché? Beh, è semplice, perché la strofa è in 3/4, mentre il ritornello è in 4/4. Ecco perché, e i Beatles l’hanno fatto apposta. Perché loro sono dei geni. E John Lennon quando dichiarava di essere Gesù Cristo, non è che si sbagliasse poi di molto. Almeno musicalmente parlando. Dopo Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, il mondo non è stato più lo stesso. Il mondo è un po’ cambiato. Almeno musicalmente, in meglio. Buldra. In the sky. With. Diamonds. postato da: buldra | 00:36
| commenti (8) LA CHIUSURA SINISTRA DEL CERCHIO Ecco, si è chiuso un cerchio. Ed è un cerchio orrendo. Mentre scrivo, infatti, vedo la puntata di Porta a Porta alla televisione. Tale puntata si sta tenendo in diretta dal congresso dei DS a Firenze. Congresso nel quale si sancirà la nascita del Partito Democratico. Si chiude, quindi, un cerchio orrido. Politicamente insipido, senza ideali, si chiude dando vita ad un machiavellico “moloch” arraffa-voti che appiattisce ogni tono idealista. Sdogana il moderatismo clerico-democristiano all’interno della sinistra, e lo assurge a valore centrale al cui tendere nella vita politica del “purtoppo” mio paese.
Devo dire che sono alquanto nervoso, ed arrabbiato. Il partito democratico scioglie nell’acido l’ex Partito Comunista Italiano. Scioglie nell’acido l’ex P.D.S., ed ora scioglie nell’acido anche i Democratici di sinistra. Sempre più annacquati, sempre più calatori di brache. Ecco, sono loro, questi Fassino e questi Angius, questi D’Alema e anche questi maledetti Veltroni. I “buonisti” che in realtà sono pavidi. Pavidi e basta. Delle amebe politiche. Siete voi, pavidi, la rovina dell’Italia. La prova è sotto gli occhi di tutti: è palese infatti che conta di più il fatto che al vostro congresso si sia presentato Berlusconi “senza venire fischiato”, del fatto che il vostro stesso congresso sia presuntuosamente storico, e sancisca la nascita del Partito Democratico. Un partito democratico in un paese dalla democrazia handicappata, un’Italia politicamente “diversamente abile”. Nata da un movimento d’elite massonico, e costruita sulla base di valori quali il clientelismo ed il nepotismo più squallido, che da sempre la pervade e che tuttora la governa dall’alto in basso dello stivale, così bene incastrato nel mezzo di quel meraviglioso crogiolo di culture che è il Mediterraneo, unica cosa di cui vado fiero ed unica “patria” del sottoscritto. E voi, cari i miei ex comunisti, vi confermate parte di questa bassa cultura e di questa infima democrazia. Avete calato le brache dopo l’armistizio del ’43; avete calato le brache di fronte all’invasione dell’URSS in Ungheria nel 1956; avete calato le brache di fronte alla successiva invasione dell’URSS in Cecoslovacchia nel 1968; avete calato le brache di fronte alla DC durante i movimenti del ’68 italiano; avete calato le vostre splendide brache di velluto a coste da intellettuali di fronte al 1977 e di fronte alle Brigate Rosse ed al sequestro Moro; avete calato le brache innumerevoli volte di fronte agli Stati Uniti, di fronte all’ONU; grazie a voi abbiamo bombardato il Kosovo; avete calato le brache di fronte a Berlusconi alla Bicamerale ed in parlamento non occupandovi mai del conflitto di interessi; avete calato le vostre braghe di fronte ala Chiesa di Ratzinger e di fronte ad un Giulio Andreotti ottantottenne non meno di un mese fa. Gli unici con cui fate i fighi e gli intellettuali sono i poveri Italiani che ancora vi ascoltano, e prendono come oro colato le stupidaggini macchiavelliche che spacciate per “idee di sinistra”. Vi ringraziano le innumerevoli coppie di fatto, sia etero che gay. Voi non siete nemmeno l’ombra del Mario Brega incazzato nel film di Verdone che “non so comunista così: so comunista cosììì” con due pugni alzati. Cari democratici di sinistra. Per essere comunisti non basta chiamarsi compagno o compagna. Non è mai bastato. Anche Togliatti chiamava “compagno” Stalin. Ed intanto ( il 22 giugno 1946 ) firmava l’amnistia per la scarcerazione dei gerarchi fascisti. Non basta proprio essere amici di Benigni, o riportare Santoro in televisione, mentre in realtà siete pronti a regalare Telecom a Berlusconi per togliervelo dalle scatole. Non avete mai contribuito alla risoluzione del conflitto e delle tensioni dell’Italia civile, e nemmeno della stessa Repubblica italiana. In Italia c’è una politica così orrenda e così populista, anche e soprattutto perché gente come voi, che occupa i posti di potere, non chiarisce e non fa luce sui segreti e sui periodi di conflitto dell’Italia. Non avte fatto i conti con voi stessi. Avete perso la guerra perché non l’avete mai combattuta fino in fondo. E la guerra, idioti che non siete altro, NON E’ MAI FINITA. Perché nel mio paese si finisce tutti nel Pertito Democratico, a pasteggiare a base di tarallucci e vino. Ed io finche potrò vi rinfaccerò sempre tutta questa merda. Affinché voi vi ricordiate, e vi vergognate. Ed affinché tale schifezza rimanga vostra e non sia mai mia. Non la voglio. Merde. postato da: buldra | 00:52
| commenti (6) POINT BREAK Alcune cose sparse, una volta avrei detto a punti:
|I| godo tantissimo nel vedere gli Europei di calcio assegnati alla Polonia+Ucraina, invece che alla strafavorita Italia. Un sacco di soldi in meno per i “baronetti” del calcio italiota, incapace di autoripulirsi, incapace di isolare la violenza ignorante che lo pervade, incapace di convincere, nonostante una coppa del mondo nel proprio carniere, incapace di convincere l’UEFA. E l’opinione publica europea, I suppose. |II| a quanto pare Berlusconi è musulmano. Infatti è stato fotografato con 5 donzelle in quel della sua villa in Sardegna. In Africa ho imparto che i musulmani zanzibarini sono poligami. Solo che non possono avere più di una o due mogli perché il marito è obbligato a mantenerle tutte. Pensa un po’, Silvio, quante ne potrebbe mantenere. |III| in questo momento sto pensando a quanto sia diverso il concetto di “obbligo di mantenimento da parte del marito” rispetto al concetto di “emancipazione femminile” del tutto occidentale che ormai ci è proprio. Mi chiedo quale dei due sia più avanzato. E non so rispondermi del tutto. |IV| ormai l’unica cosa che mi ferma dall’avvicinarmi maggiormente all’Islam è l’impossibilità di consumare alcool e carne di maiale. Certo che l’ascoltare l’ex ministro Castelli che parla di colonizzazione del nord-africa da parte dell’Islam, e che afferma che in caso di indipendenza del Kosovo ci sarà una strage di cristiani, per finire il discorso chiosando che l’obbiettivo degli stati uniti è quello di portare l’Islam al centro dell’Europa, ecco dopo tale spettacolo di Castelli la tentazione di rifugiarmi nella prima moschea sotto casa è forte. Potrei ripiegare sulla chiesa ortodossa. Forse potrebbe essere una valida alternativa. |V| sempre a Porta a Porta c’è un americano ( credo sia Littwak) che dice che la colpa della guerra in Kosovo è da imputare a D’Alema. Afferma inoltre che lo scopo evangelico degli stati uniti è quello di convertire i musulmani in cristiani. L’americano dimentica, come si dimenticano tutti, che l’unico che riuscì a non far deflagrare la polveriera balcanica fu un comunista. Ah, no l’ha tirato in ballo proprio ora Buttiglione affermando che trattatavasi di regime feroce con milioni di morti. E che Tito prendeva ordini da Stalin. E che i partigiani di Tito erano anche partigiani di Togliatti. |VI| dopo tale sfoggio di cultura Buttiglionesca ( eccovene un esempio )non posso fare altro che soffocare una bestemmia feroce. Dichiararmi prigioniero politico di questi paese di ignoranti. E cambiare canale. |VII| per finire in bellezza questo post, eccovi una nuova foto direttamente dall’ultimo paese musulmano che ho avuto il piacere di visitare con Venusia. Si tratta del monumento a ricordo delle vittime della schiavitù. Attività della quale sia Musulmani che Cristiani si possono vantare in giro per il mondo intero. A Zanzibar, durò fino al 1873. Magari a Buttiglione può interessare. ![]() postato da: buldra | 01:27
| commenti (7) OK PANICO [reprise] Ho la melodia nel sangue
Ma lei dissangua le idee Maledette origini sottoproletarie Valentina forse dorme Ma ha dissonanze buone Non passerà di moda mai Niente panico Se Lucy in the Sky with diamonds Ti sembra inarrivabile postato da: buldra | 01:19
| commenti (2) OK PANICO Niente panico
Se l’autostima si sta esaurendo Noi sfrutteremo le maree Niente panico Se non ti aspettavi questo silenzio Affineremo i timpani Niente panico Se non hai raggiunto nessun traguardo Non ci siamo mai annoiati noi Niente panico Se il lusso di restare sveglio Ti decomprime i lunedì postato da: buldra | 00:05
| commenti (2) CHANGES Ultimamente, a causa di questioni eminentemente personali, mi trovo a fare valutazioni esistenziali di un certo tipo. Valutazioni che, un giorno, mi porteranno a prendere determinate decisioni che influiranno naturalmente sulla mia vita. Diciamo che potrò prendere due tipi di decisione: una decisione di stampo conservatore, oppure una decisione di stampo progressista. È molto interessante, per me, osservare e discutere con la gente di tali decisioni o solamente della possibilità di prenderle. In alcuni casi le reazioni che osservo, o i discorsi conseguenti che ascolto sono davvero stupefacenti. In pratica sto, inconsciamente, cercando consigli sul da farsi. In sostanza, quindi, sto suddividendo la gente intorno a me in “conservatori” e “progressisti”. E per la prima volta nella mia vita lo faccio su qualcosa che mi riguarda. Qualcosa di pratico. Di calato nel reale, nel personale. La cosa interessante è scoprire che gli individui più progressisti sono quelli più vecchi.
I vecchi mi spingono, tutti, ed invariabilmente al cambiamento. Con una serenità spiazzante negli occhi. Con una calma impressionante nella voce. E con argomentazioni semplici. I “conservatori” sono invece tutti giovani, miei coetanei, sono molto più agitati ed impauriti dal possibile cambiamento e hanno dei dubbi insormontabili, a cui mi mettono di fronte come a cose completamente fuori dalla mia portata. I miei coetanei a cui chiedo consiglio hanno una paura fottuta della vita. Non hanno fiducia in loro stessi. Si fidano solo delle loro consuetudini, della loro routine, delle loro quattro mura. Raggiungono un benessere minimo. E si attaccano al minimo come fosse il massimo raggiungibile. Sia in campo materiale che sentimentale. Questo è quello che ho osservato. I miei coetanei, però, non sanno che in cuor mio ho già deciso. Ho già soppesato. Ho già valutato. Non sanno che è solo una mera questione logistica. Che risolverò, prima o poi. Perché io voglio vivere. E vivere vuol dire divenire. Non vuol dire rimanere. L’amore è un sentimento che se lo incontri ti cambia la vita. Nel bene e nel male. Se non sei pronto a mettere in discussione quello che sei non ti innamorerai mai. Bisogna voler mettersi in gioco per vivere. L’amore non è “distruttivo” come va di moda dire ai giorni nostri. Anzi, al contrario, è qualcosa che può riparare molti danni, può migliorare molte vite. In genere almeno due. Quello che molte volte ci spaventa, o ci frena, è che bisogna volerlo. Bisogna essere pronti al cambiamento. Perché l’amore non conserva nulla com’è. Una volta che arriva niente è come prima. E niente sarà mai come è stato. In questo caso si, che l’amore è una piccola rivoluzione. A me sembra che molti miei coetanei si spaventino per troppo poco. Vogliano un amore statico. Un sentimento conservatore. Vogliano qualcuno che li rassicuri che niente succederà. Quando invece, per fortuna, può succedere di tutto. Perfino che Buldra si sbagli. ![]() postato da: buldra | 23:42
| commenti (11) PASQUA CON I TUOI Xe Pasqua
Xe Pasqua Che gusto che go Sto giorno se magna fugassa e cocò So ’ndato in cusina Go visto l’agneo Ormai xe de uso Se magna anca queo Papà e mama, tuti i putei i ga dito cussi Magari che a Pasqua vegnesse ogni di …una pasqua coì non si vedeva da anni… veramente. postato da: buldra | 22:37
| commenti (2) LIQUIDAZIONE Un giorno, presumibilmente quando sarò vecchio e in pensione, se mai ci daranno qualcosa che anche vagamente somiglierà alla pensione; un giorno dicevo, scriverò la storia della mia famiglia.
E sarà una saga di almeno un migliaio di pagine. Vi commuoverò tutti. E venderò milioni di copie. Diventerò ricco. E lascerò tutto ai miei figli. Sempre che io riesca a sopravvivere per altri cinquant'anni. ![]() postato da: buldra | 22:36
| commenti (4) ACME Parliamo di musica. E ne parliamo perché sto ascoltando da qualche giorno l’ultimo disco dei Verdena, dal titolo “requiem”. E devo proprio dirvelo, nel panorama asfittico italiano, tale disco fa la sua gran bella figura. E’ proprio un disco bello. Ben fatto. Che aggiunge qualcosa a quanto già detto dalla band, e non ricalca semplicemente i pur suoi fortunati predecessori.
Mi piace anche l’approccio stesso del gruppo alla musica. Pur essendo prodotti e distribuiti dal demoniaco marchio “Universal”, riescono a fare un disco durissimo, affatto commerciale, e a prezzo speciale di sedici euri e qualcosa. Non male. Attitudine che non può che scaturire da una sala prove in un paese disperso della bergamasca, un ex pollaio, attrezzato a studio di registrazione. Ottima attitudine, dunque. Ma anche ottimi brani. Chitarre e bassi mega-distorti, scuola Motorpsycho, certo, ma anche (e non poco) scuola Queens of the Stone Age. Qualcuno certamente storcerà il naso sui testi, partendo dai titoli, sempre più assurdi, come “non prendere l’acme Eugenio”, ma a legger bene poi ci si imbatte in “peggio di noi non si può stare,credimi, l’alta marea ci porterà via”. Voglio dire, siamo anni luce avanti rispetto a “valvonauta”. Ma poi, scusate, solo per il fatto di avere inserito in un disco, il loro quarto disco, ben due canzoni con un minutaggio superiore ai dieci minuti, a nemmeno trentanni di età, beh, merita un encomio. Bel disco, bravi come sempre i Verdena. Loro si che son riusciti a capitalizzarla questa maledetta febbre di vivere che attanaglia ( o meglio, attanagliava ) la generazione x, in un mondo dove “non cresce più poesia”, come canta in questo momento Alberto Ferrari. postato da: buldra | 16:26
| commenti (4) SINCRONICITY L’amore non è mai fermo. L’amore è sempre diretto verso qualche cosa. Altrimenti non è amore. È narcisismo, autostima, egocentrismo. L’amore si muove per natura. Il più delle volte è una questione di sincronismo. Si trova qualcuno che nel grande balletto della vita è sincronizzato con noi. E quello è l’amore. Bisogna essere capaci di imparare ballare però. E bisogna anche essere capaci di riconoscere quando qualcuno sta facendo i nostri stessi passi. Quando qualcuno, magari dall’altra parte del mondo, o magari proprio nell’appartamento di fronte, ha messo su la stessa coreografia nostra, senza nemmeno saperlo. A molte persone, impegnate a prestare troppa attenzione al ballerino solista, o alla ballerina solista, sfugge l’importanza della coreografia. L’importanza dei movimenti nello spazio, l’importanza del tempo, del ritmo e delle espressioni. A molte persone sfugge l’importanza del proprio posto nello spazio e nel tempo. Sfugge l’importanza dei propri movimenti. Che siano dolci, sgraziati, atletici o goffi. Sfugge la consapevolezza del muoversi. A volte è doloroso scoprirsi incapaci di una capriola. Ma a volte è assolutamente splendido scoprirsi specialisti dei balzi più arditi.
Invece tutti impegnati nel costruire i teatri e palcoscenici più belli, le scenografie più perfette, le luci più adatte, le quinte più meticolosamente perfette e soprattutto i camerini più confortevoli. Tutti preoccupati di trovare qualcuno a cui piaccia la stoffa che piace a noi per le poltroncine. Senza preoccuparsi di riempire le platee. Tutti a vantarsi del proprio prezzo del biglietto. Tutti musical spettacolari. Che nessuno vedrà mai. Perché nessuno ha voglia di veder ballare nessuno. Tutti presi in un infinito “amici di Maria de Filippi”. postato da: buldra | 22:19
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