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GRAZIE BISCHERI!
venerdì, novembre 30, 2007

Roberto Benigni: un uomo in genio. Ieri sera mi ha proprio emozionato, sia nella prima parte che nella seconda. Mi ha fatto proprio scompisciare dal ridere, poi mi ha commosso, poi mi ha reso contento di essere italiano. Davvero. Di questi tempi non è facile credetemi.

Ho clamorosamente ritrovato in lui l’indole alla vita che mi è stata trasmessa da mio babbo. Sul serio. Mio babbo visse undici anni poco distante dal paese del Benigni, e fu un grande frequentatore della Casa del Popolo dove poi lo stesso Benigni fece il barista. Credo che quel periodo della sua vita lo influenzò non poco, continuava a parlarmene. E ieri sera ho perfino scoperto che citava la Divina a memoria. Ecco, quindi grazie babbo, e grazie Roberto, quell’indole alla vita che avete, e che mi avete trasmesso, è la cosa più preziosa che ho.

Grazie bischeracci!

“c’è una famiglia indigente che c’ha bisogno, se potete mandare un SMS, si chiamano Savoia, ho fatto questi’iniziativa qua….il teleTron….”

“allora l’intercettazione di Vittorio Emanuele c’è lui che scende dall’aereo e chiama e dice –sono il Re, c’ho voglia di trombare, trovatemi due puttane ma da spendere poco però….”

“quando c’è un bambino che va male a scuola no, la mamma lo mette davanti alla TV e gli dice, guarda caro quello lì è il vicepresidente del senato, è Calderoli, vedi anche lui è riuscito a fare il vicepresidente del senato….allora il bambino si sente meglio no s iringalluzisce”

[…]

Ma soprattutto, la cosa più emozionante è stato sentirlo recitare i seguenti versi, faticando a trattenere l’emozione; quell’emozione che mi arrivava tutta intera come un camion a cento all’ora:

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m'abbandona.

[…]

io venni men così com' io morisse.

E caddi come corpo morto cade.

 

L’ultima frase scandita con delle pause bellissime, recitate in modo incredibile.

Da togliere il fiato.

Era molto tempo che non ero fiero di essere italiano. Ieri lo ero.

postato da: buldra | 13:22 | commenti (1)

AGAIN & AGAIN
mercoledì, novembre 28, 2007

Berlusconi scioglie Forza Italia, poi non la scioglie più ma fa il partito dal basso; Fini contro Berlusconi, insieme a Casini, che vanno a chiacchierare con Veltroni, a sua volta fuso con la Margherita. Contemporaneamente il Governo pone la fiducia sulla finanziaria, e la sinistra radicale minaccia di farlo crollare se non si fa un chiarimento a gennaio; sempre in seno alla maggioranza il buon vecchio Dini va ciarlando da un paio di settimane di ritenere le proprie mani libere.
Tutti a parlare di legge elettorale, proporzionale, con sbarramento alla tedesca, o con correttivo alla spagnola. Manco fossero malattie influenzali.
Io dico che, tutto ciò, serve solo ed esclusivamente a disinnescare la bomba del referendum sul maggioritario, che proprio in questi giorni ha ufficialmente raggiunto le 500 mila fime (sono 800 mila in realtà). Se il referendum si facesse, la parola spetterebbe a noi, e se vincesse il “si” allora manderebbe a monte tutti i piani. Dico, tutti i piani di tutti gli schieramenti. Si salvi chi può, dunque, e che il popolo sovrano ( che col referendum potrebbe democraticamente scegliere il proprio sistema elettorale) se ne vada a farsi fottere. Riempiamo i telegiornali di consultazioni e di nuovi partiti, facciamo cadere il governo l’anno prossimo, non senza prima aver fatto una legge elettorale proporzionale che permetta i soliti inciuci (finanche una grosse koalizionen Berlusca-Veltroni), in modo tale da rinviare il referendum. Che se vincesse il maggioritario li fotterebbe. Tutti. Ecco, allora, dove cazzo è adesso Beppe Grillo, per esempio? Dev’è il popolo dei Bloggers? Dove diosanto siamo noi italiani? Ci siamo? Abbiamo firmato per fare questo referendum? Allora come possiamo non accorgerci che ce lo stanno piantando nel deretano again and again?
Niente. Parole al vento.
Domani mi fumo un cannone va….e pensare che è dai tempi di Andreotti che usano lo stesso trucco del cazzo….che palle….

postato da: buldra | 22:26 | commenti (7)

WUNDERBAR
martedì, novembre 27, 2007

Cari miei, forse abiamo scoperto il motivo del mio mancato successo planetario musicale, ed in questo il sito 2.0 lastfm è risultato decisivo. Ecco le mie classifiche di ascolti della scorsa settimana:

Artisti più ascoltati della settimana:
1| Sigur Ròs
2| Rihanna,
3| Editors
4| American Hi-Fi
5| The Strokes


…e già qui siamo nell’ambito del non-sense proprio, come coniugare i Sigur Ròs con Rihanna lo sa solo il mio cervello bacato, per non parlare della riesumazione di uno dei più fallimentari gruppi glam-rock di sempre: gli American Hi-Fi, che si prendono il quarto posto a scapito dei ben più quotati Strokes. Ma la vita, si sa, riserva sempre delle grandi sorprese. Ecco quindi come mi sono superato:

Artisti più ascoltati di sempre:
1| Radiohead ( e fin qui tutto bene, ci mancherebbe)
2| Rihanna ( aaahhh!!! Sono un merdoso rapper ammeregano reincarnato in un tamarro nazional popolare italiota….e faccio tutto l’alternativo!!!! Ma attenzione perché mi sto per superare)
3| AC/DC ( ecco, appunto, mi sono superato. Il mio artista più ascoltato numero 3 sono gli AC/DC! Dio del cielo, metallo!!!!)
4| Arcade Fire (ok, qui recupero di brutto con la band canadese considerata unanimemente una delle più promettenti nel panorama rock mondiale)
5| Juliette and the Licks ( eh, anche qui recupero un po’ dai…..disco perfetto per il fighetto pseudo-alternativo, con l’unica differenza che due posizioni più su io mi ascolto l’originale….AC/DC !)


Insomma, un’altra ennesima prova del mio essere contraddittorio. Ma cazzo, se ne vado fiero di questa mia indole contraddittoria. Che ci posso fare se non riesco a rifiutare le schitarrate degli AC/DC, così come non riesco a non venire rapito dagli echi di “weird fishes” dei Radiohead, e qualche minuto dopo mi lascio andare ad un headbanging con tanto di air-drumming sull’irresistibile four-on-the-floor di un pezzo come “please don’t stop the music” di Rihanna…..non ci riesco a non fare un miscuglio di culture e di influenze. Se riuscissi a mischiare tutto questo sarei un genio. O forse lo sono, in effetti il mio disco è proprio fico. Solo che sono talmente avanti che non vengo compreso dai più. Mah….egocentrismo inutile.
Comunque in questo istante mi sto sparando in cuffia i Rammstein, e fino a ieri mi ascoltavo gli Scorpions, mentre in ufficio vado sempre di Sigur Ròs di fisso proprio….chissà la classifica della settimana prossima….eheheh…all’insegna del teutonic-metal.
Ist wunderbar!!!

postato da: buldra | 23:19 | commenti (4)

EUROMARRIAGE
lunedì, novembre 26, 2007

Ragazzi, che dire, sabato sono stato partecipe del matrimonio di Eurocobra, e devo dire di aver assistito nonché partecipato ad alcune delle scene e delle situazioni più belle e divertenti della mia vita. Roba che entrerà nella memoria di una’ intera generazione. Eurocobra e la Ricciolona sotto interrogatorio, il vecchio Raffaele che si rivela essere una specie di Pippo Baudo in erba, io, Alessandro il milanese, e Vas il greco che veniamo beccati come i bambini con le mani nella marmellata mentre, durante un’incursione clandestina in cucina, tentiamo di arraffare bottiglie di alcolici a caso. Balli e canti sfrenatissimi, bambini che corrono avanti ed indietro dappertutto. La sposa bellissima, lo sposo un po’ meno…ma si sa insomma Eurocobra….il vecchio Ortler che per l’occasione si era vestito da sottosegretario di Andreotti.
Esiste un video di tutto ciò, ci sono le prove di come un branco di trentenni alla prima occasione si rivelino davvero poco cresciuti, e pronti a trasformarsi in una risma di teenager pronti a sgolarsi al karaoke, con il sottoscritto in piena crisi autistica ad invocare l’esecuzione corale di “wild boys” dei Duran Duran, e poi a trasformarsi nel sosia di Christian De Sica, lanciato in balli scatenati con il Mauri che fa il verso alla Carrà….cioè….se mai finiremo su Youtube sarà la fine.
Comunque, ve lo dico da un divano su cui siamo stravaccati io e Venusia mentre ci nutriamo di un salutare “brodino”:
Grazie Eurocobra, grazie Ricciolona, un matrimonio strepitoso. Stre-pi-to-so!
Yeah!
( e comunque la grappa mi ha quasi ucciso).

postato da: buldra | 16:44 | commenti (6)

LAS MIGAJAS DE LA TELEVISA
giovedì, novembre 22, 2007

Dunque, più o meno dalla fine degli anni ’90 vado ciarlando, il più delle volte inascoltato quando non deriso, di una strategia mediatica atta all’accidia di massa. Una sorta di dis-educazione perpetrata dai media generalisti nei confronti dei cittadini, peraltro accettatori di bon grado di tale abominio. Bene, mi conforta osservare come, marginalmente ad un'altra inchiesta, comincino ad uscire le prove:

| Rai e Mediaset, nella primavera del 2005, avevano deciso di condividere perfino la politica degli spot […]e la gestione delle presenze di esponenti politici nei programmi di punta della prima serata elettorale.

| Il 2 aprile, alla vigilia del voto, alle 16 Debora chiama Benito (con tutta probabilità Benassi, numero due del marketing Rai). "Dice che Nardello (ndr, responsabile del palinsesto di viale Mazzini) è molto nervoso. Benito ha intuito che il d. g. (ndr, Cattaneo) vuole che nella rappresentazione dei risultati elettorali si faccia più confusione possibile per camuffare la loro portata".

| Debbi( Debora Bergamini, responsabile palinsesti Rai, già in Mediaset ) dice che i risultati dell'Udc sono stati occultati; parlano di politica e di personaggi politici.

| L'11 aprile alle 17 Clemente (ndr, probabilmente l'allora direttore del Tg1 Mimun) per Debora. [dopo il tracollo del centrodestra alle regionali]. "Lei gli chiede se fa un lavoro sui giornalisti e lui risponde di spiegargli meglio; parlano di politica e televisione".

Tutto ciò è senza dubbio scandaloso, e altrettanto senza dubbio non mi stupisce affatto. Che esista una linea editoriale fascista nelle maggiori testate tele-giornalistiche italiane non è una novità per me, e nemmeno per chiunque abbia un minimo di infarinatura di teoria delle comunicazioni di massa. Ecco magari questi ultimi non la chiamano linea editoriale “fascista” ma bensì “strategia mediatica a-critica” o meglio “marketing dell’informazione”, ma il risultato non cambia: diluire, annacquare, insabbiare, quando non censurare.

Ciò che sfugge ai più, haimè, e che anche tali notizie di inciuci mediatici rientrano nella stessa strategia. Sono cioè parte del grande circo mediatico del marketing diseducativo. Quello che ci propinano da dieci e più anni. Quello che fa in modo che sì, l’italiano medio si indigni per 5 minuti, ma che poi torni a pensare al fottuto rumeno che gli riga la macchina, al Beppe Grillo di turno che monta un gazebo sotto casa per firmare la petizione e sentirsi impegnato, al concorso in un ente pubblico per un posto a tempo indeterminato, all’ultima puntata del Dottor House, all’iPod Touch, alle cosce delle veline, ai provini del Grande Fratello, al campionato di calcio rovinato dalla violenza, alla birra in offerta, al viaggio a Sharm, alla nuova galleria che riduce il traffico, alla vicina di casa molto figa, al matrimonio di zia, alle patate lesse saltate con la cipolla, alla chiusura dei tracker bit-torrent, a prenotare il ristorante, a comprarsi un vestito nuovo, a non pensare a niente, a non pensare aniente, a non perdere nemmeno una briciola di tutto questo, a non perdere nemmeno una briciola di tutto questo, a non perdere nemmeno una briciola di tutto questo, a non perdere nemmeno una briciola di tutto questo, a non perdere nemmeno una briciola di tutto questo, a non perdere nemmeno una briciola di tutto questo, a non perdere nemmeno una briciola di tutto questo.

postato da: buldra | 14:56 | commenti (5)

TEATRO ITALIA
martedì, novembre 20, 2007

Ve lo devo proprio dire, tornare da un fine settimana con i fiocchi a Barcellona, e trovare Berlusconi che all’improvviso scioglie Forza Italia e fonda un nuovo partito, mi ha dato proprio il senso di cosa voglia dire vivere in Italia. Davvero puro teatro. Ancora più divertente è rendersi conto che, tale mossa del cavaliere, non è altro che il frutto di una situazione alla quale il Berlusconi non sa più come reagire. Secondo me, questo è il momento in cui Silvio è più in difficoltà di sempre.
Il centro-sinistra, almeno all’apparenza, è bello e compatto sotto le insegne (retoriche) del Partito Democratico, il governo Prodi (incredibilmente) approva la legge finanziaria al Senato senza nemmeno ricorrere al voto di fiducia, i suoi alleati (di Berlusconi intendo ) danno inequivocabili segni di insofferenza ad una leadership sempre più logora e populista; e cominciano altresì ad avanzare richieste troppo democratiche per il piccolo imperatore di Arcore, come ad esempio accettare il dialogo sulle riforme col Veltroni, o addirittura a chiedere elezioni primarie nel centrodestra. Non sia mai.
Così, il Silviobonaparte, tenta il colpo a sorpresa, e stizzito “fonda” ( o affonda?) un nuovo partito, e si dichiara disponibile al dialogo con Veltroni sulla riforma elettorale, dopo aver rispedito al mittente fino a ieri qualsiasi invito. Tenta così di riprendere il centro dell’agorà politica, ma stavolta, per la prima volta, lo vedo in difficoltà. Il suo nuovo e scosciato braccio destro, la Brambilla, a conti fatti quando viene incalzata da gente come Giuliano Ferrara a otto e mezzo, non regge, si confonde, non punge; i colonnelli del partito sparuti e spauriti….e poi Gianfranco Fini che si smarca senza mezzi termini dalla nuova, e a questo punto delirante, iniziativa del Berluska.
Fantastico. Il cavalierone nazionale in piena difficoltà. Mi fa quasi tenerezza, ma che cazzo dico, se lo merita il merdoso, gli auguro di affondare con il suo nuovo partito di aria fritta.
Manca l’ultimo tassello, e cioè che gli italiani, tutti gli italiani, riescano a mettere da parte il piccolo bonaparte che c’è in ognuno di loro e di noi, che distolgano per un attimo gli occhi dalle chiappe delle veline di striscia o dai tronisti della De Filippi, e non lo votino più. Mai più. Ma questa è pura utopia, purtroppo.
Poi leggo la notizia che i Savoia ci chiedono 260 milioni di danni morali. E torno a pensare che sto paese è tutto un grande film del mai troppo osannato principe Antonio De Curtis, detto Totò. Lui si che era nobile, altro che i Savoia. Ma si sa, signori si nasce, e lui modestamente lo nacque. Pensa, sta gente ci ha messo in mano a Mussolini prima e ad Hitler poi, e adesso ci chiedono i danni. Vi meritate di essere quello che siete. Ovvero solo e solamente fetido ciarpame monarchico nefando ed inutile. Ho parlato.

postato da: buldra | 21:25 | commenti (9)

WHAT A DAY
giovedì, novembre 15, 2007

I read the news today oh boy
About a lucky man who made the grade
And though the news was rather sad
Well I just had to laugh
I saw the photograph

postato da: buldra | 18:25 | commenti (2)

45 BOMBE ATOMICHE
mercoledì, novembre 14, 2007

Ad Aviano ci sono 45 bombe atomiche.
Realizzato.
Mentre ho la testa alle braccia tese
A lutto inutile
Chi crederanno l’anima a raccomandare
Gli occhiali a goccia
Pieni di virile
Nulla?
Quali e quante debolezze
Esorcizzano
In un padre nostro a foma d’inno di Mameli
Perché?
Mi chiedo.
E la risposta è talmente ovvia
Che non riesco a spiegare
Io.
Con gli occhi di un vecchio novantenne
Tatuati sul cuore
che ancora non si vogliono addormentare
continuano a gurdare
e sanno distinguere
tra il bene
ed il
male.
La verità
è una grazia
di questi tempi
la più insopportabile.

postato da: buldra | 23:15 | commenti (1)

AC/DC vs Rihanna
martedì, novembre 13, 2007

Francamente, non credo di essere normale: i dischi che ascolto di più ultimamente sono l’ultimo di Rihanna dall’eloquente titolo “good girl gone bad”, e niente popò di meno che il caro e vecchio “Back in Black” degli AC/DC. Come dire, due dischi che non centrano niente tra di loro. Ma comunque due gran bei dischi. Voglio dire, “back in black” non è nemmeno da mettere a confronto con Rihanna, essendo quello degli AC/DC un assodato capolavoro assoluto dell’hard-rock, del rock-blues nonché dell’heavy metal degli anni ’80; ma rimangono comunque tutti e due gran bei dischi.

Del disco di Rihanna mi piacciono fondamentalmente due cose, la scrittura dei brani perché è pura scuola pop, manieristica di sicuro ma una maniera talmente perfetta che sembra di guardare un classico del cinema, tipo che ti metti lì spaparanzato in poltrona e ti godi un qualcosa che sai già ti soddisferà. Se poi tale manierismo è impreziosito da una produzione mastodontica fatta di wall of sounds che si sovrappongono, cori e vocalizzi raffinatissimi e slang ammerigano più becero, beh, la godibilità del tutto è garantita. Il disco della Rihanna, ha tuttavia qualcosa in più addirittura, possiede due o tre pezzi, per così dire, a mio modo di vedere innovativi. Già il primo singolo “umbrella” è il primo esperimento veramente riuscito di coniugare l’hip-hop con l’R&B in un mood pop da classifica, riuscendo a buttarci dentro perfino venature electro-rock ( mi rendo conto del volo pindarico musicale, perdonatemi); poi abbiamo altri due pezzi come “push up on me” e “rehab”, che nella struttura declamano ritornelli della durata superiore alle 2 battute (!!!!) incredibile, e disseminano hooks proprio dove meno te li aspetti. Proprio niente male quindi. Bel disco, quello di Rihanna, anche se non cambierà le sorti della musica, se ne coglie l’impegno, lo sfoggio tecnico-artistico e di produzione, nonché una certa originalità nella stesura dei brani.

Di “Back in Black” non dico niente se non che ho acquistato questa versione rimasterizzata, e che dopo almeno quindici anni che non me lo ascoltavo, appena schiacciato “play” sapevo ancora tutti i riff a memoria, tutti i testi a memoria e tutti gli assoli di Angus Young a memoria. E stiamo parlando di un disco del 1980, che quando è uscito c’avevo sei anni, andavo in prima elementare.

Poi questo disco contiene una delle canzoni che mi hanno spinto a suonare la chitarra. La canzone in questione si chiama “you shook me allnight long”. La prima volta che la ascoltai rimasi senza fiato e comincia a saltare. Dopo quindici anni, dopo cinquemila-cinquecento giorni, è sempre la stessa adrenalina. Metallo. Tuonante. Per sempre.

Yeah!

'Cause the walls start shaking The earth was quaking My mind was aching And we were making it and you shook me all night long.

postato da: buldra | 16:36 | commenti (6)

BLACKOUT
lunedì, novembre 12, 2007

Ormai non mi stupisce più nulla, ogni volta che penso il mio paese abbia raggiunto il punto più basso, incredibilmente l’Italia si supera, nel peggio. Tutti noi sappiamo cosa è successo ieri: l’ultrà buono ucciso per errore dalla “guardia”; i settantamila tifosi di uno sport chiamato calcio che mettono a ferro e fuoco Roma e Milano. Letteralmente, cioè, incendiano e distruggono.
Questo è un sintomo di un male più profondo, che ancora non ho individuato, ma è un brutto, brutto male. Gente come noi che non appena uno straniero commette un reato esige una punizione esemplare, esige la cacciata di tutti i “diversi”, sfodera un odio ed una capacità di abbaiare, un’aggressività ed un’energia nel manifestare davvero fuori dal comune. Questa gente, questi qui che poi siamo noi, è in grado di tollerare l’esistenza di un’organizzazione criminale come la tifoseria calcistica. Ed ogni domenica tollera le proprie città blindate, le proprie stazioni dei treni inaccessibili, le proprie strade occupate nel nome di uno sport praticato da milionari ignoranti e gestito da una casta di bulli mafiosetti industriali. Perfino nella mia città, Trento, con una squadra che gioca in serie D, bloccano un’intera strada ogni volta che c’è una partita.
Dov’è lo straniero qui? Dov’è il diverso?
Non c’è, siamo noi, e quindi possiamo fare quello che vogliamo, il calcio è la nostra cultura, ed è sacro, e nel nome del calcio, della Roma, di Totti, di Delpiero, posso spaccare le vetrine tutte le domeniche, posso sfasciare gli autobus e saccheggiare gli autogrill. Se puoi un povero ragazzo, anche lui tifoso, muore per mano di una guardia, allora posso davvero fare quello che mi pare.
Voglio vedere, adesso, se questi tifosi sportivi che hanno devastato due città fanno la stessa fine dei 25 condannati per il G8 di Genova, voglio proprio vedere. Tanto ormai non mi stupisce più nulla.
Dopo aver visto cinque minuti di “buona domenica” ieri pomeriggio, dopo aver visto la Domenica Sportiva ieri sera, dopo aver visto la faccia di Abete e gli interventi in diretta del politico di turno che cavalca la tragedia a suon di retorica populista degna solo del peggior ciarpame, credo di poter dire che non mi stupisce più nulla. Solo che adesso sono spaventato.
Ci vuole coraggio. Il coraggio che non abbiamo.

postato da: buldra | 16:22 | commenti (6)

OVER THE RAIN IT BOWS
giovedì, novembre 08, 2007

Poco tempo fa parlavo in termini entusiastici dell’iniziativa dei Radiohead, di mettere in download il proprio nuovo disco lasciando libertà di pagare quanto si vuole, anche nulla, dal proprio sito. Oggi leggo quanto segue:

 

I Radiohead traditi dal "paga quanto vuoi"

Tre fan su cinque non hanno versato neanche un centesimo per scaricare online il nuovo album.

LONDRA (Gran Bretagna) - L'iniziativa dei Radiohead era ottima e rivoluzionaria: scaricare il nuovo album della band, "In Rainbows", pagando quello che si voleva. Anche nulla. Un’indicazione presa alla lettera da 3 fan su 5 della famosa band di Oxford. Stando, infatti, a un’indagine condotta dalla comScore, azienda che monitorizza il comportamento online di circa 2 milioni di "surfers" in tutto il mondo, il 62% dei 12 milioni di appassionati che si sono affrettati a fare il download del disco uscito un mese fa non ha sborsato nemmeno un centesimo.

FAN INGLESI RESTII - Nella logica del "paga quanto vuoi" (meglio se il meno possibile), i più restii ad aprire il portafoglio sono stati proprio i fan inglesi, che hanno tirato fuori una media di 2,24 sterline (3,20 euro) a testa, mentre quelli statunitensi sono stati leggermente più generosi con 2,98 sterline (4,20 euro). Solo il 12% ha sborsato una cifra compresa fra 3,90 e 5,80 sterline (5,60 e 8,30 euro). Il fallimento dell'esperimento dei Radiohead rappresenta un duro colpo anche per l’industria discografica, che guardava all’iniziativa con un misto di curiosità e speranza, visto il crollo vertiginoso delle vendite di cd l’anno passato (un terzo secco in meno) e l’aumento esponenziale della musica scaricata illegalmente.

 

Dunque, di primo acchito ci rimango molto male, poi leggo meglio. Leggo meglio e capisco che si tratta di un “indagine” di una azienda terza, che non centra nulla con i Radiohead, e poi se faccio un rapido calcolo, stando alle cifre dell’indagine, i Radiohead stessi avrebbero incassato, se i download si fossero fermati a 2 milioni di utenti, una cifra pari a 7,4 milioni di euro. Direttamente nelle loro tasche, senza doverli dividere con editori ed etichette. Per esperienza personale posso garantirvi che tale cifra è ben superiore a quella che arriva in tasca ad un artista che vende due milioni di copie a venti euro attraverso un etichetta “major”. Quindi, bene, non vedo dove sta il fallimento, ma soprattutto trattandosi di una indagine fatta da una azienda esterna all’operazione “in Rainbows”, suppongo che in realtà questi 7,4 milioni siano molti di più. E sento una grande puzza di contro-marketing industriale. Anche perché la EMI, senza il consenso del gruppo e in concomitanza con l’uscita del disco vero e proprio per chi lo ha prenotato come me su internet, sta facendo uscire un box-set di lusso con tutti i loro dischi….che casualità….

Hey, voi della Sony-Universal-EMI…..paura eh?

postato da: buldra | 16:58 | commenti (6)

GIUSTIZIA E LBERTA'
martedì, novembre 06, 2007

Dunque se ne è andato Enzo Biagi, se ne è andato un uomo, un emiliano, un bolognese, un partigiano della brigata Giustizia e Libertà; e poi purtroppo se ne è andato un giornalista, probabilmente l’ultimo esponente di un giornalismo sano, salubre e salutare.
La gestione ed il trattamento dell’informazione, nelle moderne democrazie neo-capitaliste occidentali, è un elemento chiave per valutare il livello di democrazia, appunto, ma anche e soprattutto per valutare il livello ed il modello di cultura di un paese. Il giornalismo è l’espressione più nobile di tale gestione dell’informazione, ne è da sempre l’espressione più autorevole, lo specchio della libertà, il termometro della democrazia. La categoria dei giornalisti è, dunque, importantissima, ed i giornalisti assumono le funzioni di veri e propri garanti della libertà di espressione, nonché di riferimento sicuro per la verità e l’obiettività dei fatti, delle cose ed in definitiva per la realtà. Il giornalismo serve per sapere cosa succede, nel modo più obbiettivo possibile, per fornirci informazioni su cui riflettere e formare le nostre opinioni, la nostra coscienza e la nostra capacità critica.
Oggi i giornalisti, i direttori dei telegiornali, nel nostro paese, sono del tutto impegnati non nella ricerca della verità, ma in un esercizio ben più difficile e molto meno nobile. Oggi, la punta di diamante del giornalismo italiano è impegnata, nei tiggì della sera, nell’accontentare ogni corrente politica, nel fornire una cronaca all’interno della quale ci sia spazio per la retorica di ciascun schieramento politico; dall’estrema destra all’estrema sinistra: tutti devono avere la possibilità di poter dire la loro, di poter “usare” la notizia del giorno per portare acqua al proprio mulino. Oggi, la crema della crema del giornalismo italiano, è impegnata a conservare le proprie cariche direttive non pestando i piedi a nessuno, asservita. E sto parlando del tg1, del tg2 e del tg5, perché altre amenità o schifezze assolute come Studio Aperto o il TG4 non sono giornalismo, ma propaganda fascista (ed in questo Studio Aperto è imbattibile). Tutto questo non può che inquietarmi e infondermi un sentimento di rassegnazione totale ed assoluta. Metà giornalismo, in Italia, è al servizio di una Propaganda destroide francamente inaccettabile da qualsiasi paese con un minimo di dignità. L’altra metà è asservita al ridurre la verità dei fati in “veline” asettiche, ed in “panini” che accontentino ogni forza politica, spogliando i fatti e la realtà di qualsiasi parvenza di criticità, di opinione o di spiegazione ragionata o ragionevole. E’ il caos mediatico. E’ il buttare tutto in confusione per far fiorire l’erbaccia parassita del populismo. In tutto questo ridicolo teatrino in cui versa il mio povero stivale, fino ad oggi, c’erano delle perle, degli uomini che veramente meritano tale appellativo. Fino ad oggi c’era Enzo Biagi, giornalista che non più tardi del 2001 all’età di 82 anni veniva massacrato pubblicamente ed umiliato dall’allora Preseidente del Consiglio Cavelier Silvio Berlusconi da Arcore. E’ incredibile come l’ultimo gesto di Enzo Biagi, quello cioè di appuntarsi sulla giacca che lo avrebbe accompagnato sotto terra lo stemma della sua brigata partigiana “Giustizia e Libertà”, è incredibile come tale gesto, nel 2007, in Italia, assuma un significato ancora così importante, così nobile. Viva Enzo Biagi, e possa la Verità, quella con la “V” maiuscola, tornare di nuovo in quest’Italia così infima, così bieca, così povera ed democraticamente handicappata. Ciao Enzo, mi mancherai, ti saluta un tuo concittadino qualsiasi. Con la speranza che i nodi del cappio, che in questi anni sono stati stretti con la colpevole complicità di tutti noi italiani, al collo della democrazia della civiltà, un giorno vengano al pettine; e travolgano tutto questo fondotinta da quattro soldi con cui ci ostiniamo ad imbellettarci.

postato da: buldra | 18:55 | commenti (6)

SIAMO UNA SQUADRA FORTISSIMI
lunedì, novembre 05, 2007

Un rumeno ha ucciso un’ italiana, una donna per bene, una signora.
Un rumeno che viveva in una baraccopoli ha ucciso una donna italiana per bene, una moglie.
Subito dopo l’onorevole Casini, con il suo maglioncino blu, la camicia e i capelli a posto, va a visitare la baraccopoli, va a toccare con mano il degrado, si mostra inorridito. Si chiede il perché, articola pensieri retorici gonfi come palloni erostatici con cui fare il giro del mondo. Pensieri e parole gonfi di nulla. Se non di calcolo politico, bieco, strumentale ed opportunista.
Subito dopo l’onorevole Fini si mostra inorridito, circondato dai suoi tirapiedi, si mostra inorridito per lo stato in cui versa la stazione della metropolitana in cui una signora, una DONNA, ha perso la vita in circostanza, haimè, tragiche. Gianfranco Fini. Uno che ha sulle spalle la gestione pulita ed ordinata della questura di Genova durante il tragico G8 del 2001. Uno che io personalmente non gli sputo, sennò lo profumo.
Subito dopo il governo del mio paese vara una legge che espelle tutti i Rumeni.
Subito dopo una squadraccia fascista aggredisce tre rumeni regolarmente in italia, con un lavoro ed una famiglia, ne manda uno grave in ospedale, imbratta i muri di scritte fasciste.
Subito dopo un’altra aggressione fascista ad un negozio di rumeni, altre scritte, vi buchiamo la testa, una vetrina fatta saltare.
Poi tutta Italia contro i rumeni.
Tutta l’italia contro la romania.
Italia-romania.
Forza Romania.
Forza
Romania.
Perché non mi appartiene tutto questo. Perché è morta una donna.
Ed è tutto finito in una partita di odio.
Odio batte ragione quanto a zero?
Quanto non lo so….ma a zero, con la ragione, ci stiamo di sicuro.
E allora: forza Romania.
Non sono mai stato così preoccupato.
Mai.
Italiani, fate cagare.
Anzi, facciamo cagare.

postato da: buldra | 21:37 | commenti (15)