|
|
ROMA CITTA' NERA Vittoria schiacciante per il neo-fascista alle elezioni per il sindaco di Roma.
La scorsa notte un ex picchiatore, oggi neo-fascista, ha ottenuto una vittoria schiacciante alle elezioni a sindaco di Roma, coronando la vittoria di due settimane fa di Silvio Berlusconi e del centro-destra nelle elezioni nazionali, ed alimentando i timori che ora l’Italia si appresti ad un assalto agli immigrati senza precedenti. Il nuovo sindaco della Città Eterna è Gianni Alemanno, cinquantenne figlio di un ufficiale militare, che ancora indossa la croce celtica appartenuta ad un amico “destrino” colpito ed ucciso da un colpo di chiave inglese al cranio durante una dimostrazione. Si è comunque ammorbidito dai tempi della gioventù: come ministro dell’agricoltura dell’ultimo governo Berlusconi, la sua passione per il cibo biologico lo ha accreditato come Ecologista. Ma il pugno di ferro sull’immigrazione è una sua promessa chiave. Nel suo “Patto per Roma” in sedici punti, al punto sette si legge:”attivare immediatamente la procedura di espulsione per 20.00 nomadi ed immigrati che hanno violato la legge a Roma”. Il punto otto prosegue: “Chiusura dei campi nomadi illegali, controlli rigorosi ed efficaci su quelli regolari e loro progressive eliminazione”. L’elezione di Alemanno, con un margine di quasi sette punti sull’ex sindaco di centro-sinistra Francesco Rutelli, conferma che l’ondata xenofoba che ha spinto la Lega Nord ai massimi storici nelle elezioni nazionali di questo mese, ora ha raggiunto Roma. I segnali erano nell’aria dallo scorso Novembre, quando l’assassinio di Giovanna Reggiani, una casalinga di Roma, sul percorso dalla stazione metropolitana a casa, spinse il sindaco Walter Veltroni a chiedere al governo Prodi di varare un diktat che consentisse l’espulsione degli stranieri, inclusi quelli all’interno dell’UE, senza ricorrere all’azione della magistratura. L’atto fu seguito dalla demolizione di campi squatter di immigrati nella capitale. Il decreto legge passò a forte maggioranza – di gran lunga la reazione più severa (draconiana n.d.t.) mai vista nell’Europa occidentale. la generosa ed umana Italia ha improvvisamente mostrato i denti, e la gente da fuori ha improvvisamente ricordato che sono stati gli italiani ad inventare il fascismo e a riempire la città di camice nere al passo dell’oca. Ma come molte leggi italiane, il diktat dell’anno scorso non ha funzionato come avrebbe dovuto, ed ora Alemanno trasloca nel suo nuovo ufficio proprio vicino a dove il Duce arringava le folle da Piazza Venezia, e lo fa armato di un mandato per completare quello che Veltroni e Prodi hanno solo minacciato di fare. La vittoria di Alemmano segna l’arrivo nella capitale italiana della politica della paranoia, la stessa politica che ha già trionfato nel resto del paese. Il maggior vincitore delle elezioni nazionali è stata la Lega Nord, la quale ha incrementato la propria fetta di voti fino all’8 per cento. Il partito fu fondato da Umberto Bossi per combattere a favore dei diritti del sovra-tassato nord italia nella battaglia contro Roma Ladrona. Dopo una farsesca dichiarazione di indipendenza dallo stato italiano, il partito era stato depennato come una forza esaurita. Ma dall’ultimo anno, con l’entrata nella UE di Romania e Bulgaria, la Lega ha scoperto che la paranoia da immigrazione era la loro carta vincente. Un sindaco della Lega Nord, Massimo Bitonici, di Cittadella, nella regione del Veneto, ha fatto passare un’ordinanza che bandisce i poveri, i senza tetto e i disoccupati dal vivere all’interno delle mura cittadine. Altri della lega hanno proposto di bandire gli immigrati irregolari dallo sposarsi, o dal poter andare a scuola. Cittadella è diventata inoltre uno dei tanti centri dominati dalla Lega, ad implementare ronde notturne di volontari. L’appeal di tali mosse è stato ampiamente dimostrato nelle elezioni. Star della campagna elettorale per la Lega è stato Roberto Calderoli, già noto per aver mostrato in televisione, in diretta, una maglietta con uno dei cartoni animati satirici Danesi sul profeta Maometto. Dopo le elezioni, Calderoli è stato considerato come uno dei possibili vice primo ministro di Belusconi. L’Italia ha uno dei più bassi tassi di natalità del mondo, la sua crescita economica è in stallo; il manufatturiero e gli altri comparti economici chiedono l’arrivo di più immigranti da impiegare come manodopera a basso costo. Ma il clima popolare è contro questi ultimi. Ieri, l’uomo che sarà il probabile ministro degli esteri di Berlusconi, l’ex commissario europeo Franco Frattini, ha unito la suo voce al coro: “Abbiamo bisogno di una legge nazionale che stabilisca un minimo reddito al di sotto del quale gli stranieri non possono stare nel nostro paese per più di 90 giorni”, ha dichiarato. “Chiunque guadagni di più resta. Altrimenti sarà rimandato al paese d’origine”. Alemanno intanto ha detto: “Sarò il sindaco di tutti I romani, compresi quelli che non mi hanno votato”, ma ovviamente non necessariamente di quelli nati da un’altra parte. Il suo primo atto da sindaco, ha detto, sarebbe stato quello di far visita al vedovo della signora Reggiani. Sembra un gesto educato: più di ogni altro evento la morte della signora Reggiani ha reso la vittoria di Alemanno possibile. Fonte: The Independent, Regno Unito, traduzione mia.
postato da: buldra | 19:36
| commenti (12) IL PEGGIO [non è tranquillo] Da qualche giorno non guardo più i telegiornali, una volta ero un drogato di tiggì, mi guardavo tutte le edizioni della rai; e prima che mediaset diventasse inguardabile (leggi Rossella al TG5), guardavo anche il TG5. Mi piaceva tenermi informato, mi piaceva cogliere, nel modo di riportare le (stesse) notizie, le varie strategie mediatiche della propaganda. La mia non era una lettura “quantitativa” del format telegrionalistaico, bensì una lettura “semantica” dello stesso. Quando guardo un servizio di informazione non colgo solo l’informazione in se, ma mi interessa capire la strategia olistica dell’uso del media (la TV), e del format (il TG). Probabile deformazione professionale (laurea in sociologia dei mass media), ma anche grande arma di difesa contro la retorica e la distorsione dei significati delle notizie.
Da qualche giorno non guardo più i telegiornali, perché non c’è più niente da guardare. Le notizie non mi interessano, e il modo in cui vengono date, che era la parte che più mi interessava, lo so già a memoria; e so che sarà sempre peggio. Non voglio farmi del male. Ogni volta che penso agli altri stati europei in cui ho lavorato, o partecipato per motivi di lavoro a convegni, tutte le volte che entro in contatto con realtà diverse da quelle italiane, o che penso a come ho percepito l’ambiente fuori dal mio paese; purtroppo mi si stringe il cuore, perché penso che qui si sta peggio, molto peggio. Mi si stringe il cuore perché penso che il mio paese potrebbe essere molto migliore, ed in vece è letteralmente la feccia d’Europa. E mi si stringe ancora di più il cuore, perché sono italiano fino al midollo, perché qui ci crescerò una figlia, perché amo l’Italia. La amo e la odio, senza vie di mezzo. Amo il suo profumo, la sua luce, la sua mole culturale e storica. Ed odio la mediocrità dei suoi abitanti, odio ogni singolo italiano medio che si crogiola nella sua accidia, nel suo clientelismo, nel suo razzismo, nei suoi tarallucci e vino, nel suo respèt, nella sua lega nord, nel suo berlusconi di comodo. Da un po’ di giorni non guardo il telegiornale. Il disastro è ovunque, non mi serve che qualcuno me lo ripeta dalla televisione. So già che sarà sempre peggio. Chi controlla l’informazione controlla il presente. Chi controlla il presente controlla il passato. Di colpo Partigiani e Fascisti sono la stessa cosa. Ormai nessuno pensa più che i Partigiani combattevano una guerra, come i fascisti, ma i partigiani la combatterono dalla parte giusta. Nessuno lo pensa più, perché nessuno lo sa. E nessuno lo sa perché l’italiano medio, se potesse, si farebbe fare qualsiasi cosa da qualcun altro pur di non fare fatica. Anche pensare, anche a prezzo di riscrivere la storia, per averne una versione più comoda. Ve ne accorgerete delle conseguenze. Anzi, ce ne accorgeremo. Presto o tardi, ce ne accorgeremo. postato da: buldra | 18:20
| commenti (4) HAIL TO THE POPE [twentyfive-four] Attraverso questo blog, copioincolla questa lettera, originariamente pubblicata sul manifesto.
Il picchetto d'onore Giuliana Sgrena Al suo arrivo alla Casa bianca il papa, nel giorno del suo ottantunesimo compleanno, è stato accolto con tutti gli onori militari e 21 colpi di cannone a salve. A ricordare a papa Ratzinger che non tutti i colpi sono a salve sarà però il picchetto d'onore che lo saluterà domenica nello Yankee Stadium di New York dove celebrerà la grande messa. Il picchetto d'onore sarà infatti riservato al battaglione della guardia nazionale dei «Fighting 69th» comandato dal sergente John Madera. Lo stesso che, con la sua unità, il 4 marzo 2005 controllava la Irish route che porta all'aeroporto di Baghdad quando fu ucciso Nicola Calipari. Ci sarà anche Mario Lozano nel picchetto d'onore? Probabilmente, se non è già partito per l'Afghanistan, dove è ora impegnata l'unità combattente. Sicuramente ci saranno altri suoi compagni. Il papa se ne accorgerà o preferirà ignorare l'Iraq come ha fatto ieri nel messaggio di saluto al suo arrivo a New York? Certo Ratzinger è meno sensibile ai temi della pace e della guerra di quanto fosse il suo predecessore e apprezzerà il fatto che per lui il presidente George W. Bush ha avuto la «sensibilità» di scegliere dei «ragazzi di sicura fede cattolica» come ha garantito il comandante dell'unità, il sergente John Madera. Il battaglione fondato oltre 150 anni fa da immigrati irlandesi è noto per le forti radici cattoliche, tanto che ha in Saint Patrick il proprio protettore. Il «Fighting 69th» è una unità molto combattiva e nella guerra in Iraq, da gennaio a settembre del 2005, ha avuto il «delicato» compito di controllare la Irish route fino a Camp Victory (ora ribattezzato Camp Liberty) dell'aeroporto della capitale irachena. Proprio per la rischiosità delle operazioni è anche una delle unità che ha avuto maggiori perdite, non si sa invece quante ne ha inflitte, perché i morti iracheni non si contano. Sappiamo però che proprio una pattuglia mobile del 69.mo battaglione di fanteria della Guardia nazionale ha sparato contro la macchina su cui viaggiavamo quella sera di oltre tre anni fa e che la morte di Nicola Calipari non ha avuto giustizia. Perché, hanno detto i comandanti Usa, «la guerra è la guerra». Se ne accorgerà Ratzinger quando si troverà di fronte al picchetto d'onore macchiato di sangue? Oppure benedirà Lozano e i suoi compagni? Non sarebbe la prima volta che un papa benedice la guerra. giuliana sgrena Buon 25 aprile. postato da: buldra | 18:50
| commenti (2) 1994 AVERE VENTANNI Forse è andato tutto a puttane nel 1994. Quando il centrodestra vinse per la prima volta. Da quel giorno, forse, gli italiani sono scivolati tutti, lentamente ma inesorabilmente a destra. Nel 1994 avevo vent’anni. Non ricordo che tra noi ventenni ci sia stata nessuna forma di protesta, di coscienza collettiva, di manifestazione pacifica, di sensibilizzazione in chiave anti-destra. Nessuna. A me sembra che tutti ci siamo arresi troppo presto. Tutti abbiamo fatto spallucce. A traino dei vincitori, che forse ci siamo tutti lasciati scivolare addosso una deriva destrorsa che non abbiamo avuto voglia di contrastare. Ma ancora penso che forse è nell’italiano medio, nella sua cultura media, nel suo insito lasser-fair, il non prendere posizione. Il sacrificare i valori per un pragmatismo arraffa-briciole, un pragmatismo del meno-peggio, che a questo punto si rivela più destroide di quanto non pensassi. La Lega ed il Centrodestra vuole cancellare la Resistenza dai libri di testo; la Moratti non va alle celebrazioni del 25 aprile; ad Alghero si vieta di cantare “bella ciao” alle manifestazioni per il 25 Aprile. Penso che sarà triste, quando l’ultimo partigiano sarà morto, quando le ANPI chiuderanno, sarà triste. Perché non ci sarà nessuno che ricorderà in prima persona. Ma soprattutto perché il patrimonio simbolico della Resistenza finirà nelle mani di gente troppo estrema, dei Casarini, dei Caruso, di centri sociali che poco centrano con le Case del Popolo. postato da: buldra | 18:42
| commenti (4) CLASSIFICA FINESETTIMANALE Uno| sono andato al concerto dei Baustelle con mio cognato. Il New Age di Roncade era stra-pieno, i Baustelle hanno suonato meglio di quando li vidi per la prima volta un paio di anni fa. Ma hanno suonato pur sempre maluccio. Non si sentiva nulla, le voci erano a tratti a dir poco “approssimative” e mancava totalmente la “botta” necessaria ad un live che si rispetti. Per fortuna si salvano con le canzoni che sono le migliori attualmente in giro. Dal vivo sono comunque insufficienti. A mo avviso.
Due| io e mia moglie ( Venusia ) abbiamo passato la giornata di sabato attraversando il nordest, alla ricerca dell’equipaggiamento più adatto per la nascita di nostra figlia. Abbiamo scelto questo passeggino, e comprato questo fasciatoio. Il passeggino lo compriamo mercoledì. Per quanto concerne il lettino, è in corso un dibattito interno alla famiglia: c’è chi vuole usare quello “vintage” che era della stessa Venusia; c’è chi invece vede di buon occhio un acquisto nuovo. Ciò che è sicuro è che la nonna Santina ( mia madre ) ci fornirà di numerosi “lenzuolini” da lei sapientemente confezionati. Tre| La nonna confezionerà anche uno splendido “paracolpi” per il lettino. Quattro| io che vomito sabato notte, una volta tanto non per una sbronza colossale me per una “costipazione” intestinale. Cinque| il coro “ma vaffanculo” alla festa di laurea di Gegin, apice dell’indie-rock triveneto. Davvero emozionante. Sei| momento migliore: domenica mattina, dopo una notte in bianco a causa della suddetta costipazione, Venusia mi sveglia mettendomi il pancione sulla faccia e dicendo: “puoi per piacere parlarle così si muove che non la sento?”. Ed io parlo a mia figlia, do un colpetto alla pancia, mia figlia naturalmente tira un bel calcio ( verso suo padre ), e mamma Venusia si tranquillizza. Torniamo quindi tutti e tre a dormire. postato da: buldra | 22:19
| commenti (1) CAMBIARE Per la prima volta mi sento politicamente spaesato. Mi sento fuori dal tempo, sento che alcune delle cose in cui credo, e attraverso le quali misuro la qualità della politica, non fanno più parte del presente. La Resistenza, il socialismo, il marxismo e la lotta armata, il 68; tutto questo ormai non è più nel presente, non ce ne è traccia, non ha portato a nulla, non è germogliato, non è fattibile, non esiste, è cancellato, impolverato, ammuffito; roba vecchia. Non è più utilizzabile per il cambiamento sociale. Far leva su Resistenza, socialismo, marxismo e ’68 non serve per cambiare. Anzi, al contrario, trasforma ogni proposta in qualcosa di già vecchio e controproducente, di inutile. Non solo la gente non ricorda la storia, ma la considera inutile. E’ inutile specchiarsi in quelle esperienze, parlare di operai, di lavoratori, di classi sociali. Non serve più a un cazzo.
Questo ho capito dal risultato elettorale. Ed è stato una gran bella lezione. Perché mi sto svecchiando, sto cercando di capire a che cosa credo veramente, spogliandomi dei miti e delle infrastrutture culturali alle quali guardavo ammirato. Non rinnego una virgola, e non cambio idea. Ma prendo atto che stavo guardando delle statue di cera; delle foto del passato ormai remoto. E quello che provavo, più che passione politica, forse era NOSTALGIA. Nostalgia della passione, della Resistenza, dei valori portati a ragione di vita. Stavo guardando l’album di famiglia. E adesso, in coincidenza con la mia nuova famiglia che sta arrivando, forse è tempo di mettere da parte la nostalgia politica. Di prendere le cose in cui credo, e di usarle, finalmente, per cambiare il mondo. Ce la posso fare. Hasta siempre. ![]() postato da: buldra | 19:48
| commenti (6) REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA Per tutti quelli che, dal vivo e nei commenti a questo blog, mi danno del disfattista, mi dicono che esagero quando dico che l’Italiano medio è brutto, che è fascita e tutto il resto. Bene, eccovi serviti:
Camera dei deputati: PD+IdV 37,7% PdL+Lega 46,6% Senato della Repubblica: PD+IdV 38,1% PdL+Lega 47,2% Bene, come volevasi dimostrare dunque, non è un fattore “di protesta”, di “bipolarismo” o quantaltro. L’Italia è un paese culturalmente destroide, populista e accidioso. L’Italiano Medio è un piccolo Berlusconi, ed è la magiornaza. Schiacciante. E fa schifo. Perché è ignorante. Non ha valori, se non il denaro e la furberia opportunista. Ormai sono anni che lo vado dicendo. E per chi bazzica il resto dell’Europa per lavoro, ormai è lampante. Vorrei ringraziare nell’ordine: Uno: i miei futuri conctittadini veneti, che hanno votato in massa Lega, purtroppo non posso ringraziarvi ad uno ad uno aprendovi il cranio e cagandoci dentro. Ma in qualche modo mi rifarò, non vi preoccupate. Due: l’invenzione del Partito Democratico, e me stesso, che l’ho votato. Non è bastato rifarsi il trucco. L’Italiano Medio è più Forte. Tre: quelli che non sono andati a votare, ed avrebbero votato PD. Siete degli Ignavi. Avremo un Parlamento a schiacciante maggioranza di Destra, e non ci sarà nemmeno un deputato di Sinistra (quella vera). È un incubo. E lo sarà per cinque anni. Quelli che ancora si spiegano la sconfitta del centrosinistra con il conflitto di interessi, con le televisioni e tutto il resto non hanno realizzato che in Italia sta ri-germogliando un’idelogia di Destra. Una destra fascista. Che non mi appartiene. E che non so combattere. Una destra che non sono io, che percepisco come il Male. E che sono sicuro che lo sia. Vergogna marcia. Lo stivale è marcio. Riflettete tutti per favore. Cercate di ricordare chi siete. Io lo so. E sono molto incazzato. Oggi l’Italia mi fa schifo. E non mi sento italiano. Perché l’Italia è una merda. E mi dispiace, ma oggi ho ragione io. postato da: buldra | 00:18
| commenti (24) IO SO LA VERITA' Io so la vertà. Ed è libera del tutto. Non appartiene agli uomini. Io so la verità. Che cambia ad ogni istante. E ad ogni istante la rincorrerò. Perché ogni sbaglio è vero, ogni momento buio è vero, ogni bacio dato è vero, oggi sono stanco è vero. Ma mi riposerò. E tornerò a cambiare. Come cambiano le nuvole. Tornare piccoli, fragili e ingenui, curiosi e fertili, essere candidi. Per non correggere quello che so di me. Per non arrendere le mie idee, e le maree.
Io so la verità. L’ossigeno dei sogni. Ogni respiro un nodo in gola. Io so la verità. Ma conservo tutti i dubbi. Per renderla bellissima. Perché ogni dubbio è vero, ogni desiderio è vero, ogni abbraccio arreso è vero, oggi sto correndo è vero. Ma poi mi fermerò. A guardare le stagioni. Ad annusare il sole. Tornare semplici, complici, unici, curiosi e fertili, essere unici. Per non correggere quello che so di me. Per non arrendere le mie idee, e le maree. postato da: buldra | 22:24
| commenti (2) IO RICORDO TUTTO 16:16 Dell'Utri: "Se vinciamo, via dai libri di storia retorica Resistenza" "I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione". Lo ha detto il senatore Marcello Dell'Utri in un'intervista rilasciata a Klauscondicio, contenitore di approfondimento politico in rete. C’è una sola parola per definire quelli come Marcello Dell’Utri, e quella parola è feccia. Il giorno in cui revisionerai i libri di storia ti verrò a cercare. E ti porterò dalle mie parti. Intanto, pezzo di merda indegno ti dedico questo ricordino “retorico”: Il racconto di Lidia Pirini(17 anni): "Noi scappammo di gran corsa a questa chiesa che era la parrocchia di Casaglia. Come arrivammo su alla chiesa ci trovammo cento persone perché tutti erano fuggiti lì perché pensavano nessuno avrebbe fatto del male e nemmeno incendiato Cominciarono a urlare: "Tutti fuori, tutti fuori!!" e poi parlarono con il prete: "Accompagni tutta questa gente a Cà Dizzola". Allora io a sentire così pensai: "Appena sono nel bosco, mi nascondo", proprio pensai subito di nascondermi da questo pericolo. Intanto che ci incamminiamo, all'incrocio che va giù a Cerpiano, arrivò un'altra squadra di tedeschi. Appena ci videro fecero degli urli: "Alt Alt Alt!". Intanto un ufficiale diede l'ordine di abbattere il cancello del cimitero. Allora io, vedendo quella scena, dissi a mia madre:" Mamma, vedi lì c'è la nostra fine" io vidi già la scena, Io ero in mezzo al gruppo ed entrando in mezzo al cancello del cimitero, pensavo...pensavo a tante cose, che non riuscivo a fare un pensiero nitido, volevo scappare , volevo buttarmi, l'ultima cosa da potermi salvare, ma non ci riuscivo, sembrava che il cervello scoppiasse, allora spingevo spingevo perché volevo stare in mezzo al gruppo, mi sentivo un po' protetta e invece finii contro il muro proprio sull'esterno nella parte sinistra e lì non riuscivo neanche a fare un passo, poi davanti a me avevo il tedesco che piazzò la mitragliatrice proprio dalla mia parte, di fronte. Vedevo tutto, sentivo tutto, vidi che caricava la mitragliatrice con il nastro di proiettili e io rimanevo lì dritta così e volevo sempre spingere, non ci riuscivo. D'un tratto sentii un colpo talmente forte, talmente forte, non sapevo cos'era. Possibile la mitragliatrice? Ma come è pesante per fare un...poi veniva giù l'intonaco, poi capii che era una bomba a mano, era stata una grande esplosione. Questa bomba mi fece fare un salto, una capriola che mi portò proprio nel centro della gente, del gruppo ma con la testa conficcata a terra e la gambe per aria. E lì cominciai a sentire tutto il sangue addosso degli altri, e dicevo: "Dio! Tutto..."., mi colava sulla faccia, dappertutto e pensai questo è il sangue dei feriti, poi per un attimo ebbi la paura che fosse il mio e lì svenni. Dicevo, pensai, se sono stata colpita e non ho sentito il dolore? Proprio mi feci questa domanda e lì svenni. Mi accorsi che ero svenuta perchè dopo tanto tempo sentivo delle voci lontane, lontane invece era mia madre che mi chiamava: "Cornelia, Cornelia..." e io stavo zitta dalla paura e lei insisteva: "Sei ancora viva?", "Sì mamma, stai zitta per carità". Tutti piangevano, una quando sentì la mia voce, mi disse, vienmi ad aiutare ti prego, mi manca la mano....La mamma disse: "Non sto più in piedi, mi hanno mitragliato tutte le gambe", non stava più in piedi. E poi disse: "Gigi e la Maria sono già andati......". Invece mi sorella, mia sorella urlava, aveva 15 anni diceva: "La mia testa, la mia testa!", aveva avuto una esplosione vicina, vicina che aveva ucciso un donna e lei era convinta di avere la testa spaccata. Io riuscivo a camminare ma mi ci è voluto a tirarmi fuori perché avevo tutti i corpi addosso, ma dovevo aiutare mia madre. Lei non si lamentava e io le dicevo: "Adesso mi tiro su e ti vengo ad aiutare". Sono stata lì dalle 9 alle 4 del pomeriggio, poi quando ho visto che i tedeschi se ne erano andati, c'era un bambino in piedi che guardava e diceva: "Non c'è nessuno, non ci sono più, scappate"! Allora per prima scappò Sul gradino dell'oratorio c'era un tedesco di guardia e da dentro si sentivano delle urla, delle grida... e io capii che anche là era successo uguale. Quando vidi così cominciai a scappare nel bosco e finii a Gardelletta, sempre per cercare qualcuno, non c'era un'anima. Un tedesco di guardia non mi vide. Andai verso la ferrovia, passai dalla nostra casa ma non ebbi il coraggio di andare dentro, la guardai così e mi dissi: "Cosa ci vado a fare?, non c'è nessuno". Allora pensai di andare su dai contadini, perché noi avevamo una pecorina, mio padre nello sfollare l'aveva lasciata lì da loro. Quando arrivai su, era vicino a casa nostra, trovai i contadini morti nell'aia, poi mi guardai attorno, vidi la pecorina sgozzata, tutta piena di sangue e lì rimasi talmente male, avvilita, mortificata che cominciai a piangere, piangere perché fino ad allora non ero riuscita a piangere. Vedendo la pecorina, capii che era finito tutto. Andai giù singhiozzando, per me era già morto tutto. Arrivai a Casa veneziani ed erano tutti morti anche lì "
Caro Dell’Utri, potrai anche revisionare i libri di storia. Ma non potrai mai cancellare la mia memoria, le parole di mio nonno, di mio parde, di mia madre, dei loro amici, delle mie zie, dei loro mariti e delle loro famiglie. Non potrai mai farlo, non potrai mai cancellare la forza dei loro sguardi, delle loro pieghe nella pelle, delle lori cicatrici sulle gambe; non potrai mai togliermele di dosso, perché ormai sono dentro di me, le ho nella pelle, nella faccia e mi danno forza ed orgoglio. Ed io racconterò tutto a mia figlia, un giorno, la porterò a casa mia, e sarà anche casa sua, la porterò e le farò vedere. E rideremo insieme. E farò in modo che anche lei non si dimentichi mai di quello che è stato. Affinché quelli come te, i vigliacchi, non vincano mai. Ho detto MAI. postato da: buldra | 18:09
| commenti (3) JUST MARRIED #2 C’è poco da dire, se non che sono ancora emozionato. Ho ancora le farfalle nello stomaco, e quando parlo di sabato, il giorno in cui ci siamo sposati, corro ancora il rischio di commuovermi. Ho provato l’emozione più forte e lunga della mia vita. Ed era un’emozione positiva, Questo significa che il bene è più forte di ogni cosa che io abbia mai provato. E per questo io sono felice. Abbiamo dentro il sole, siamo solari, noi, tutti, ed io lo so. Quando ridiamo, quando ci commuoviamo, quando siamo stanchi e abbiamo bisogno che qualcuno ci faccia il massaggio ai piedi, quando ci telefoniamo, quando cerchiamo le cose che abbiamo in comune. Quando organizziamo le cose, quando ci tirano addosso le bolle di sapone. Siamo solari. E felici. E l’estate sta per arrivare. postato da: buldra | 18:25
| commenti (8) JUST MARRIED
postato da: buldra | 01:25
| commenti (14) DEMOCRAZIA IPERTROFICA A quanto pare Ferrara ha avuto quello che si merita:
Circa duemila persone hanno contestato il direttore del Foglio, e quando ha preso la parola ci sono stati scontri fra la polizia e i manifestanti, soprattutto ragazze. […] Alcuni gruppi femministi e dei centri sociali avevano chiamato a raccolta persone in difesa della legge 194, ma senza aspettarsi che all'appello rispondessero in così tanti […] A quel punto, alla crescente pressione dei manifestanti, il cordone di polizia ha risposto con una carica.In prima fila c'erano soprattutto ragazze di vent'anni. E a loro sono andate le manganellate. Purtroppo anche le donne che hanno risposto alle offese di Ferrara hanno avuto quello che non si meritavano. Ma purtroppo in Italia la democrazia è quella che è, lo sappiamo. Gente come Ferrara somigliano tanto al lupo che perde il pelo ma non il vizio. Gente che pensa solo al proprio tornaconto, che usa strumenti ad arte per ipertrofizzare il proprio ego. Io Ferrara non lo stimo. Per promuovere la vita e l’amore ci sono altri modi, diversi rispetto alla mera provocazione retorica. Ma si sa, l’italiano medio è quello che è… postato da: buldra | 21:55
| commenti (5) |