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IL PICCOLO BULDRA Dunque, da dove comincio…ah, si certo: scusate il ritardo. Davvero, scusatemi se vi ho abbandonato per dieci giorni, ma la settimana da giovedì 6 a venerdì 14, è stata una delle settimane più intense a magiche della mia vita, davvero. Sono stato prima a Milano e poi a Bruxelles per quattro giorni, ho dovuto combattere contro voli cancellati per nebbia, impegni da incastrare a tutti i costi, pianificazioni di spostamento decolli e pernottamenti, freddo polare, sciopero dei camionisti con annesso rischio di non muovermi più, corsi intensivi per consulenti sui finanziamenti europei, dischi dei Radiohead mancati per un soffio, un grande caos insomma. Ma tutto questo è niente. Davvero tutto ciò non è nulla. Perché tutti questi avvenimenti scarsamente controllabili, si sono aperti e chiusi, sono stati per così dire incorniciati, da qualcosa di magico per davvero. Ebbene, io venerdì 7 dicembre 2007 ho visto mio figlio per la prima volta. Proprio così. Pare che a giugno diventerò padre. E il 7 dicembre io e Venusia siamo andati a fare la prima ecografia, e per la prima volta abbiamo visto Fagiolo, ovvero nostro figlio. Posso solo dirvi che ho rischiato di svenire più volte in sala d’aspetto, che appena il ginecologo ha posato il microfonone sulla pancia di Venusia si è materializzato sullo schermo proprio lui ed io ho perso proprio il contatto con la realtà. Cioè, il ginecologo diceva le cose, me le spiegava, ed io non capivo niente, me le facevo ripetere tre o quattro volte, e poi dicevo “no…scusi, non ho capito”. E poi ricordo venusia che appena lo vede esclama:
“Ma allora c’è davvero!” ed il ginecologo: “perché aveva dei dubbi?” Poi sinceramente tutto si fa confuso, cioè, l’emozione ha proprio preso il sopravvento, mi ricordo solo che era lungo 4,65 centimetri e la circonferenza del cranio era 1,5 cm. E poi ricordo che proprio mi ha colpito tantissimo vedere quella cosa così piccola, ma tutta completa, che si muoveva lì dentro. Pazzesco. Poi al mio ritorno da Bruxelles, abbiamo fatto la seconda ecografia, ed è stato ancora più pazzesco, perché la macchina era più potente, e lui più grande. E allora si vedeva ancora meglio, e si muoveva un casino quel piccolino lì…dio santo. E’ una cosa che con le parole non centra niente, davvero, ve lo devo dire, io ho visto un po’ di robe considerate tristi nella mia vita, tipo la morte di qualche parente e cose così, ma vi dico che esiste il contrario di tutto ciò. Esiste proprio qualcosa che dal niente prende ad esistere. Prima non c’era, adesso c’è. Proprio la vita. Così, prima non c’era, e adesso c’è. Che detta così sembra una stupidaggine, ma in realtà non lo è affatto. Perché il succo del discorso è proprio questo. Prima mio figlio non c’era. Adesso c’è. Esiste. Ed io non posso pensare ad un mondo senza di lui. E il mondo non può essere lo stesso senza di lui. E vi devo dire che quell’affarino lì che adesso è lungo 6,5 centimetri da testa a coda, ha una forza incredibile. Impensabile. Imbattibile. Davvero, non ce nulla di più potente, imbattibile e forte di un bimbo che nasce. Davvero. Davvero. Davvero. E’ una roba talmente potente che non si…boh… Per ciò che mi riguarda, come già si è capito, sono totalmente e completamente trasfigurato da questa cosa. Ma, vi dirò, che la sensazione che provo più spesso da quando so del piccolino Buldrino, è la calma. Una calma serafica. Una cosa che prima non avevo. Un peso che prima mi portavo dietro e adesso non c’è più. Un’energia che prima non c’era e adesso c’è. Ed è incredibile come tutto ciò che accadrà da ora in poi, nel bene e nel male, non mi faccia per nulla paura. Mi sento migliore, la mia vita mi sembra migliore. E penso seriamente di essere fortunato. Molto fortunato. L’uomo più fortunato del mondo, più o meno. Sono felice, per quello che arriverà, per quello che sono, per quello che sarò. Sono felicissimo che mio figlio abbia come madre Venusia, perché sono sicuro che non esiste madre migliore di lei; sono felice perché Venusia è sempre più bella ogni giorno che passa; sono felice perché mentre camminavo per le vie di Bruxelles sentivo una fitta ad un fianco, ed era la lontananza da casa mia. Sono felice perché casa mia sono Venusia e Fagiolo. Davvero. È una roba che va al di là. Vi auguro a tutti voi uno per uno di provare quello che sto provando io. Ve lo auguro con tutto me stesso. Per quanto riguarda me, spero solo di essere in grado di abbracciare tutto questo Bene. Che è moltissimo. Se non ce la faccio mettetevi in coda che ve ne regalo un po’. Venerdì scorso, la dottoressa Stampalija ( gran bella donna per giunta ), mentre stava facendo l’ecografia, mentre io stavo tenendomi ala sedia per non svenire, e mentre vedevo mio figlio nella pancia di sua madre che si muoveva come un matto; la dottoressa ha detto testualmente: “oh, ma questo bambino fa il ROCK’N’ROLL!” Cioè, sono quasi morto. Rock’n’roll!!!!!! Vai piccolo! Continua a fare il rock’n’roll fino a giugno!!!!! Dio bono!!! Non sto più dentro me stesso. ![]() postato da: buldra | 17:40
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