ROMA CITTA' NERA
martedì, aprile 29, 2008

Vittoria schiacciante per il neo-fascista alle elezioni per il sindaco di Roma.

La scorsa notte un ex picchiatore, oggi neo-fascista, ha ottenuto una vittoria schiacciante alle elezioni a sindaco di Roma, coronando la vittoria di due settimane fa di Silvio Berlusconi e del centro-destra nelle elezioni nazionali, ed alimentando i timori che ora l’Italia si appresti ad un assalto agli immigrati senza precedenti.
Il nuovo sindaco della Città Eterna è Gianni Alemanno, cinquantenne figlio di un ufficiale militare, che ancora indossa la croce celtica appartenuta ad un amico “destrino” colpito ed ucciso da un colpo di chiave inglese al cranio durante una dimostrazione. Si è comunque ammorbidito dai tempi della gioventù: come ministro dell’agricoltura dell’ultimo governo Berlusconi, la sua passione per il cibo biologico lo ha accreditato come Ecologista.
Ma il pugno di ferro sull’immigrazione è una sua promessa chiave. Nel suo “Patto per Roma” in sedici punti, al punto sette si legge:”attivare immediatamente la procedura di espulsione per 20.00 nomadi ed immigrati che hanno violato la legge a Roma”.
Il punto otto prosegue: “Chiusura dei campi nomadi illegali, controlli rigorosi ed efficaci su quelli regolari e loro progressive eliminazione”.
L’elezione di Alemanno, con un margine di quasi sette punti sull’ex sindaco di centro-sinistra Francesco Rutelli, conferma che l’ondata xenofoba che ha spinto la Lega Nord ai massimi storici nelle elezioni nazionali di questo mese, ora ha raggiunto Roma.
I segnali erano nell’aria dallo scorso Novembre, quando l’assassinio di Giovanna Reggiani, una casalinga di Roma, sul percorso dalla stazione metropolitana a casa, spinse il sindaco Walter Veltroni a chiedere al governo Prodi di varare un diktat che consentisse l’espulsione degli stranieri, inclusi quelli all’interno dell’UE, senza ricorrere all’azione della magistratura.
L’atto fu seguito dalla demolizione di campi squatter di immigrati nella capitale.
Il decreto legge passò a forte maggioranza – di gran lunga la reazione più severa (draconiana n.d.t.) mai vista nell’Europa occidentale. la generosa ed umana Italia ha improvvisamente mostrato i denti, e la gente da fuori ha improvvisamente ricordato che sono stati gli italiani ad inventare il fascismo e a riempire la città di camice nere al passo dell’oca.
Ma come molte leggi italiane, il diktat dell’anno scorso non ha funzionato come avrebbe dovuto, ed ora Alemanno trasloca nel suo nuovo ufficio proprio vicino a dove il Duce arringava le folle da Piazza Venezia, e lo fa armato di un mandato per completare quello che Veltroni e Prodi hanno solo minacciato di fare. La vittoria di Alemmano segna l’arrivo nella capitale italiana della politica della paranoia, la stessa politica che ha già trionfato nel resto del paese.
Il maggior vincitore delle elezioni nazionali è stata la Lega Nord, la quale ha incrementato la propria fetta di voti fino all’8 per cento. Il partito fu fondato da Umberto Bossi per combattere a favore dei diritti del sovra-tassato nord italia nella battaglia contro Roma Ladrona.
Dopo una farsesca dichiarazione di indipendenza dallo stato italiano, il partito era stato depennato come una forza esaurita. Ma dall’ultimo anno, con l’entrata nella UE di Romania e Bulgaria, la Lega ha scoperto che la paranoia da immigrazione era la loro carta vincente.
Un sindaco della Lega Nord, Massimo Bitonici, di Cittadella, nella regione del Veneto, ha fatto passare un’ordinanza che bandisce i poveri, i senza tetto e i disoccupati dal vivere all’interno delle mura cittadine. Altri della lega hanno proposto di bandire gli immigrati irregolari dallo sposarsi, o dal poter andare a scuola.
Cittadella è diventata inoltre uno dei tanti centri dominati dalla Lega, ad implementare ronde notturne di volontari. L’appeal di tali mosse è stato ampiamente dimostrato nelle elezioni.
Star della campagna elettorale per la Lega è stato Roberto Calderoli, già noto per aver mostrato in televisione, in diretta, una maglietta con uno dei cartoni animati satirici Danesi sul profeta Maometto. Dopo le elezioni, Calderoli è stato considerato come uno dei possibili vice primo ministro di Belusconi.
L’Italia ha uno dei più bassi tassi di natalità del mondo, la sua crescita economica è in stallo; il manufatturiero e gli altri comparti economici chiedono l’arrivo di più immigranti da impiegare come manodopera a basso costo. Ma il clima popolare è contro questi ultimi.
Ieri, l’uomo che sarà il probabile ministro degli esteri di Berlusconi, l’ex commissario europeo Franco Frattini, ha unito la suo voce al coro: “Abbiamo bisogno di una legge nazionale che stabilisca un minimo reddito al di sotto del quale gli stranieri non possono stare nel nostro paese per più di 90 giorni”, ha dichiarato. “Chiunque guadagni di più resta. Altrimenti sarà rimandato al paese d’origine”.
Alemanno intanto ha detto: “Sarò il sindaco di tutti I romani, compresi quelli che non mi hanno votato”, ma ovviamente non necessariamente di quelli nati da un’altra parte.
Il suo primo atto da sindaco, ha detto, sarebbe stato quello di far visita al vedovo della signora Reggiani. Sembra un gesto educato: più di ogni altro evento la morte della signora Reggiani ha reso la vittoria di Alemanno possibile.

Fonte: The Independent, Regno Unito, traduzione mia.

postato da: buldra | 19:36 | commenti (12)