| |
|
TURBOCINNI PICCOLI E GRANDI lunedì, luglio 21, 2008
Questo post è dedicato a mia moglie Venusia e a mia figlia Beatrice, perché ieri sera mi hanno sopportato mentre ero in pieno trip da “turbocinno”: grazie ragazze. Sono emiliano, è più forte di me, ma veniamo al dunque.
Ieri sera ho assistito ad uno dei momenti di sport più alti del 2008, sto parlando del Gran Premio Moto GP di Laguna Seca, che ha visto un duello serrato tra Valentino Rossi e Casey “Rolling” Stoner. Il circuito in questione è una delle piste più da cagarsi addosso di tutto il campionato, é stretta come un budello e c’ha dei saliscendi pazzeschi mischiati a curve e controcurve mozzafiato, apoteosi di questi due elementi il mitico “cavatappi”, una chicane in discesa da compiere a tutto gas che farebbe impallidire un astronauta. Questo il teatro di una sfida epica, tra Rossi e Stoner. Il secondo reduce da tre vittorie consecutive e dalle prove ufficiali a cui dava mezzo secondo di distacco a Rossi, a digiuno di vittorie da tre gare e con una moto, fino a sabato, nettamente inferiore. Nella battaglia per il mondiale questa era una gara fondamentale, Valentino non poteva permettersi di regalare altri 5 punti a Stoner, unico suo rivale dopo l’infortunio accorso a Pedrosa. Questi gli ingredienti, dunque, veniamo alla fredda (per quanto lo possa essere) cronaca.
Al semaforo verde Rossi parte bene, è terzo, recupera quasi subito la seconda posizione e si incolla letteralmente alle spalle di Stoner, primo. Incredibilmente l’australiano non riesce a scappare come al solito, la Ducati-razzo non ha più il mezzo secondo di vantaggio sulla Yamaha, ma solo qualche centesimo. Ma ecco che al terzo giro si scatena la bagarre, Rossi supera Stoner che ri-super Rossi, che ri-super Stoner. Io sono sulla poltrona che mi tengo il cuore mentre vedo The Doctor fare motocross al cavatappi, a momenti sveglio Beatrice, balbetto frasi sconnesse del tipo”Stoner cade di sicuro”, oppure “amo la moto GP”, oppure “se va avanti così Stoner cade”. In un momento di lucidità, infatti, entro nella testa di Valentino Rossi e mi ricordo del nomignolo che aveva l’australiano fino ad un paio di stagioni fa “Rolling” Stoner appunto….
In sostanza, Rossi è un manico della madonna, ha la moto perfetta benché più lenta della Ducati, ed in una situazione come questa è LUI che fa la differenza. Tiene dietro Stoner, che non si da pace, anche perché la sua Ducati all’uscita della seconda o terza curva sculetta un po’ troppo (alla faccia del Traction Control del cazzo), quindi succede proprio ciò che avevo pronosticato. Il pollo australiano a 8 giri dalla fine sbaglia clamorosamente la staccata va lungo pattinando prima sull’asfalto poi sulla sabbia, casca, si rialza, ma ormai the Doctor è volato via. Vince Valentino un GP memorabile, un duello della madonna in cui la componente umana ha fatto la differenza. Rossi ha dimostrato una volta di più di essere uno dei piloti più grandi di tutti tempi. Vederlo guidare così è come vedere Picasso che spennella sulla tela una nuova Guernica. Davvero, sono commosso. Nulla a che vedere con i robot che partono primi ed arrivano primi. Qui è l’uomo che si diverte, ed il mezzo meccanico che fa il suo fottuto dovere. La Yamaha sarà stata più lenta, certo, ma con una gomma rovinata stava incollata all’asfalto tenendo dietro una Ducati nervosa come il suo pilota. Il tentativo di polemica di Stoner a fine gara è stato patetico, infatti si è subito rimangiato tutto. Comunque grazie a tutti e due, ieri sera mi avete quasi ucciso. Che gara. Pure Beatrice stanotte era tutta inquieta, sicuramente sognava di sorpassi e staccate all’ultimo secondo, proprio come il suo papà, turbocinna anche lei…ehehe….
postato da: buldra | 18:14
| commenti (8)
|